Si è chiuso nel segno dell’Aprilia il round malese della Superbike 2014, che ha segnato il ritorno del Mondiale delle derivate di serie in Malesia 21 anni dopo le due edizioni disputate a Johor nel 1992 e 1993. Guintoli fa sua la pole al sabato mentre Melandri si porta a casa le due gare e in un colpo solo sale a 15 vittorie, superando piloti del calibro di Russell e Kocinski nella speciale classifica dei vincitori all time.

Gara 1. Partenza abbastanza lineare per le prime due file dello schieramento ma è in curva 2 che avviene il colpo di scena: Baz arriva troppo impiccato all’ingresso di curva e scivola: sembra una caduta innocua ma la sua Kawasaki va a centrare la moto gemella di Sykes che a sua volta finisce addosso alla Suzuki di Alex Lowes, il quale picchia violentemente il capo per terra subendo una amnesia temporanea. Sykes invece viene portato al centro medico per controllare il polso destro: si teme una frattura dello scafoide ma fortunatamente non è niente di grave. Nella caduta vengono coinvolti anche Giugliano, Rea e Laverty che finiscono in fondo al gruppo e devono cominciare una difficile rimonta. Da lì in avanti è un monologo Aprilia: Guintoli, Melandri ed Elias occupano le prime tre posizioni. Dietro però pian piano Rea, Giugliano e Laverty rimontano passo passo fino a portarsi nel gruppetto di inseguitori delle tre Aprilia. Passata metà gara cresce il ritmo di Marco Melandri che spinge per chiudere il gap da Guintoli e battagliare con lui per la prima posizione. Dietro di loro è bagarre per il podio tra Elias, Davies e Laverty che li ha raggiunti. Laverty passa prima Elias e poi Davies e si porta al terzo posto allungando sugli avversari, mentre davanti è lotta serrata tra Melandri e Guintoli con il francese che commette un piccolo errore e spiana la strada a Melandri per la sua prima vittoria stagionale. Al traguardo è Melandri davanti a Guintoli e Laverty. Poi Elias, Davies, Rea e Giugliano.

Gara 2. Nessun pasticcio in partenza con le prime file che vanno via lisce. Davanti ci sono le tre Aprilia di Guintoli, Elias e Melandri seguiti dalle Kawasaki di Sykes e Baz. Cade Andreozzi con la Kawasaki del team Pedercini mentre un giro dopo viene esposta la bandiera rossa per l’olio perso dalla MV Agusta di Claudio Corti. Si riparte con la procedura della quick start e griglia letteralmente stravolta: in prima fila le tre Aprilia di Guintoli, Elias e Melandri poi Sykes, Baz e Giugliano. Parte a razzo Elias che brucia Guintoli e si presenta davanti a tutti alla prima curva seguito da Guintoli e Melandri. Guintoli si prende subito la testa del gruppo e rischio contatto tra Melandri ed Elias: i due vanno lunghi e lasciano spazio alle Kawasaki di Sykes e Baz. Guintoli prova l’allungo seguito da un Sykes coriaceo nonostante il polso dolorante e Baz con Melandri ed Elias attaccati. Melandri si libera a fatica di Baz e Sykes e si mette in caccia di Guintoli. Dietro fa più fatica Elias, che viene agganciato da Rea e Davies con Giugliano in bagarre con Haslam. Sykes si accontenta del podio e lascia andare Melandri a riprendere Guintoli: l’aggancio definitivo arriva al penultimo giro con il 33 diviso dal 50 da appena 2 decimi. Ultimo giro thrilling: Melandri al tornante di metà pista passa Guintoli ma poi va lungo e Guintoli ripassa. Il ravennate però non molla e alla curva prima del rettilineo opposto ripassa Guintoli con una traiettoria più interna rispetto al francese. Guintoli però tenta l’attacco all’ultima curva ma finisce largo e Melandri può festeggiare la sua doppietta. Al traguardo è ancora doppietta Aprilia con Melandri davanti a Guintoli. Sul podio con loro Tom Sykes e quarto posto per Toni Elias.

Marco Pezzoni

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