Nel corso dei test di Valencia abbiamo parlato con Jean-Eric Vergne (DS Penske) della situazione attuale di DS, degli aspetti sui quali il costruttore francese deve crescere e della sua vita personale.

SU COSA DEVE LAVORARE DS. TITOLO? NON IMPOSSIBILE

Ciao JEV, la scorsa stagione per te e DS è stata piena di cambiamenti: non solo la nuova vettura e le nuove gomme, ma anche il cambio di team da Techeetah – con il quale hai corso per diverse stagioni – a Penske: quanto vi hanno condizionato tutti questi cambi dal punto di vista del lavoro e dei risultati ottenuti? “Penso che il cambio da Techeetah a Penske non abbia avuto un grosso effetto, le persone nel team erano le stesse, sono arrivati dei nuovi meccanici. Ingegneri e strutture – come il simulatore - però sono rimaste quelle. Non ha avuto un impatto sulla stagione”.

Secondo te, il lavoro fatto lo scorso anno può darvi le basi per poter tornare al successo quest’anno? Che obiettivi vi ponete sia a livello personale sia a livello di squadra? “Penso che anche quest’anno sarà difficile, perché sicuramente Jaguar e Porsche avranno una macchina superiore alla nostra. La macchina è esattamente la stessa dalla scorsa stagione a questa, mentre l’anno prossimo avremo la Gen3.5 sulla quale potremo cambiare qualcosa a livello di hardware. Quest’anno le uniche cose sulle quali possiamo intervenire sono sul software. Sarà difficile comunque riuscire a battagliare con Porsche e Jaguar, abbiamo lavorato molto dall’ultima gara di Londra. Penso che possiamo battagliare con questi due team”.

È il software l’aspetto sul quale siete più indietro o ci sono altre cose sulle quali dovete lavorare per raggiungere Jaguar e Porsche? “Dobbiamo lavorare sul setup della macchina, sul software della frenata, sul software dell’accelerazione. Ci sono diverse cose che abbiamo fatto e penso che stiamo andando nella giusta direzione. Vedremo poi nella prima gara. Io ho chiuso quinto nella scorsa stagione, spero di fare meglio. Vincere il titolo sarà difficile ma non impossibile”.

Hai anche cambiato compagno di squadra, con l’arrivo di Vandoorne al posto di Antonio Felix da Costa: come ti trovi con lui e cosa pensi abbia portato nel team? “Penso che Stoffel sia per me un ottimo compagno di squadra, ha molto talento, nel 2022 ha vinto il titolo. Ha portato diverse cose, a partire dalla mentalità che c’era in Mercedes. In alcune cose loro erano più ‘seri’. Penso che ci aiutiamo molto a vicenda per cercare di migliorare come piloti e anche come piloti che aiutano il team a crescere”.

VERGNE FUORI DALLA PISTA

Nell’ultimo anno e mezzo hai avuto un figlio e ti sei sposato: che impatto hanno avuto questi avvenimenti su di te come persona e sul tuo essere pilota? “Penso che, come persona, mi abbia aiutato molto a livello di concentrazione. Quando non sei sposato e non hai figli, hai tutta una serie di cose da fare. Adesso ho solo due cose nella mia vita: ho la mia famiglia e ho le corse. Penso di potermi concentrare maggiormente su quello che faccio, concentrarmi più sulle corse, sulla famiglia, lasciando perdere tutto il resto. Penso che mi abbia anche calmato, mi ha aiutato a mettere più attenzione in ciò che faccio. Quando fai qualcosa, lo fai sempre per rendere orgogliosi i tuoi genitori, per rendere orgoglioso te stesso, ma ora ho un bimbo che voglio rendere orgoglioso. Quando crescerà, voglio che suo papà sia un pluricampione in Formula E e spero di potergli mostrare la via”.

Vedo molto spesso sui social che tra voi piloti di Formula E c’è un bel clima: trascorrete assieme le vacanze e hai anche invitato qualche tuo collega al tuo matrimonio. Pensi che questo rapporto fuori dalla pista possa avere un impatto positivo sul campionato? “Non saprei, sicuramente ha un impatto positivo su di me, sui miei amici che sono piloti, per me è abbastanza”.

UNO SGUARDO AL PASSATO DI VERGNE

Hai disputato tre stagioni in Formula 1: nel costruirti una carriera tra Formula E, WEC e ELMS, quanto ti ha aiutato aver corso in F1 con Toro Rosso dal punto di vista delle tue skills e dal punto di vista professionale? “Penso che ogni pilota abbia il proprio percorso. Tutto ciò che facciamo come piloti ci rende più forti, non importa se abbiamo successo o no. La F1 mi ha insegnato molto, penso che mi abbia permesso di diventare ciò che sono oggi. Senza non sarei qui, penso che sicuramente mi abbia aiutato”.

IL WEC

Cosa ne pensi delle novità che stiamo vedendo nel WEC con l’arrivo di nuovi costruttori nella serie? “Penso che sia bello che ci siano così tanti nuovi costruttori in arrivo nell’Hypercar. È bello farne parte, è una nuova era e sono felicissimo di farne parte”.

Qual è la gara che ti piacerebbe vincere più di tutte prima della fine della tua carriera? "Le Mans".

Mattia Fundarò