“29.11.14 – il mio primo giorno in Ferrari”. Così recitava uno dei tanti caschi che Sebastian Vettel ha indossato nel corso della sua carriera in F1. Ma quell’occasione non si verificò durante un weekend di gara, bensì la prima volta che Vettel si mise al volante di una monoposto del Cavallino Rampante sul circuito di Fiorano.

Quel casco ha un significato che vale più di mille parole, perché dopo 4 Titoli Mondiali, dopo aver vinto tutto e con numerosi record, Sebastian Vettel stava per iniziare a vivere il suo sogno: correre e vincere per la Ferrari.

IL TRAIT D'UNION CON SCHUMACHER

Non è un segreto che l’idolo del pilota di Heppenheim, colui che ha ispirato la sua carriera, sia stato Michael Schumacher. Emulare le sue gesta vestito di rosso è sempre stato un obiettivo scolpito nella roccia per Vettel.

“Avevo 11-12 anni quando cercavo di guardare oltre le recinzioni, cercando di scorgere Michael che era impegnato in pista. Oggi ero io in pista e ho visto tanti tifosi in giro. Ci sono tante storie sulla Ferrari e di come ci si senta a guidare una monoposto rossa. Posso confermare tutto questo, è vero. È speciale far parte di questo gruppo”, furono le parole del tedesco 4 volte Campione del Mondo in quella giornata uggiosa di novembre.

AD UN PASSO DAL TITOLO: LA CARRIERA DI VETTEL IN FERRARI

Oltre ad innumerevoli team radio che rimarranno indelebili, con il Cavallino arrivarono 12 pole position, 14 vittorie e 55 podi in 119 partenze. Numeri che sicuramente portano Vettel tra piloti più vincenti della storia in Ferrari, anche se rimarrà per sempre il rimpianto del mancato titolo mondiale, sfiorato nel 2017 e 2018. Indimenticabili comunque le vittorie del 2015, tra cui la prima in Rosso in Malesia, quella in Ungheria dedicata a Bianchi ed infine nella "sua" Singapore, dove Sebastian ha chiuso il cerchio di vittorie in Ferrari nel 2019. Memorabile anche la gara di Ungheria 2017, corsa in gran parte con un problema allo sterzo, alla guida della SF70H, la monoposto di Maranello con la quale Vettel si è espresso al meglio.

Infine, il suo modo lavorare (a detta di tutte le persone che hanno lavorato al suo fianco), le sue pole position conquistate allo sventolare della bandiera a scacchi, di cui l'ultima in Ferrari in Giappone nel 2019, il suo circuito preferito. Ricordi di un sogno dipinto di Rosso che per svariati motivi rimarrà, appunto, un sogno. Rimane questo, probabilmente, il ricordo amaro della carriera di Vettel. Ma il tedesco è consapevole di aver dato fino all’ultima briciola di anima in corpo, per il raggiungimento di quell'obiettivo.

Antonio Fedele

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