Nella notte se n'è andato uno dei piloti più amati del Mondiale Superbike, il re di Monza: Fabrizio Pirovano, battuto da un male incurabile contro il quale stava coraggiosamente lottando da anni. Martedì nella sua Monza ci sarà l’ultimo saluto al primo vice-campione del mondo della storia della Superbike, esempio per tanti sia nelle sue battaglie in pista ma anche in quelle combattute al di fuori.

 

Oggi è un’altra brutta giornata per il motociclismo. Dopo aver perso un giovane di 24 anni nello scorso weekend, ci siamo svegliati questa mattina con la terribile notizia della scomparsa del grande Fabrizio Pirovano, 56 anni, che ha lottato come un leone contro il “bastardo”, come lui stesso definiva il male che lo stava affliggendo. 

A differenza di tanti altri piloti, la carriera di Piro inizia nel cross nel 1977, vincendo il titolo Cadetti in classe 50 ed il titolo italiano 125 nel 1980. Passa poi alla velocità nel 1986 a causa dei molti infortuni subiti nel cross. Nel 1987 partecipa al campionato Europeo Velocità classe 250 chiudendo al 13° posto con 15 punti; sempre nello stesso anno prende parte al Gran Premio delle Nazioni del Motomondiale classe 250 ma non lo porta a termine causa ritiro e partecipa anche ad una gara del campionato mondiale formula TT, corsa in Germania, chiudendo al 7° posto.

Nel 1988 è uno dei primi italiani a credere nel nascente Campionato Mondiale Superbike. Subito in quell’anno coglie la prima vittoria a Le Mans e chiude al secondo posto dietro a Merkel. In Superbike gareggia dal 1988 al 1993 con la Yamaha OW01, ottenendo in tutto 10 vittorie e 47 podi e collezionando un secondo titolo di vice-campione nel 1990 alle spalle di Raymond Roche. Nel biennio 1994-1995 gareggia con la Ducati, conquistando però solamente 4 podi in totale. La sua carriera in Superbike recita: 182 gare, 10 vittorie, 47 podi, 1678.5 punti ottenuti e 13 giri veloci, con due secondi posti come miglior piazzamento nel Mondiale in otto stagioni disputate.

Nel 1997 passa in Supersport con Ducati ed ottiene la prima vittoria a Monza. Chiude il campionato all’8° posto con 87 punti. Dopo aver sfiorato per due volte l’iride in Sbk, centra il suo primo ed unico titolo mondiale nel 1998 in Supersport con la Suzuki del team Alstare di Francesco Batta: 5 vittorie (Monza, Albacete, Misano, Brands Hatch e Zeltweg), 7 podi e 171 punti complessivi. Nel triennio 1999-2000-2001 non riesce a ripetere i risultati ottenuti nel 1998 e porta a casa soltanto un podio. Il bilancio in Supersport è di 52 gare, 6 vittorie, 11 podi, 470 punti, 1 pole e 3 giri veloci in 5 stagioni.

Dopo essersi ritirato a fine 2001, rimane nell’ambiente come consulente tecnico della Suzuki e facendo da maestro ad alcuni talenti che poi sarebbero sbocciati negli anni successivi. Vizziello, Baiocco, Giugliano, Badovini sono solo alcuni dei piloti che hanno avuto la fortuna di conoscere Piro e ricevere consigli dal monzese. A 50 anni era anche tornato in pista, vincendo il trofeo internazionale Suzuki che lui stesso aveva creato, dimostrando ancora una volta la grande passione che aveva per questo sport.

Se ne va una grandissima persona che personalmente ho avuto modo di conoscere recentemente, durante la festa per il suo compleanno organizzata da “Ciapa la Moto” a Milano. Per un appassionato della Superbike come il sottoscritto è stato un onore poter chiacchierare con un mito delle Superbike come il Piro, che tante battaglie ha affrontato nei primi anni del Mondiale con Falappa, Tardozzi e gli altri grandi di questo fantastico campionato.

Ciao Piro: salutaci il Sic, Kato, Abe, Salom, Tomizawa e continua a gareggiare come solo tu sai fare, con il cuore e la grinta che hai mostrato anche durante questa ultima battaglia.

Marco Pezzoni

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