La prima pole stagionale della super stagione 2018-2019 del WEC è opera di Toyota. Kamui Kobayashi ha piazzato la sua TS050 davanti a quella gemella di Kazuki Nakajima sulla pista di Spa Franchorchamps, in una sessione caratterizzata da due bandiere rosse. Un problema alla BR1 di Sarrazin ha causato un primo stop, seguito pochi più minuti più tardi dal brutto incidente di Pietro Fittipaldi a Eau Rouge. La seconda fila è tutta Rebellion mentre in GTE domina Ford. La sorpresa è poi arrivata nelle verifiche tecniche, con la penalità inflitta alla Toyota #7 che domani sarà costretta a partire dalla pitlane.

 

E’ stato un inizio di stagione sicuramente rocambolesco quello del WEC 2018-2019. La prima sessione di qualifiche dell’anno è stata infatti caratterizzata da diversi episodi, su tutti le due interruzioni con bandiera rossa ad inizio turno. Le prime disavventure sono state avvertite dalla BR1 del team SMP di Stephane Sarrazin, costretto a fermarsi sul rettilineo del Kemmel per un problema tecnico. Un incoventiente in cui è incappato anche lo sfortunato Pietro Fittipaldi, il quale però ha avuto conseguenze ben peggiori. Pochi minuti dopo la prima bandiera rossa, il brasiliano è andato infatti a sbattere violentemente a Eau Rouge con la sua BR1. La cella di sicurezza della vettura del team Dragonspeed ha retto, ma ciò non è bastato per evitargli delle fratture agli arti inferiori.

Tutta questa mancanza di continuità non ha però inficiato sulla performance delle Toyota. Come ampiamente prevedibile alla vigilia, il team nipponico ha monopolizzato la prima fila, piazzando le sue TS050 in prima e seconda posizione. Il miglior tempo è stato appannaggio di un Kamui Kobayashi in grande spolvero che, con il suo 1’54″583, ha eguagliato i tempi dello scorso anno. Tre decimi più indietro si è piazzato l’esemplare numero 8 di Kazuki Nakajima, più veloce rispetto a Buemi ed Alonso. Questo almeno fino alla sorpresa arrivata in serata, quando alla vettura destinata a partire in pole sono stati annullati tutti i tempi a causa di un’irregolarità relativa alla comunicazione dei dati sul flussometro: l’equipaggio Conway-Kobayashi-Lopez sarà quindi costretto a partire dai box per una gara tutta in salita.

Le prime Lmp1 endotermiche sono state le Rebellion, con la RB13 di Bruno Senna davanti a quella di Gustavo Menzezes. Le due vetture svizzere sono risultate nettamente più veloci della prima BR1 (circa 1″2) sulla griglia di partenza, quella del team SMP qualificata da Vitaly Petrov; un gap figlio probabilmente dei diversi problemi accusati dai prototipi russi, che non sono riusciti ad esprimere il potenziale emerso nelle libere anche nella sessione di prove ufficiali. Dietro la vettura numero #11 si è piazzata la CLM ByKolles guidata da Oliver Webb, staccato di poco più di quattro secondi dalla vetta della classifica.

Se nella classe regina la pole di Toyota non ha per niente stupito, non si può dire la stessa cosa di quanto accaduto con Ford in GTE-PRO. Le vetture americane hanno infatti conquistato la prima fila nella rispettiva categoria, risultando anche le uniche a scendere sotto la barriera dei 2’13. Dei tempi che per certi versi hanno destato sorpresa, considerando anche il confronto con i riscontri cronometrici dello scorso anno, abbassati di circa tre secondi. La pole è stata quindi appannaggio della vettura #67 di Priaulx-Thincknell-Kanaan, che ha preceduto di pochi millesimi l’esemplare gemello di Mucke-Pla-Johnson. Contro questo strapotere nulla hanno potuto le Porsche ufficiali, relegate in seconda fila con Bruni-Lietz davanti a Christensen-Estre. Nella classifica dei tempi combinati tuttavia, non sfugge tuttavia il fatto che la 911 RSR #91 sia a soli quattro millesimi dal secondo tempo e ad 0.087 dalla pole. Con Ford e Porsche al top già dalle libere, il quinto tempo della debuttante Bmw M8 non può essere considerato un brutto risultato. La vettura #82 di Da Costa-Blomqvist ha però pagato un secondo netto dalla pole, mentre la seconda macchina bavarese non ha fatto meglio del nono tempo con Catsburg-Tomczyk.

Crisi nera invece per le Ferrari di Af Corse, mai a loro agio sui saliscendi delle Ardenne. Pier Guidi-Calado non sono riusciti ad andare oltre il sesto posto, staccati di 1″4, sei decimi in meno rispetto al gap pagato dalla seconda 488 di Bird-Rigon. Male anche Aston Martin, con Adam-Martin-Lynn subito dietro al duo di Maranello con la nuova Vantage AMR; risultato non replicato dalla seconda vettura, quella di Sorensen-Thiim-Turner attardata di ben tre secondi in decima posizione.

Per quanto riguarda la Lmp2, la partenza al palo è stata centrata dall’Alpine del team Signatech di Pierre Thiriet (2’02″405), che ha preceduto di soli due centesimi l’Oreca gommata Dunlop del team G-Drive guidata da Andre Pizzitola. Più attardata la coppia composta dalle due Oreca del team Jackie Chan, con Gabriel Aubrey davanti al compagno di squadra Nabil Jeffri per due decimi.

In GTE-AM invece, la Porsche di Campbell-Ried ha confermato quanto di buono fatto vedere nelle libere, conquistando la pole davanti alla Aston Martin di Dalla Lana-Lamy-Lauda per soli due millesimi di secondo. In una classifica molto corta, la terza piazza è finita nelle mani dell’altra 911 di Bergmeister-Perfetti, mentre i nostri portacolori Cairoli e Roda hanno conquistato il quinto tempo di classe.

Con le condizioni meteo che dovrebbero risparmiare la sempre critica zona delle Ardenne, il via della 6 Ore di Spa Franchorchamps è previsto per domani alle ore 14.30

Alessio Sambruna

 

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