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Con la sola classe Supersport a dover ancora assegnare il titolo iridato, la SBK in Argentina sul tracciato di El Villicum inizia i preparativi in vista 2020. La BMW ha terminato i motori da poter utilizzare in questa stagione, complici le innumerevoli evoluzioni portate dalla casa madre nell’arco dell’anno, quindi Sykes e Reiterberger dovranno fare attenzione. Per i top rider è sempre Jonathan Rea l’uomo da battere, ma, visto il 2018, Marco Melandri potrebbe farci una gradita sorpresa.

NON CI FERMIAMO MAI

Le jeux son fait, i giochi sono chiusi. Il titolo mondiale, quinto consecutivo per Jonathan Rea in sella alla Kawasaki, è stato assegnato nella “solita” Magny Cours, che spesso si è resa giudice finale della contesa della Superbike. La SBK però non termina qui, con l’Argentina ad attendere i contendenti ed ad affilare le armi per il 2020 sul tracciato di El Villicum. Senza giochi di strategie riguardanti il punteggio, tutti i piloti si possono sentire tranquilli di iniziare a provare soluzioni per il prossimo anno, portandosi avanti con il lavoro dei test che sono sempre più contingentati.

IN CASO SI PARTE DAI BOX

Lo sa molto bene BMW, che ha intrapreso il 2019 come un anno test per la loro nuova S1000RR SBK: i ragazzi del team di Shaun Muir non hanno più a disposizione propulsori, con le ultime unità punzonate proprio in terra francese. La punzonatura aveva perfettamente senso visto che a Magny Cours è giunto il secondo step evolutivo per il motore della moto di Sykes e Reiterberger, poco importa il rischio di partire dal box se paragonato ad un’ottima preparazione per l’anno prossimo.

SI CHIUDE IL MERCATO?

Sempre in Argentina il mercato la farà da padrone. Manuel Puccetti ha dichiarato a Radio LiveGP che in questo weekend avrà le idee chiare nei confronti del sostituto di Toprak Razgatlioglu, ormai ufficialmente in Yamaha al fianco di Michael VD Mark. Alex Lowes è sempre più quotato in Kawasaki, anche se Rea non lo vorrebbe: se l’ex pilota Crescent riuscisse ad arrivare davanti al penta campione probabilmente le sue quotazioni salirebbero non di poco. Con tutti gli altri giochi chiusi resta in dubbio il destino di Leon Camier, che non ha ancora ben chiaro se la seconda Fireblade del team ufficiale spetterà a lui: il compagno di squadra di Alvaro Bautista nel 2020 potrebbe avere un volto giapponese.

GOMME MORBIDE E FRENI AFFATICATI

El Villicum è uno di quei tracciati che mette in seria difficoltà il comparto ciclistico delle moto. Lo sanno bene Brembo e Pirelli, che la considerano una pista estremamente complessa: per la casa dei freni è una pista di difficoltà 4 su 5, proprio come Magny Cours, e le alte temperature non aiutano gli impianti frenanti nel raffreddarsi da una staccata all’altra. Per Pirelli invece la soluzione alle temperature è una mescola decisamente più morbida, con ben 2 soluzioni di sviluppo al posteriore da affiancare alla SCO 200/65 di gamma. Per l’anteriore 2 soluzioni (SC1 ed SC2), entrambe in misura 125/70.

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Alex Dibisceglia