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La prima gara che andiamo a ricordare è il Gran Premio d’Italia del 1953. Il circuito italiano ospita l’ultima gara della stagione con il titolo piloti già assegnato ad Alberto Ascari nel Gran Premio di Germania. Proprio il pilota milanese conquista la pole position davanti al suo pubblico. La prima parte della gara vede un emozionante lotta tra Farina, Fangio, Ascari e Marimon. Alla fine Ascari riesce a prevalere sugli altri tre e prendersi la testa, ma sarà l’ultimo giro a determinare l’esito della gara.  Ascari commette un errore e finisce in testacoda nell’ultima curva del tracciato, e Farina per evitare la Ferrari finisce a sua volta in testacoda regalando la vittoria a Fangio e la prima assoluta alla Maserati in Formula 1. Farina riuscirà a finire la gara in seconda posizione, mentre sul terzo gradino del podio salirà Luigi Villoresi. 

Andiamo avanti di diversi anni per raggiungere il 1967. Questa gara non viene ricordata per la vittoria di Surtees con la scuderia Honda, ma per l’incredibile spettacolo messo in scena da Jim Clark. Il pilota scozzese, dopo aver comandato la gara per 12 giri, è costretto a tornare ai box con la gomma posteriore destra forata, perdendo un giro. L’inglese una volta uscito dai box comincia una rimonta furiosa con la sua Lotus, che lo porterà già al 21° giro in undicesima posizione e vicino al gruppo di testa per sdoppiarsi. Dopo un paio di giri Clark è di nuovo in lotta per la vittoria della gara e durante il 58° giro riesce a raggiungere i primi, sorpassando prima Brabham e poi Surtees, facendo esplodere il pubblico di Monza. Clark sembra avviato verso la vittoria, ma proprio durante il giro 65 deve diminuire il ritmo della sua Lotus per la benzina ormai agli sgoccioli: il pilota inglese viene così sorpassato sia da Surtees che da Brabham e finisce in terza posizione. 

La storia seguente riguarda il Gran Premio d’Italia 1971, vinto da Peter Gethin. Questa gara è passata alla storia come quella con la volata più incredibile, grazie a cinque piloti racchiusi in pochi decimi. A vincere questo intricato gioco di scie e di sorpassi è Peter Gethin che, sfruttando la scia di Ronnie Peterson, riesce a precedere lo svedese per soli 0”01, la distanza più ridotta mai registrata in una gara di Formula 1.

Passiamo al 1988, un Gran Premio d’Italia segnato dalla scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta poche settimane prima. La McLaren sembra avere la vittoria in pugno, ma prima il ritiro di Prost durante il giro 35 per problemi al motore e poi quello di Senna che urta il doppiato Schlesser, regala un’inaspettata doppietta alle Ferrari di Berger e Alboreto. La Ferrari torna a monopolizzare il podio a Monza dopo nove anni e saluta nel migliore dei modi il proprio fondatore.

La penultima gara che andiamo a rivivere è quella del 1996. Le due Williams di Hill e Villeneuve scattano male dalla prima fila e Jean Alesi, con un ottimo scatto dalla sesta posizione, riesce a sopravanzare i due della Williams e portarsi in testa, ma dopo solo mezzo giro Damon Hill si riprende il comando. Dopo poche tornate Villeneuve urta il muro di gomme e vede la sua gara compromessa, mentre la stessa sorte tocca a Hill due giri dopo, in un altro punto della pista. Alesi passa in testa seguito da Schumacher e durante il 30° giro, il tedesco passa al comando grazie ai suoi giri veloci e al veloce rifornimento ai box. Intanto Hakkinen su Mclaren è protagonista di una grande rimonta nelle retrovie e riesce a raggiungere la terza posizione.
Schumacher mantiene il vantaggio e taglia il traguardo in prima posizione, precedendo Alesi e Hakkinen.

L’ultima gara scelta è il Gran Premio d’Italia 2008. La gara, partita sotto la safety car per la pioggia battente, vede il giovane Vettel su Toro Rosso riuscire a tenere dietro Kovalainen su McLaren dopo la ripartenza. Intanto, nelle posizioni retrostanti, Hamilton (partito in quindicesima posizione) comincia una feroce rimonta sul bagnato, prima andando a sorpassare Kimi Raikkonen e poi gli altri piloti davanti a lui. Durante la fase dei pit stop Hamilton si ritrova dietro a Vettel, ma la lotta per la leadership viene interrotta dal pit stop dell’inglese.
La pioggia cessa di cadere e l'inglese comincia a perdere il suo vantaggio con l'usura delle gomme da bagnato, riuscendo comunque a resistere ai continui attacchi di Webber e a tenere la settima piazza, mentre Vettel conserva la testa della gara fino alla fine.

Questa la nostra rassegna delle gare più significative nella storia del circuito monzese. E quali sono le vostre?

Chiara Zaffarano

 

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