Il Brasile ha instaurato, nel corso degli anni e per svariati motivi, un rapporto molto stretto con la Formula 1; si tratta di una terra ricca di passione, storia e fascino, amplificata nel campo motoristico grazie alle gesta di piloti come Carlos Pace, Emerson Fittipaldi, Nelson Piquet e Ayrton Senna, tanto per citarne alcuni. Il primo Gran Premio del Brasile si svolse nel 1972 sul circuito di Interlagos, un sobborgo alle porte di San Paolo. Quell’edizione, vinta da Carlos Reutemann, non faceva ancora parte del campionato di Formula 1 e solo l’anno successivo la gara fu inclusa nel calendario: fu l’idolo di casa Fittipaldi ad imporsi al volante della Lotus, il quale bissò il successo l’anno seguente a bordo della McLaren. Nel 1975 fu la volta di Carlos Pace, che con la sua Brabham conquistò in tale occasione la sua prima e unica vittoria nel Mondiale di Formula 1. Dopo aver registrato i successi, nelle due edizioni seguenti, dei ferraristi Niki Lauda e Carlos Reutemann, nel 1978 il Gran Premio del Brasile si spostò momentaneamente sul circuito di Jacarepagua, nei pressi di Rio de Janeiro: fu ancora l’argentino Reutemann ad imporsi, sempre al volante della Ferrari. Tornati ad Interlagos, le due edizioni successive videro la vittoria di Jacques Laffite con la Ligier e l’anno dopo di René Arnoux con la Renault. Questa fu però l’ultima occasione che vide le monoposto sfrecciare sulla conformazione originale del tracciato il quale, ritenuto troppo lungo e pericoloso, venne sottoposto ad importanti interventi di restyling. Dal 1981 si tornò di nuovo a correre sulla pista di Jacarepagua, con Carlos Reutemann che vinse ancora ignorando il cartello della Williams che ordinava all’argentino di far passare il compagno Alan Jones, impegnato nella lotta al titolo. Alla fine dell’anno sarebbe stato Nelson Piquet (al quale il circuito è stato dedicato nel 1988) a vincere il titolo proprio su Reutemann. Si corse sul quel circuito fino al 1989, con quattro successi di Prost e due di Piquet, mentre l’ultima edizione venne vinta da Nigel Mansell su Ferrari, al primo successo con una vettura dotata del cambio semi-automatico. Nei primi giorni del gennaio 2008 sarebbe poi iniziata la parziale demolizione del circuito nella zona che va dalla curva Molyarte fino a un terzo dell’Arquibancadas, per fare spazio al parco olimpico che verrà utilizzato in occasione dei Giochi della XXXI Olimpiade che si svolgeranno a Rio de Janeiro nel 2016. Dal 1990, dunque, la Formula 1 fece ritorno a Interlagos, impianto profondamente rinnovato nelle strutture e nel disegno della pista. Furono studiate diverse proposte ed alla fine il nuovo impianto fu pronto per il Gran Premio del marzo 1990, vinto da Prost alla seconda gara con la Ferrari. La velocissima parte iniziale fu tagliata fuori (ora funge da viabilità di servizio) e la prima curva fu sostituita da una chicane in ripida discesa, la S do Senna, che immette sulla veloce Curva do Sol. A partire da quel punto, il nuovo tracciato percorreva in senso opposto all’originale il tratto Curva do Sol, Reta oposta, curva Subida do lago, il rettilineo tra questa e la curva Ferradura, che, modificata, immette sulla sezione che portava alla curva Laranja. Altra modifica venne apportata nella zona tra le curve Mergulho e Junção, dove il rettilineo di raccordo venne spostato leggermente più a monte, per ampliare la via di fuga e con le due curve riposizionate allo stesso scopo. Dopo tali modifiche la pista misurava circa 4,3 km. Nel 1991 Ayrton Senna fu autore di una gara straordinaria: negli ultimi giri, con il cambio in sesta marcia, concluse una gara in cui riuscì a battere la Williams Renault di Patrese, lanciando un urlo liberatorio sul traguardo misto tra gioia e dolore. Il brasiliano avrebbe poi bissato il successo in patria conquistando anche la gara del 1993 sotto una pioggia torrenziale. L’edizione del 2003 vide anche il primo successo in carriera di Giancarlo Fisichella, al quale la vittoria venne assegnata ufficialmente dopo due settimane in seguito ad un iniziale errore di calcolo dei cronometristi. Nel 2004 la corsa venne spostata da marzo a ottobre per evitare il rischio della pioggia torrenziale che aveva contraddistinto alcune delle ultime edizioni, mentre per il 2006 si attuò per uno slittamento a novembre, conseguenza di un calendario del campionato sempre più denso di gare. Il 25 settembre 2005 per la prima volta un titolo mondiale piloti venne stato assegnato matematicamente durante il Gran Premio del Brasile, con la vittoria di Fernando Alonso su Renault, giunto terzo nella gara vinta da Juan Pablo Montoya. Stessa situazione accade l’anno dopo, con Alonso che difnse il vantaggio accumulato su Michael Schumacher bissando il titolo dell’anno precedente, mentre la gara fu vinta da Felipe Massa. Il 21 ottobre 2007 per la terza volta il titolo mondiale piloti venne assegnato ad Intelagos: Kimi Räikkönen su Ferrari vinse la gara e grazie al secondo posto del compagno Felipe Massa, al terzo posto di Fernando Alonso su McLaren-Mercedes e soprattutto al settimo posto di Lewis Hamilton sempre su McLaren-Mercedes, riescì a recuperare i 7 punti di distacco da quest’ultimo, conquistando il titolo iridato con 1 solo punto di vantaggio sulla coppia McLaren. Nel novembre 2008, altra gara decisiva. Gli ultimi giri furono rocamboleschi: verso la fine della gara cadde una forte pioggia e tutte le auto tranne le Toyota cambiarono gli pneumatici. A 3 giri dalla fine Sebastian Vettel si trovava al quarto posto, favorendo indirettamente Massa, che vincendo e sperando che Hamilton non arrivasse almeno quinto poteva aggiudicarsi il Mondiale, ma a 3 curve dalla fine della stagione il britannico riuscì a sorpassare Timo Glock, il quale non aveva cambiato gomme, strappando in extremis il titolo al brasiliano. Anche nel 2009 venne assegnato il titolo piloti, con Jenson Button che si laureò per la prima volta campione del mondo; lo stesso inglese ha anche conquistato l’ultima edizione della gara brasiliana svoltasi nel 2012. Insomma, Brasile è anche sinonimo di forti emozioni.

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