Perché, a 40 anni, Lewis Hamilton decide di abbandonare il marchio che lo ha fatto crescere e diventare leggenda? Perché ha optato per passare in Ferrari per una “last dance” in Rosso al fianco di Charles Leclerc? Come la Ferrari ha convinto Hamilton ad approdare a Maranello per l’ultima tappa della sua incredibile carriera? Analizziamo i possibili motivi dietro il “trasferimento del secolo” e scopriamo i dettagli dell’accordo.

A oltre 24 ore dallo storico accordo tra Lewis Hamilton e la Ferrari, la Formula 1 e tutto il mondo si interrogano su quello che ha spinto il sette volte campione del Mondo a lasciare la Mercedes per approdare proprio a Maranello dal prossimo anno. Un accordo che “serviva allo sport”, secondo quanto dice Martin Brundle, per scuotere l’immobilismo che ha contraddistinto il mercato della F1 nell’ultimo anno. Con Verstappen e Russell blindati da Red Bull e Mercedes e con Norris e Leclerc che hanno esteso i loro accordi con McLaren e Ferrari nel corso del mese di gennaio, il passaggio di Hamilton in Rosso dal 2025 apre una serie di scenari assolutamente inediti ed interessantissimi.

IL TRASFERIMENTO DEL SECOLO: 50 MILIONI DI MOTIVI

La silly season che accompagnerà il Circus nel 2024 è iniziata quindi con il più classico dei botti. O, se possiamo meglio definirlo, con “il trasferimento del secolo”. Una definizione usata nel 2018 nel calcio per quello che è stato un altro acquisto impensabile firmato dagli Agnelli, quello di Cristiano Ronaldo alla Juventus, usato dalla stampa come metro di paragone per far comprendere la portata di tale movimento che porta con sé motivazioni che possono andare oltre l’aspetto economico. Hamilton – che secondo Forbes nel 2023 è stato pagato 55 milioni di dollari – in Ferrari dovrebbe guadagnare una cifra fissa di 50 milioni all’anno come riporta la Gazzetta dello Sport. L’accordo però andrebbe oltre il puro ingaggio per guidare la Ferrari nel 2025. John Elkann, che si è personalmente mosso per portare Hamilton a Maranello, ha aperto a plurime opportunità al di fuori della Formula 1. Dalla moda al ruolo di Brand Ambassador, passando per la “Mission 44”, la fondazione dello stesso Hamilton. Ferrari ha consegnato a Lewis le chiavi del regno pur di averlo con sé.

SFIDUCIA A MERCEDES PER IL FUTURO

Decade così l’accordo annunciato lo scorso 31 agosto che confermava la coppia Hamilton-Russell fino al 2025. L’inglese, nonostante il recente accordo, non ha mai nascosto di non essere pienamente soddisfatto del percorso intrapreso dalla Mercedes a livello tecnico. Con una W14 “non vincente” e basata sulla già difficile W13, Hamilton si è sentito sfiduciato a inizio anno. Lewis non ha apprezzato la scelta del reparto tecnico guidato da Mike Elliott di insistere con lo “zero-sidepod concept” anche sulla W14. Il tutto nonostante le richieste e un 2022 deludente per gli 8 volte campioni del Mondo Costruttori. Con un 2023 ancor più avaro di risultati, malgrado il terzo posto finale, Hamilton ha optato così per nuovi stimoli. Ferrari ha colto la palla al balzo grazie anche a un finale di stagione in crescita, dove è stata l’unica a strappare una vittoria a Red Bull con Sainz, e a garanzie tecniche. Il tutto con il possibile contributo di Loic Serra, ex-Mercedes e uomo di fiducia di Hamilton, che da maggio 2024 sarà operativo a Maranello dopo un lungo gardening. E chissà che altri non si uniscano a lui.

UNA LAST DANCE IN ROSSO

Hamilton e Ferrari sembrava un matrimonio destinato a restare ipotetico. A più riprese nel corso degli ultimi 15 anni l’inglese è stato accostato a Maranello e lui – da possessore di Ferrari stradali – ha sempre resistito alle sirene rosse. Ha inseguito e raggiunto record con team che sono stati più pronti della Scuderia in termini di prestazioni. Nel 2019, l’allora cinque volte campione del Mondo parlò così della Rossa in riferimento a rumours su un suo trasferimento a Maranello: “Non è questione di essere tentati, è questione di capire se fa parte di un ‘game plan’. Mi è stato chiesto come mi sentirei se dovessi finire la mia carriera senza andare in Ferrari. Sinceramente quando sei parte della Mercedes sei parte di una famiglia per tutta la vita, se resti con loro. Basta pensare a Stirling Moss, a Fangio, sono parte della loro storia. La fedeltà per me è importante, ma se mai dovessi decidere di cambiare, questa (di andare in Ferrari, ndr) è un’opzione”. Che, 5 anni dopo, si è materializzata per lo stupore del mondo per tempi e modalità. Per la felicità di John Elkann, che si è mosso personalmente per la buona riuscita dell’operazione, e di Frédéric Vasseur, che di Hamilton è amico e che con Hamilton ha lavorato nelle formule minori fino al 2006, l’anno in cui il mondo ha aperto gli occhi di fronte al talento dell’inglese in GP2.

UN OMAGGIO A SENNA?

L’ammirazione di Hamilton nei confronti di Senna è totale e lo stesso Lewis non l'ha mai nascosta. Nel 2025, Hamilton potrà compiere quello che 30 anni prima non è riuscito ad Ayrton, stoppato dal destino a Imola.

Nel 2021 Jean Todt rivelò come lui e Senna avevano discusso circa l’approdo del brasiliano a Maranello dopo la McLaren: “Alcune settimane dopo il mio arrivo in Ferrari ho incontrato Senna durante il weekend di Monza, in un hotel sul lago di Como dove soggiornavamo”, disse. Gli proposi di venire nel 1995, ma lui spingeva per il ’94. In quel momento avevamo già due piloti sotto contratto e non potevamo accettare la sua richiesta. Gli offrimmo un contratto per il ’95, ma sappiamo cosa successe. Quando arrivai a Maranello, volevo un top driver. Il responsabile del telaio credeva che non potessimo vincere per colpa del motore, per altri il problema era proprio il telaio, per altri ancora il pilota. Pensavo che una variabile removibile fosse quella del pilota, avessimo preso il migliore, avremmo eliminato una scusa. Avessimo preso Senna, nessuno gli avrebbe puntato il dito contro. Ecco perché poi firmammo con Schumacher”.

Già avvolto dallo status di intoccabile e di recordman, l’approdo a Maranello è l’ultimo step che agli occhi dei tifosi ed appassionati di Formula 1 porta Hamilton nell’olimpo dello sport. Che dal 2025, in Rosso, andrà a caccia di altri record per entrare davvero nella leggenda.

Mattia Fundarò