A EICMA 2023 la Superbike ha organizzato il Paddock Show, al quale ha partecipato Stefano Manzi. Il riminese ha ripercorso la stagione appena trascorsa, ed ha trattato altri temi. L'ex della VR46 Academy è stato l'unico rivale di Nicolò Bulega per la conquista del titolo, anche se ha dovuto subire il dominio del numero 11 e della Ducati. Nel 2024 correrà ancora con Ten Kate e con Yamaha, per raggiungere l'obiettivo mancato.

Stefano Manzi, una stagione positiva ma non troppo, e qualche polemica sul regolamento

In primis, Manzi ha tracciato un bilancio sul suo 2023: "Per me è stata una stagione fantastica", ha esordito. "Finire 17 volte sul podio in 24 gare è già un ottimo risultato. Purtroppo l'obiettivo era di vincere, ma abbiamo concluso il campionato al secondo posto e, ovviamente, non siamo molto contenti. Siamo riusciti a vincere dove potevamo, ma sono anche finito tante volte secondo: non fa piacere ma fa parte delle gare. Pochi giorni fa abbiamo annunciato il rinnovo con Ten Kate, porteremo avanti il lavoro di quest'anno e sono già contento di questo".

Un degli argomenti caldi della Supersport è stato il regolamento. La Ducati ha troppo vantaggio? Manzi si era già espresso a riguardo ed ha rimarcato la sua opinione: "C'è differenza tra le moto", ha detto. "È stata una polemica molto discussa quest'anno, spero che si possa colmare questo gap perché alla fine dell'anno era abbastanza evidente. Non è una cosa che decidiamo noi, il team o la Yamaha; speriamo in un buon regolamento il prossimo anno".

Il calendario 2024 fa discutere

Detto del 2023,  è giunto il momento di voltare pagina alla prossima stagione. Nel suo intervento a EICMA, Stefano Manzi non ha nascosto di voler puntare in alto: "Per come sono fatto, non mi piace essere troppo ambizioso e dire 'devo vincere il mondiale il prossimo anno'. Ma per i risultati che ho fatto quest'anno, un obiettivo probabile è quello di puntare al titolo, ma la cosa migliore da fare è puntare a migliorare quello che abbiamo fatto quest'anno: divertirsi e stare bene con la squadra. Se poi arriva il grande risultato, è ben accetto".

Un'ultima parola va al calendario, che non sembra essere gradito dagli addetti ai lavori. Il numero 62 non fa eccezione: "Non sono troppo contento di avere una sola gara fuori Europa", ha affermato, "perché alla fine molti brand come Kawasaki e Yamaha sono asiatici ed è bello correre là. Ma capisco che purtroppo, per questioni economiche, non si sia riusciti ad aggiungere altre gare fuori Europa, perché è molto costoso. Sono contento delle gare in calendario, mi dispiace per Imola perché quest'anno lì ho fatto doppietta. A Cremona ho girato solo una volta in un test e non so cosa aspettarmi. Però sono contento, e non vedo l'ora di correre".

Da EICMA - Riccardo Trullo

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