Dakar 2026
Credits: Dakar 2026 Official Website

La seconda tappa Marathon della Dakar 2026 ha riscritto in un colpo solo copione e gerarchie. Lo stage che ha condotto la carovana fino al bivacco di Bisha, lungo 470 chilometri complessivi, 420 dei quali di prova speciale, ha imposto ritmi implacabili e scelte senza appello. Un percorso da affrontare con lucidità assoluta, dove ogni esitazione si è tradotta in minuti persi. E infatti, a fine giornata, la classifica generale è stata letteralmente stravolta.

Serradori, dominio totale nella Marathon

A prendersi la scena è stato Mathieu Serradori. Il francese del Century Racing Factory Team ha interpretato la tappa con precisione chirurgica, imponendo un passo costante e senza sbavature dall’inizio alla fine. Il cronometro ha certificato una prestazione di dominio assoluto, con distacchi che raccontano meglio di qualunque parola la superiorità mostrata sul campo.

In una giornata in cui la Marathon ha presentato il conto a quasi tutti, Serradori ha trasformato la difficoltà in opportunità, capitalizzando navigazione, gestione del mezzo e lettura del terreno.

Al-Attiyah limita i danni e vola in testa

L’unico in grado di contenere il passivo è stato Nasser Al-Attiyah. Il qatariota dei Dacia Sandriders ha chiuso secondo a 6’12’’ dal vincitore, ma soprattutto ha centrato l’obiettivo strategico di giornata: tornare al comando della classifica generale. Una tappa gestita con intelligenza, senza forzare oltre il necessario, sfruttando al massimo gli errori e le difficoltà altrui e cogliendo l’occasione per riportarsi davanti quando mancano ormai soltanto tre frazioni alla bandiera a scacchi.

Dacia protagonista, Loeb sul podio

Alle spalle dei primi due, la terza posizione è andata a Sébastien Loeb, anch’egli portacolori Dacia, a 9’20’’ dalla vetta. Un risultato solido, costruito su esperienza e pulizia di guida. Subito dietro ha chiuso Lucas Moraes, quarto a 9’54’’, a completare una giornata estremamente positiva per il team.

In quinta posizione si è inserito Guy Botterill con la Toyota, seguito dal connazionale Henk Lategan, sesto a 13’09’’. Due prove concrete, ma insufficienti per contrastare il ritmo imposto davanti.

Roma e Sainz, una giornata da dimenticare

Più indietro, la Marathon ha presentato un conto salatissimo a diversi protagonisti. Mitch Guthrie ha chiuso ottavo a 16’35’’, preceduto da Denis Krotov e  davanti a Biaobiao Zhang e Martin Prokop, con questi ultimi a chiudere la top 10 di giornata.

Il vero colpo di scena riguarda però Nani Roma. Lo spagnolo, leader della generale alla vigilia, ha vissuto una giornata complicatissima e ha tagliato il traguardo con oltre venti minuti di ritardo, scivolando fuori dalla vetta appena conquistata. Una brusca frenata che cambia radicalmente il suo orizzonte in classifica.

Ancora più pesante il bilancio per Carlos Sainz Sr.: un errore di navigazione tra il chilometro 155 e il 196 ha compromesso irrimediabilmente la tappa. Il ritardo finale di 45’34’’ spegne di fatto le ambizioni di successo, dopo aver iniziato la giornata da secondo assoluto.

Dakar 2026
La classifica dello Stage 10 della Dakar 2026

Classifica generale: Al-Attiyah allunga

Con tre tappe ancora da disputare, la Dakar 2026 torna ad avere un padrone. Al-Attiyah guida ora la classifica generale con 12 minuti di vantaggio su Lategan, mentre Roma è terzo a 12’50’’. Più staccato Loeb, quarto a 23’04’’.

Dakar 2026
La classifica generale della Dakar 2026

Stage 11: Bisha-Al Henakiyah (347 km)

Archiviata una giornata durissima tra le sabbie del deserto, la carovana della Dakar farà rotta verso la suggestiva regione di Madinah. La speciale in programma sarà tra le più corte dell’edizione, ma tutt’altro che banale: un tratto apparentemente semplice che non ammetterà distrazioni. A rendere davvero impegnativa la tappa sarà soprattutto il trasferimento, lunghissimo, con quasi 900 chilometri da coprire prima di raggiungere Al Henakiyah. Un viaggio estenuante che porterà i concorrenti al bivacco solo a notte inoltrata, quando il sole sarà già scomparso da tempo dietro l’orizzonte

Vincenzo Buonpane