Audi

È successo realmente...di tutto e di più a Spa, in occasione della seconda prova stagionale del Mondiale Endurance. Dopo il mancato successo di Silverstone a causa della squalifica post-gara, l'Audi torna a vincere e lo fa con la R18 #8 di Oliver Jarvis, Lucas Di Grassi e Loic Duval, al termine di una 6 ore che ha visto decimate gran parte delle LMP1, costrette a riparazioni e ritiri. Nella LMP2, invece, torna vincere un'Oreca e nello specifico la #36 con Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Stephane Richelmi. In GTE Pro vince nuovamente la Ferrari #71 di AF Corse con Davide Rigon e Sam Bird, mentre a in GTE Am a trionfare è l'Aston Martin #98 di Paul Dalla Lana, Mathias Lauda e Pedro Lamy.

La cronaca. Al via della gara le due Porsche prendono la testa della corsa dopo il dominio manifestato nella giornata di venerdì, con subito un grande duello tra Audi e Toyota alle loro spalle, mentre in LMP2 allunga subito la Oreca del G-Drive assieme a quella della Manor. Lo stesso in GTE con le due Ferrari di AF Corse che accendono il duello abbandonando il gruppetto formato da Aston Martin e Ford, mentre rimane più staccata l’unica Porsche 911 RSR #77 del Dempsey Proton Racing. In GTE Am la Ferrari #83 AF Corse riesce persino a stare davanti ad una delle due Ford.

Poco prima della mezz’ora di gara, la Porsche #2 di Lieb accusa dei problemi non riuscendo a sfruttare la massima potenza della propria power unit ed è così costretta a perdere quattro posizioni. Nel frattempo, la Toyota #5 scavalca le due Audi e si porta al secondo posto, dietro alla Porsche #1. L’altra Toyota, la #6, si prende una penalità a causa della collisione con la BR01-Nissan #37: davvero sfortunata quest’ultima vettura del team SMP Racing, anche perché all’inizio della gara aveva subito una foratura alla propria gomma posteriore sinistra.

Magistrale il duello, invece, innescato tra Toyota #5 e Porsche #1, con Buemi e Bernhard che lottano dalla Source fino a Pouhon, prima di un allungo da parte della TS050 e la seguente prima foratura all’anterore sinistra, che la costringono alle riparazioni. A quasi due ore di gara, l’Aston Martin #95 va sbattere contro le barriere in’uscita da Stavelot, a causa del contatto con la Gibson #38 del G-Drive Racing, capovolgendosi ma senza causare danni a Nicki Thiim. La direzione gara, di conseguenza, neutralizza la situazione con la FCY (Full Course Yellow).

Alla bandiera verde le due Oreca di Manor e G-Drive Racing si danno battaglia, con l’Audi #7 e Porsche #1 che rientrano in pista: quest’ultima ha un ritardo di 5 giri dalla Toyota #5, ma dura poco di fatto la permanenza della 919 Hybrid #1 poiché nuovamente costretta ai box a causa del danneggiamento della parte frontale durante la prima foratura. In GTE, intanto, sempre dominio Ferrari. La Oreca del G-Drive va ai box a causa di un danneggiamento al retrotreno che dovrà essere cambiato. La Manor passa così in testa, mentre in GTE Am è accesa la sfida per il terzo posto tra la Ferrari #83 e Corvette #50, con l’Aston Martin #98 leader.

A poco meno di metà gara, l’Audi #7 è nuovamente ai box per dei problemi legati al surriscaldamento, con la FCY introdotta subito dopo per rimuovere i detriti lasciati dal contatto tra Porsche e Ferrari di GTE Am. L’Audi #8 con Duval e la Toyota #6 di Kobayashi si contendono la seconda posizione. Tutto invariato il resto, salvo le riparazioni per la Toyota #6 ed il cambio del musetto per l’Audi #7 che nei giri precedenti aveva tamponato l’Oreca-Nissan 36 del Signatech Alpine. Intanto, la Toyota #6 va di nuovo ai box. In LMP2 grande lotta tra le Oreca di Manor e Signatech con Greaves e Menezes. Il team Manor viene tamponato dalla Rebellion R-One-AER #13 all’ingresso della Source, lasciando campo libero all’altra Oreca Alpine.

A poco più di due ore dalla fine, torna in pista la Porsche #1 dopo quasi due ore di sosta ai box per le riparazioni, mentre nel frattempo s’insabbia per pochi secondi la Oreca #44 della Manor. Nakajima (che ha preso il posto di Davison) continua a mantenere il comando, con un gap sull’Audi #8 che ammonta ad un giro. Ferrari #51 sempre leader in GT.

A meno di due ore dal termine arriva il colpo di scena: la Toyota #5 è costretta a fermarsi a causa di problemi al motore: l’Audi #8 passa in testa. Ad un’ora dal termine, la Ford #66 di Stefan Mucke perde aderenza in pieno Eau Rouge andando a sbattere violentemente sulle barriere del Radillon. Entra la Safety Car.

A 50 minuti dal termine si gelano, per un attimo, gli animi in casa Audi con la #8 che va in pit garage, ma ne esce subito dopo. A 15 minuti dalla fine è l’Audi #7 a finire sulle barriere, danneggiando il passaruota anteriore destro, dopo il contatto con la Ligier-Nissan #43. A 10 minuti dal termine, invece, la Oreca #36 accusa dei problemi ma resta comunque in lotta per la vittoria, mentre la Ferrari #51 (che aveva un grande margine di vantaggio) viene raggiunta dalla Ferrari #71 ed è costretta ad andare ai box: rottura del motore.

L’Audi torna a vincere esattamente ad un anno di distanza dalla 6 Ore di Spa 2015. Il prossimo appuntamento sarà la 24 Ore di Le Mans, con i test ufficiali fissati per domenica 5 giugno.

FIA WEC – 6 ORE DI SPA – CLASSIFICA ASSOLUTA (TOP TEN):

1. Di Grassi/Duval/Jarvis (Audi R18) – Audi – 160 giri
2. Dumas/Jani/Lieb (Porsche 919) – Porsche – 2 giri
3. Tuscher/Kraihamer/Imperatori (Rebellion R-One-AER) – Rebellion – 4 giri
4. Prost/Piquet Jr/Heidfeld (Rebellion R-One-AER) – Rebellion – 5 giri
5. Fassler/Treluyer/Lotterer (Audi R18) – Audi – 5 giri
6. Trummer/Webb/Rossiter (CLM P1/01-AER) – Bykolles – 9 giri
7. Menezes/Lapierre/Richelmi (Alpine A460-Nissan) – Alpine – 9 giri
8. Dalziel/Derani/Cumming (Ligier JSP2-Nissan) – ESM – 9 giri
9. Rao/Bradley/Merhi (Oreca 05-Nissan) – Manor – 9 giri
10. Gonzalez/Albuquerque/Senna (Ligier JS P2-Nissan) – RGR Morand – 9 giri

Matteo Milani

 

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