Ci perdonerà Giacomo Leopardi per la citazione nel titolo, che rende alla perfezione ciò che succede attualmente alla MotoGP nella preparazione del GP d'India. Il paese asiatico si prepara ad ospitare la prima gara MotoGP della sua storia, ma gli ostacoli da superare sembrano immensi. La pista non è ancora pronta, ma quello che spaventa davvero è la burocrazia.

MotoGP in India: un sacco di carte da firmare prima del GP

A quanto pare l'India è un paese di burocrati. Lo hanno scoperto, a loro spese, la F1 e la Superbike che, prima della MotoGP, avevano provato a correre al Buddh International Circuit. Per avere la conformità a procedere, le autorità di Nuova Delhi hanno chiesto di riempire e firmare tonnellate di documenti, relativi soprattutto al materiale soggetto a controlli doganali.

Attualmente, la richiesta che sta facendo discutere maggiormente è quella relativa ai contratti dei piloti. Le autorità indiane hanno chiesto di conoscere gli ingaggi, per poter calcolare la tassazione relativa, pari ad un ventesimo della cifra. Le Case hanno protestato, in quanto far circolare questa informazione comporterebbe la violazione delle clausole di riservatezza, tipiche di questi contratti.

KTM, tramite il suo padrone Stefan Pierer, ha già ribadito che non lo farà. L'emissario di Dorna è già sul posto per cercare un compromesso. Tra l'altro, gli uffici locali hanno avvisato della questione in grave ritardo, a fine luglio. Dorna è impegnata in una corsa contro il tempo, mentre i Costruttori si affidano alle loro filiali locali per sapere esattamente cosa devono fare.

Lavori ancora in corso

L'altro problema del primo GP d'India della storia della MotoGP è il circuito di Buddh, che deve essere sistemato. Dopo l'addio della F1 a fine 2013, l'impianto è rimasto abbandonato, cosa che ha richiesto la ristrutturazione quasi completa delle infrastrutture. Le vie di fuga vanno riviste, riducendo il manto di asfalto e aumentando la ghiaia.

Nello specifico, le zone interessate sono le curve 1, 2, 3, 4, 5, 7, 13 e 14. Inoltre, presso l'ultima curva, troviamo un muro di cemento che va assolutamente modificato, per esplicita richiesta dei piloti (in particolare di Aleix Espargaro, che per primo ha segnalato l'inconveniente). Bisogna inoltre smussare i cordoli, ritoccare l'asfalto e sistemare le vie di fuga: la lista, insomma, è ancora lunga. La gara non dovrebbe essere a rischio, ma le premesse per il futuro non sono delle migliori. Senza contare che, tra tasse e tutto il resto, i costi della trasferta andranno alle stelle.

Il Gran Premio dell'India è previsto dal 22 al 24 settembre. Per il futuro...si vedrà.

Riccardo Trullo