Il tema delle concessioni per la prossima stagione MotoGP ha lasciato alcuni costruttori piuttosto soddisfatti, mentre altri lo sono decisamente meno. A sorridere sono senza dubbio i marchi giapponesi Yamaha e Honda, mentre sono i campioni di Ducati a storcere il naso.

PARLA QUARTARARO: "CONCESSIONI UN VANTAGGIO, MA VANNO USATE BENE"

Come già scritto nell'introduzione, saranno le due case nipponiche a godere delle "super concessioni". Nel corso degli ultimi anni piloti e addetti ai lavori hanno spesso criticato la filosofia attuata dai colossi del Sol Levante, definita troppo retrograda e inadatta al Motomondiale odierno.

Dopo aver dominato tra gli anni 2000 e 2010, Honda e Yamaha si sono ritrovate molto indietro nello sviluppo, il che ha portato a dei risultati mediocri. Ad esprimersi sulle concessioni del livello D (quello più vantaggioso, ndr) è Fabio Quartararo, iridato 2021 con Yamaha: “Le concessioni potranno fare una grande differenza, ma Yamaha deve usarle bene - queste le parole di "El Diablo" a Speedweek - Avremo più motori e più test, nei quali potrò girare anche io. Abbiamo la necessità di produrre i nuovi pezzi nel minor tempo possibile. Non come prima, quando eravamo sempre in ritardo di sei mesi con gli aggiornamenti. Se c’è qualcosa che funziona nelle corse, ti serve ieri: non si può aspettare tre o quattro mesi. Questa è una cosa che Yamaha deve capire”.

L'ALTRO AGO DELLA BILANCIA: COSA NE PENSA DUCATI?

Come si può immaginare, le concessioni saranno un grande aiuto per quanto riguarda le case più in difficoltà in MotoGP. Al contrario, dall'altro lato ci sono quelle case che, con i regolamenti correnti, sono state in grado di produrre un progetto vincente. In questa situazione c'è, ovviamente, Ducati.

La casa di Borgo Panigale ha conquistato il 96% dei punti disponibili nel 2023, il che la colloca nel livello A. DORNA è stata piuttosto stringente con il costruttore bolognese: Ducati avrà un numero ridotto di gomme disponibili nei test, oltre alle sole tre occasioni per mettere a punto la GP24 con Michele Pirro. Lo sviluppo del motore è congelato, attualmente è concesso il solo sviluppo aerodinamico.

Altre case vincenti come Aprilia e KTM, invece, saranno ben più avvantaggiate rispetto a Ducati, almeno sulla carta. A riguardo si è espresso ai microfoni di 'Motorsport.com' Luigi Dall'Igna, direttore generale Ducati Corse: "Sono assolutamente contrario a dare concessioni ad Aprilia e KTM. Aprilia ha vinto due gare e KTM è salita sul podio in quasi tutti i Gran Premi nella parte finale della stagione. Non capisco perché dobbiamo rendergli la vita facile".

DALL'IGNA AL VELENO: "NON ABBIAMO MARGINE DI ERRORE"

L'ingegnere del costruttore italiano ha continuato dicendo: “La grande differenza tra noi Honda e Yamaha è che loro hanno la possibilità di fare errori e correggerli. Hanno la chance di lavorare sul motore, noi no. Dobbiamo finire il campionato con il propulsore che abbiamo omologato a inizio stagione. Ecco perché dobbiamo essere molto più conservatori. Loro hanno un upgrade in più di noi per quanto riguarda l’aerodinamica. Se facciamo qualcosa di sbagliato non possiamo tornare indietro"

Damiano Cavallari Leggi anche: MOTOGP | QUARTARARO E YAMAHA, IL 2024 SARÀ L’ANNO DEL RISCATTO?

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