Toprak Razgatlioglu è l’osservato speciale del mondiale superbike 2024, dopo che ha deciso di sposare la causa BMW. Alla fine del 2023, il funambolico pilota turco ha avuto l’occasione di conoscere - seppur per poco tempo – il suo nuovo bolide. C’è grande attesa per questa strana coppia: com’è andato il primo approccio? Cosa dobbiamo aspettarci a livello di risultati?

TOPRAK RAZGATLIOGLU: IL PRIMO APPROCCIO CON LA BMW SUPERBIKE

Non è cominciata benissimo l’avventura di “Razga” con la casa bavarese. A novembre, non avendo trovato l’accordo con Yamaha per farsi liberare in anticipo, non ha potuto partecipare alla due giorni di test a Jerez de la Frontera. Ha dovuto aspettare fino a dicembre prima di provare la M1000RR, in occasione di una sessione privata a Portimao. La pioggia ha limitato le uscite sul tracciato lusitano, con una mezza giornata la domenica ed un’altra mezza il lunedì. In quest’ultima occasione ha potuto spingere seriamente, contando anche una scivolata all’ingresso di curva 5.

Al termine dei test, Toprak ha dato le sue impressioni: “È la prima volta che sento la potenza”, ha detto a Speedweek. “Se riesco a guidare in buone condizioni, credo che potrò ottenere ottimi tempi sul giro. Il mio feeling con la ruota anteriore è molto migliore in curva. La trazione è molto buona e il motore ha potenza. Forse dobbiamo migliorare i cambi di direzione. Sembra che vada tutto bene”.

Dalle sue parole, notiamo come “Razga” abbia apprezzato il motore, pezzo forte della M1000RR. Ma ciò che ha gradito maggiormente è il feeling all’anteriore, che gli consente di fare quelle staccate poderose che lo hanno reso famoso. Ma ci vorrà un po’ prima che raggiunga il livello di confidenza che aveva con la Yamaha. Nel complesso, è apparso entusiasta della sua scelta.

LA PUNTA DI DIAMANTE DI UN PROGETTO AMBIZIOSO

Il mondo BMW Superbike ha accolto a braccia aperte e con tante speranze l’arrivo di Toprak Razgatlioglu. Già l’anno scorso, Garrett Gerloff sottolineava come la natura della M1000RR, con il suo anteriore granitico, calzava a pennello allo stile da staccatore del numero 54. Scott Redding è della stesso opinione del texano, ma ha avvisato su un piccolo difetto: ogniqualvolta che la ruota posteriore si solleva, la moto si sbilancia e perde grip e Toprak lo ha scoperto a sue spese a Portimao, quando è caduto il lunedì.

All’entusiasmo del nuovo arrivato fanno da contraltare i magri risultati ottenuti finora. La BMW non è la Yamaha, e questo potrebbe annientare le ambizioni iridate di “El Turco”. Ma c’è da dire che i bavaresi hanno deciso di porre seriamente rimedio alla cosa, allestendo un test team da MotoGP con due collaudatori d’eccezione: Sylvain Guintoli e Bradley Smith. Razgatlioglu è la punta di diamante di un progetto ben più articolato: portare "l’elica" a competere nei piani alti della SBK. E, magari, far tacere quelle malelingue secondo cui il brand correrebbe solo per pubblicità, e non per i risultati. Ma basterà? Ai cordoli e alla pista... l’ardua sentenza.

Riccardo Trullo

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