Una tradizione che ha segnato la storia della provincia di Trapani, una corsa che rappresenta un appuntamento fisso per migliaia di appassionati delle corse in salita: sui tornanti della Monte Erice ha avuto luogo il penultimo appuntamento del Campionato Italiano Velocità Montagna. La tappa siciliana è sempre una delle più apprezzate da appassionati e piloti: nonostante la breve distanza che separa la partenza dalla linea del traguardo, l'andamento del tracciato è particolarmente tortuoso, con alternanza di tornanti a bassa velocità ad esse dove il pilota deve tenere giù il piede.

I preparativi del venerdì

La 64ª edizione della cronoscalata ericina si è svolta nel weekend del 10 e 11 settembre, ma già dal venerdì tutte le vetture e i vari equipaggi erano presenti nella città di Trapani per svolgere le verifiche tecniche. A piazzale Ilio, infatti, sono accorsi numerosi appassionati, incuriositi dalla voglia di riassaporare quell’aria di motori che annualmente arriva nel trapanese. Tanta affluenza a macchine ferme vuol dire che sabato, ma soprattutto domenica, il serpentone di asfalto che si snoda sul versante Est del monte Erice sarà colmo di gente.

Perché tutto vada al meglio è ovviamente necessaria la massima attenzione anche ai dettagli. Una lunga preparazione da parte dell’ACI Trapani ha infatti preceduto l’evento del CIVM. Il tracciato è stato preparato con anticipo, in modo che tutte le misure precauzionali fossero rispettate. Uno dei principali temi è da sempre quello della sicurezza: la delegazione provinciale fa sempre il massimo per rendere più sicura la corsa, sia per i piloti sul tracciato che per gli addetti ai lavori.

Le prove del sabato mattina

Sabato 10 settembre è il giorno delle prove ufficiali. Già dalla mattina, ancora prima che sorga l’alba, il paddock della Monte Erice è molto movimentato. Gli ultimi preparativi in vista delle attività sono quelli che riguardano la disposizione di transenne, ambulanze e forze dell’ordine lungo il tracciato. Alle ore 8:00 è tutto puntualmente pronto per il via ufficiale di questa 64ª edizione della Monte Erice, con la partenza della sessione dedicata alle auto storiche. Il primo a far segnare un tempo è Erasmo Nigro con una Fiat 850 Coupé.

Per quanto riguarda propriamente il CIVM, il pluricampione italiano ed europeo Simone Faggioli segna il miglior tempo. Faggioli è il re di questo appuntamento dato che, con le sue otto vittorie della Monte Erice, è il pilota con più successi in assoluto. Alle spalle della Norma numero 1 troviamo Conticelli già separato dal leader da cinque secondi. Seppur si tratta solamente della prima sessione di prove, non si può fare a meno di pensare che Faggioli sia ancora il favorito.

Le seconde prove ufficiali

Arriviamo dunque al pomeriggio e si torna sul tracciato. A rubare gli occhi, ma ancor di più, le orecchie, è l'Alfa Romeo 4C numero 63 condotta da Marco Gramenzi. Con il suo 3:29.99 si piazza in una solida venticinquesima posizione al termine della seconda manche di prove. L'episodio che ruba però la scena alle macchine in pista è il terribile incidente nel quale è coinvolto il prototipo pilotato da Virgilio. La vettura ha colpito pesantemente uno dei muri che delimitano il percorso, rompendo dunque l'ala posteriore, il braccetto della sospensione anteriore destra e varie altre appendici. Il pilota si è subito dimostrato cosciente, ma è stato necessario l'intervento del team di estrazione per tirarlo fuori dall'abitacolo. Successivamente, Virgilio è stato portato in ambulanza all'ospedale di Erice.

Prima manche interminabile

Siamo quindi all'attesissima domenica mattina, ma dopo neanche una decina di passaggi delle auto storiche, avrebbe fatto la sua apparizione la prima bandiera rossa. Una vettura ha colpito violentemente il muro, abbattendolo e facendolo cadere giù dalla montagna. Per fortuna, il pilota è illeso e riporta solamente un grande spavento che, in questi casi, è sempre l'esito migliore. Per rimediare alla sicurezza, la direzione gara fa piazzare dei jersey e dei blocchi di paglia, contrassegnando quella zona con bandiera gialla permanente.

Andando avanti però, avranno luogo altre interruzioni della corsa, dovute proprio a numerosi incidenti. Di regola, la fine della prima manche arriva intorno alle ore 13. Domenica, invece, la prima sessione di gara termina ben oltre le 16, complice anche il record di iscritti a questa edizione della cronoscalata siciliana. Per l'ennesima volta, è Simone Faggioli a piazzarsi in testa, con il tempo di 2:53.6, ben 5 secondi più veloce di Conticelli. Per la classe GT è Peruggini a condurre le danze: con la sua Ferrari 488 Challenge ha fatto segnare il tempo di 3:22.7, piazzandosi ben più avanti rispetto ai suoi avversari.

Gara 2, veloce come il vento

Con il sole che si abbassa sempre più, bisogna velocizzare le operazioni. Fortunatamente, la seconda manche della Monte Erice ha visto solamente un paio di interruzioni, permettendo quindi a tutti di far segnare il proprio tempo. Un errore costa a Sebastiano Frijo l'intero weekend, compromettendo anche quello dei suoi avversari: dopo aver rallentato, consapevole che il tempo non sarebbe stato positivo, Porsche e Ferrari alle sue spalle sono state costrette al sorpasso. Proprio la Rossa ha la peggio, perdendo moltissimo tempo, anche se riuscirà comunque a difendere il primato di categoria.

A vincere la Monte Erice, ancora una volta, è Simone Faggioli, già campione italiano 2022. Il pilota toscano ha dato tutto in gara 1, non prendendo poi rischi inutili nella seconda manche. Anche l'esperienza in gare come questa può fare la differenza. Completano il podio quindi Stefano Di Fulvio con Osella e Francesco Conticelli con Nova, separati da appena 3 decimi in due salite. Si chiude così il penultimo appuntamento del CIVM, 64ª edizione della Monte Erice, che ha regalato ancora una volta molto spettacolo a tutti gli appassionati accorsi da tutta l'Italia, che hanno vissuto un weekend di sano motorsport.

Francesco Torrente

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