Il team Ganassi si è aggiudicato l’edizione 2015 della 24 Ore di Daytona, gara di apertura dello United Sports Cars Championship, serie gestita dall’Imsa. E’ stata una gara molta combattuta con tanti incidenti, guasti meccanici e bandiere gialle che hanno reso il celebre catino della Florida un vero e proprio campo di battaglia.

Alla fine l’ha spuntata la Ford n.02 guidata da Tony Kanaan, Scott Dixon, Kyle Larson e Jamie McMurray, che ha ottenuto la vittoria con un vantaggio di soli 1”333 sulla Corvette DP n.5 di Barbosa, Fittipaldi e Bourdais. Al terzo posto si è piazzata la Corvette n.10 condotta da J.Taylor, R.Taylor e il nostro Max Angelelli, la cui la possibilità di vittoria è sfumata a causa di una sosta ai box proprio sul finire della gara, resasi necessaria per sostituire il pilota e non incappare in un drive-through.

Ritirata dalla competizione l’altra Riley-Ford di Ganassi guidata da Pruett-Hand-Kimball-Karam, i quali sono stati fermati da un problema alla trasmissione. Anche gli autori della pole position Pew-Negri Jr.-Allmendinger-McMurry si sono dovuti ritirare per problemi sulla loro Ligier Honda del team Michael Shank Racing.

Ottima prestazione di Max Papis che, nonostante i problemi accusati nella fase iniziale della gara, è riuscito a rimontare fino al settimo posto assoluto.

Per quanto riguarda la classe GTLM, essa ha registrato il trionfo di Antonio Garcia, Jan Magnussen e Ryan Briscoe a bordo della Corvette C7R, che si è così aggiudicata il primo successo alla 24 Ore di Daytona. L’equipaggio ha conquistato la vittoria anche grazie a un pit stop lungo che ha vanificato la corsa al primato dei piloti della BMW Auberlen-Werner-Farfus-Spengler, mentre al terzo posto ha concluso la Corvette guidata da Gavin-Milner-Pagenaud.

Gara sfortunata per le Ferrari, entrambe costrette al ritiro. La 458 del Team Risi guidata da Fisichella-Rigon-Kaffer-Beretta è stata costretta ad arrendersi per problemi al motore, dopo aver combattuto a lungo per la testa della gara. Ritiro anche per l’altra Ferrari condotta da Bruni-Perrodo-Collard-Vilander, che è stata costretta al ritiro per un incidente in cui è rimasta coinvolta anche una Aston Martin.

Doppio ritiro anche per la Porsche. La 911 guidata da Tandy-Pilet-Lieb-Christensen si è scontrata con la 912 di Bergmeister-Bamber-Makowiecki-Christensen, per un’incomprensione durante il doppiaggio di una Aston Martin.

Nella Prototype Challenge hanno vinto Guasch, Novich, Palmer e Kimber-Smith alla guida della Oreca FLM09, i quali hanno approfittato di un incidente della Oreca di Braun-Gue-Wilkins-Bennett che stava dominando la gara. Dietro ai vincitori il team formato da Mowlem-Papadopolous-Drissi-Alder sempre alla guida di una Oreca, mentre il terzo posto andato è ai piloti Bennett-Braun-Wilkins-Gue del team CORE Autosport.

La classe GT Daytona è andata al gruppo di piloti composto da Carter-Keating-Farnbacher-Wittmar, alla guida della Dodge Viper della Riley Technologies. La loro è stata una gara complicata, visto che hanno dovuto rimontare dal fondo per aggiudicarsi la vittoria. Al secondo posto si sono piazzati invece MacNeil-Keen-Davis-Van Gisbergen alla guida della Porsche 911 GT, mentre al terzo ha concluso un’altra Porsche 911 GT, guidata da Snow-Heylen-Dempsey-Eng del team Snow-Dempsey.

Il prossimo appuntamento della serie americana sarà la 12 ore di Sebring, in programma il prossimo 21 maggio.

Chiara Zaffarano

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