E’ tempo di primi bilanci, dopo le prime otto prove del Mondiale Rally 2014, che hanno finora visto soltanto due piloti salire sul gradino più alto del podio: Sebastien Ogier e Jari-Matti Latvala. Il conto delle vittorie parla di cinque successi a tre in favore del campione in carica, anche se il finlandese, grazie al successo ottenuto lo scorso weekend nella gara di casa, è riuscito parzialmente a riaprire i giochi. Un successo arrivato sul filo di lana, per il 29enne pilota Volkswagen, che dopo aver dominato per buona parte della manifestazione ha dovuto fare i conti con un problema ad un freno che ha rischiato di comprometterne il successo, comunque giunto con un margine di soli 3″6 nei confronti del rivale francese. Il quale può comunque dormire ancora sonni relativamente tranquilli, visto che il suo margine in classifica, quando mancano cinque prove alla conclusione, è ancora di 44 punti: 187 contro 143.

Ogier, finora, è riuscito ad imporsi a Montecarlo, in Messico, Portogallo, Italia e Polonia, mancando l’appuntamento con il podio soltanto in Svezia; Latvala, invece, ha trionfato proprio in Svezia, poi in Argentina ed infine nel velocissimo appuntamento con gli sterrati finlandesi. L’impressione è che il francese, salvo errori clamorose, possa confermare la propria leadership da qui sino al Galles, anche se basterebbe una battuta a vuoto per poter rimettere il tutto in discussione. Pochi, al momento, gli avversari in grado di impensierire il duo di testa: finora, il più costante è stato il giovane norvegese Andreas Mikkelsen, capace di conquistare due volte la piazza d’onore; in fase calante, invece, Mads Ostberg, reduce da tre stop nelle ultime quattro gare, mentre sin qui inferiore alle attese è stata la stagione di Hirvonen. A proposito di delusioni, impossibile non citare da questo punto di vista Robert Kubica: il polacco ha mostrato doti velocistiche notevoli, ma nonostante un approccio maggiormente conservativo rispetto ad inizio campionato, non è stato esente da errori: i due soli piazzamenti a punti sin qui racimolati parlano chiaro.

Marco Privitera

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