Chaz Davies, passato dal Ducati Aruba Team al Go Eleven Ducati di Denis Sacchetti, si racconta in esclusiva ai microfoni di Radio LiveGP. Il britannico ci ha raccontato il suo più bel ricordo del team ufficiale, i test saltati per maltempo a Jerez e in quale condizione correrà per l’anno 2021.

Chaz Davies, test di Jerez annullati, racconta agli amici di Radio LiveGP come mai non avete girato

“Il primo giorno ha piovuto tanto. Il secondo giorno invece la pista era 50 e 50, la mattina aveva piovuto ma il pomeriggio stava asciugando. Solo che con il nuovo regolamento abbiamo solo 10 giorni di test per poter provare la moto e non valeva la pena perdere un giorno in queste condizioni. Non si sarebbe capito molto, è stato meglio posticipare.”

Ora però sei in un team privato e questi test costano

“Si, quando fai trasferte del genere ci sono molti costi. Soprattutto nel sud della Spagna, hotel, spostamenti, è chiaro che non è gratis. Però fa parte dei rischi per giornate di test in questa parte dell’anno.”

Come recupererete queste giornate?

“Stiamo ancora organizzandoci, ci sarebbero queste giornate di Jerez e due giorni a Misano, anche se forse in Italia stare solo un giorno e magari fare altre due giorni in Spagna. Pensiamo alla prima settimana di febbraio, ma correremo gli stessi rischi a livello di tempo atmosferico. Bisogna essere molto fortunati, fino ai giorni prima dei test in Spagna c’era un bellissimo tempo.”

Credi che questi pochi giorni di test peseranno sulla stagione?

“Onestamente credo di no, almeno nel mio caso. Per ora la moto che ho è la stessa che avevo all’Estoril, quindi la conosco bene. L’unica cosa che dovremmo valutare è la direzione dello sviluppo, ma per l’inizio di stagione non sono previsti stravolgimenti quindi non ci dovrebbero essere grandi impedimenti. Penso che il problema sia per i costruttori che hanno moto nuove, come Honda e Kawasaki, noi invece avremo lo stesso pacchetto.”

Quindi la tua moto è uguale a quella delle ufficiali?

“Si, per il momento è identica alla moto ufficiale. Non ci sono per ora molti componenti diversi, magari la cosa cambierà durante la stagione. Questa per me è una cosa giusta, se hai una moto Factory puoi giocarti la top 5 mentre se hai moto arretrate non puoi. L’ultima gara del 2020 ho vinto, se quest’anno devo puntare alla top 10 che senso ha?”

Qual è il più bel ricordo delle stagioni con Ducati ufficiale?

“Per me Aragon 2015. È stata la prima vittoria della V2, che veniva da momenti difficili con Carlos Checa ed Ayrton Badovini. Per loro è stata molto dura, anche il primo anno con me e Davide Giugliano. Poi finalmente abbiamo imboccato la strada giusta e abbiamo vinto molto. Ne ho tanti, di bei ricordi, ed è normale visti i 7 anni passati con Ducati Aruba.”

Come mai hai avuto tanti problemi con il V4?

“Ripensando al primo anno in SBK con Aprilia, alla fine con quel V4 non mi trovai tanto male, sono riuscito anche a vincere una gara con piloti in griglia Biaggi, Melandri, Rea. Con la Ducati il primo anno la cosa più difficile fu’ trovare la strada giusta, ma con una squadra ufficiale puoi fare molte cose. C’erano due cose, il mio adattamento alla moto e il lavoro di Ducati per assecondarmi, alla fine ci siamo riusciti ed abbiamo visto i risultati della fine del 2020.”

Dalla Supersport alla Superbike, evoluzione o rivoluzione per il pilota?

“Evoluzione. In 10 anni cambi tante cose ma i tuoi punti forti e punti deboli restano quelli. Bisogna lavorare per massimizzare i primi e minimizzare i secondi, magari cambiando allenamento e lavorando sullo stile di guida. In questo caso il mio punto forte è stato riuscirmi ad adattare ai cambiamenti, cosa che mi è sempre riuscita abbastanza bene.”

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Alex Dibisceglia