A Valencia abbiamo parlato con Sébastien Buemi (Envision Racing). Il campione della Season 2 di Formula E ci ha raccontato come è stato il suo passaggio da e.dams a Envision e quali sono stati gli effetti sulla scorsa stagione. Sébastien ci ha raccontato com’è convivere con il doppio impegno Formula E – WEC e ci ha detto la sua sul Mondiale Endurance e sul finale di stagione di questo weekend in Bahrain. Qui il link per il video completo.

L'ESPERIENZA DI SEBASTIEN IN FORMULA E

Sebastien, per te la scorsa stagione ha rappresentato un grosso cambio in Formula E. Hai lasciato e.dams, il team con cui hai corso sin dall’inizio della tua esperienza qui, e sei passato in Envision: quanto è stato difficile adattarti al nuovo team? Pensi che in alcuni momenti ciò abbia condizionato la tua ultima stagione? “È vero che il cambio di team non è stato facile, perché sono stato otto anni con e.dams – Nissan, Renault. Parlavo sempre in francese con gli ingegneri e i meccanici ed è stato un cambiamento grande, mi sono sentito un po’ fuori dalla comfort zone. Alla fine, penso di essere stato fortunato a trovare un team come Envision, ho avuto una gran bella macchina, grazie alla Jaguar. Credo che, alla fine, abbiamo fatto una bella stagione. Forse siamo stati un po’ sfortunati in India, a Roma, con due-tre incidenti che non erano colpa nostra. Abbiamo perso tanti punti, ma penso che potessi fare meglio. Ieri (martedì 24, ndr) è stato il primo giorno con un po’ di stabilità, con la macchina, il team e gli ingegneri, quindi, è stato più facile arrivare qui rispetto all’anno scorso”.

Hai chiuso al sesto posto in classifica nell’ultima stagione e a Londra sei tornato sul podio per la prima volta dall’ultima gara di Berlino nell’anno del Covid: credi che quel terzo posto in gara-1 possa rappresentare un punto di partenza sul quale costruire questa nuova stagione? “Speriamo, alla fine credo che abbiamo mancato due/tre podi lo scorso anno, in India ci siamo fatti squalificare dopo la gara. Non lo vedo come l’inizio di qualcosa, abbiamo avuto due pole lo scorso anno. La velocità c’è, secondo me ci è mancata fortuna e, da parte mia, non ho fatto un gran lavoro in gara. Abbiamo lavorato tanto, spero che nel 2024 sia capace di essere più competitivo in gara”.

Che cambiamento comporterà - a livello di strategie - l’arrivo dell’Attack Charge? “Credo che aprirà a nuove cose per il campionato e per i team, il problema è che non l’ho ancora provato ed è presto per me parlarne. Non è ancora sicuro come e quando si userà, spero che per la fine della settimana ci sia la possibilità di provarlo di più”.

Tu hai guidato Gen1, Gen2 e Gen3: ti andrebbe di elencarmi un punto forte e un punto debole per ciascuna di esse? Tra le tre, qual è la tua preferita? “Penso che la Gen3 sia quella più veloce, da un punto di vista del pilota è quella che preferisco di più. Credo che con questi motori elettrici ci sia una gran coppia, una gran potenza, che è il punto forte. Il punto debole? Il fatto che comunque il regolamento non ci lascia avere gomme slick e un po’ di carico aerodinamico. È vero che la macchina si muove tantissimo, ha poco grip, e per me è un po’ debole sotto questo punto di vista. Se vorremo cercare un miglioramento delle performance, sarà quasi una necessità. Credo che per la Gen3.5 ci sarà la possibilità di avere gomme con più grip, più slick, mi piacerebbe”.

LA VITA FUORI DALLA PISTA

Tu, come tanti altri piloti in Formula E, corri anche nel WEC: quanto è difficile coniugare questo doppio impegno con la tua vita personale? “Non è facile, è vero che l’inizio di stagione da gennaio a luglio è molto difficile. È vero che con tutte le gare dei due campionati – più del tempo per stare a casa – non è semplice. Sono ben organizzato, ma comunque ogni anno quando escono i calendari è sempre uno stress quello di sapere se abbiamo una concomitanza o no, cosa possiamo fare per gestire le due cose. Ormai comunque sono abituato così da quasi 10 anni. La concomitanza tra Berlino e Spa del 2024? Per adesso c’è al sabato, per il WEC a Spa abbiamo questa fortuna che la gara è al sabato quindi ci sarebbe la possibilità di fare la gara di Berlino alla domenica, ma non ho perso la speranza che ci possa essere una soluzione. Vedremo cosa succede, c’è una possibilità che il calendario non sia ancora definitivo al 100%, quindi dovremo aspettare”.

Questa è una domanda che sto facendo anche ad altri tuoi colleghi: il fatto di avere un doppio impegno può condizionarti in vista di una possibile rincorsa al titolo sul lungo periodo? “Diciamo che ho un contratto che è chiaro sulle priorità e deciderà quale sarà la gara che dovrò fare, ma alla fine, secondo me, è un bel problema da avere, anche perché corro con Envision che è il miglior team in Formula E e corro con Toyota, che è il miglior team nel WEC. Ho la fortuna di poter lottare per la vittoria in entrambi i campionati”.

UN SOGNO E UN RICORDO DAL PASSATO

Tra pochi giorni compirai 35 anni e sei uno dei piloti più vincenti in Formula E e nel WEC. Se potessi scegliere una gara da correre, una che non hai mai disputato, prima del tuo ritiro, quale sceglieresti e perché? “Difficile da scegliere, forse una gara di Formula 1. Ma con una macchina che mi dia la possibilità di vincere, o forse di nuovo la 24 ore di Daytona o la 500 miglia di Indianapolis. Non saprei, è vero però che con tutto quello che faccio al momento non c’è la possibilità di fare altro”.

Tra tutte le gare che hai corso qui in Formula E, se ti dicessi Londra 2016 che cosa ti ricordi? È stata, quella, la gara più difficile che tu abbia mai corso qui in Formula E? “Sicuramente, dal punto di vista mentale è stata veramente difficile, ma lo è stato tutto il weekend. Due settimane prima ci siamo ritirati a Le Mans (nel WEC, ndr) all’ultimo giro, l’anno prima avevo perso il campionato per un punto. Mi ricordo tantissimo stress a Londra, il fatto di vincere la stagione 2 di Formula E per un punto è stato bello per me, mi ha tolto molto stress e diciamo che mi ha aiutato per le stagioni 3 e 4”.

IL WEC E LA SUA CRESCITA

Abbiamo parlato di WEC: è un campionato che sta crescendo molto anche grazie all’arrivo di tanti nuovi costruttori. Cosa ne pensi delle novità degli ultimi anni? “Credo che il WEC abbia fatto un grandissimo lavoro con Richard Mille, Pierre Fillon, l’ACO, la FIA per questo nuovo regolamento che sembra essere un successo. Ci sono tanti costruttori che arrivano, l’anno prossimo ci saranno Lamborghini, l’Alpine, la BMW. Per me il 2024 sarà incredibile, come pilota sono molto contento di avere la fortuna di correre nel WEC la prossima stagione”.

Il fatto di avere nuovi avversari da affrontare e nuove sfide da cogliere nella Hypercar quali stimoli ha dato a te e Toyota? “Secondo me per noi è stato importante far vedere che possiamo comunque vincere nonostante la tanta concorrenza. È vero che abbiamo perso Le Mans, siamo arrivati secondi e questo è stato difficile, ma abbiamo vinto il titolo Costruttori e la settimana prossima ci giochiamo il titolo Piloti in Bahrain”.

Sei primo in campionato quando manca un round alla fine della stagione: quanto è difficile gestire la pressione di dover portare a casa un risultato importante per poter vincere il titolo? “C’è un po’ di stress, è vero, ma l’abbiamo vinto 3 volte e spero di vincerlo una quarta volta. Abbiamo esperienza, ma non siamo mai sicuri. A inizio settimana lavoreremo al simulatore e ci prepareremo al meglio per fare bene”.

Come dicevamo prima, tu nel WEC hai vinto tanto. Hai vinto tre volte il titolo, hai vinto 4 volte a Le Mans: qual è stata, tra queste, la vittoria più bella? “Credo che la prima vittoria a Le Mans sia stata incredibile, perché Toyota ha aspettato quasi 30 anni per vincere a Le Mans, essere il primo pilota a vincere la 24 ore per loro è stato bello. Tutte le vittorie sono belle, ma quella è stata speciale”.

Da Valencia, Mattia Fundarò