Abu Dhabi, 4 novembre 2012. Sul tracciato di Yas Marina, costruito sull’isola artificiale Yas, va in scena il penultimo appuntamento della stagione. La lotta per lo scettro iridato vede contrapposti Sebastian Vettel e Fernando Alonso. Il tedesco della Red Bull può contare su una monoposto più competitiva rispetto alla Ferrari del rivale che offre prestazioni altalenanti. Forte di quattro successi consecutivi (Monza, Singapore, Corea e India), Vettel arriva negli Emirati con 13 punti di vantaggio nei confronti di Alonso, pronto a sfruttare le qualità tecniche della RB8 per allungare il divario in classifica sul principale competitor.

Ma chi al sabato si aspetta una pole firmata dal campione del mondo in carica viene subito smentito da Lewis Hamilton. L’inglese della McLaren centra infatti la sesta partenza al palo stagionale, realizzando il miglior crono in 1’40”630.  A chiudere la prima fila c’è una Red Bull, ma è quella di Mark Webber. Vettel invece si deve accontentare del terzo posto. Più staccato Alonso che non va oltre il sesto tempo, con la F2012 che ancora una volta dimostra i propri limiti sul giro secco.

I risultati maturati in pista nel corso delle qualifiche subiscono una modifica dopo la penalità comminata a Vettel. Durante il giro di rientro ai box, al termine della Q3, il tedesco riceve la comunicazione di spegnere e parcheggiare la propria monoposto a bordo pista. L’arcano viene svelato poco dopo: si tratta della benzina, risultata essere al di sotto del minimo consentito sulla Red Bull numero 1. Come cita l’articolo 6.6.2 del regolamento le vetture devo giungere ai box «con i propri mezzi» e con un litro di carburante nel serbatoio per i controlli di rito. In caso contrario le monoposto sono considerate sotto peso. Dopo diverse ore di fitti colloqui, il collegio dei commissari decide di escludere Vettel dalla lista dei tempi della sessione di qualifica, con conseguente partenza dal fondo dello schieramento.

Allo spegnimento dei semafori Hamilton mantiene la leadership, mentre Webber viene sopravanzato da Raikkonen e Maldonado. Pochi metri dopo, l’australiano subisce il sorpasso anche dalla Ferrari di Alonso alla staccata del secondo lungo rettilineo. Nelle retrovie succede di tutto: Senna e Hulkenberg vengono a contatto, Vettel (partito dalla pit-lane come De La Rosa) danneggia l’ala anteriore ma prosegue, Grosjean e Di Resta subiscono una foratura e sono costretti a cambiare le gomme. Nel corso dell’8° passaggio il violento incidente tra Rosberg e Karthikeyan, con la Mercedes del tedesco che decolla sulla HRT dell’indiano prima di terminare la propria corsa sulle barriere, costringe la direzione di gara all’ingresso in pista della Safety Car. Durante i giri di neutralizzazione, per evitare la Toro Rosso di Ricciardo, Vettel esce fuori pista e centra un pannello in polistirolo. Un inconveniente che costringe il campione del mondo in carica a rientrare ai box per sostituire l’ala anteriore, retrocedendo nuovamente in fondo al gruppo.  

Al restart Hamilton mantiene il comando, ma al 20° passaggio è costretto al ritiro per un guasto tecnico. Con l’inglese kappaò, il nuovo leader della corsa diventa Raikkonen. Nello stesso giro dell’uscita di scena di Hamilton, Alonso supera Maldonado e guadagna la terza piazza. Poco dopo anche Webber tenta il sorpasso ai danni di Maldonado, ma la Red Bull dell’australiano e la Williams del venezuelano vengono a contatto, con Webber che finisce in testacoda e scivola al settimo posto. Qualche giro dopo Webber è protagonista di un ulteriore contatto, questa volta con la Ferrari di Massa: ad avere la peggio è il brasiliano che nella circostanza si gira e perde tre posizioni. Intanto Vettel, impegnato a risalire posizioni dopo gli imprevisti dei primi giri, con il sorpasso eseguito su Ricciardo entra in zona punti.

Tra il 28° e il 32° giro i piloti che occupano le primissime posizioni si fermano per montare gomme fresche. Tutti tranne Vettel, che va ai box poco dopo (37° giro), rimonta gomme soft, e rientra in quarta posizione.  Alle spalle del tedesco, Grosjean guida un trenino di vetture formato dalla Force India di Di Resta, dalla Sauber di Perez e dalla Red Bull di Webber. Di lì a poco Di Resta tenta il sorpasso su Grosjean, Perez cerca di approfittarne ma va lungo e nel rientro in pista colpisce la Lotus di Grosjean che, suo malgrado, tocca la Red Bull di Webber. Il francese e l’australiano sono costretti al ritiro e la direzione gara manda nuovamente sul tracciato la vettura di sicurezza. Una situazione che permette a Vettel di azzerare il gap dal terzetto di testa (Raikkonen, Alonso, Button).

Alla ripartenza (giro 43), Alonso mette subito pressione a Raikkonen, mentre Vettel fatica più del dovuto nel mettere a segno il sorpasso su Button, avendo la meglio sull’inglese solo a qualche tornata dalla conclusione della corsa. Nonostante l’utilizzo del DRS, Alonso si deve accontentare del secondo posto con Raikkonen che torna così a trionfare in Formula 1 dopo la parentesi nel WRC con la Citroën. Per la Lotus invece si tratta della prima vittoria dopo il passaggio di consegne con Renault. A completare il podio c’è Vettel che, nonostante una gara in salita per via della penalizzazione, riesce a limitare i danni nei confronti di Alonso, perdendo solo tre punti in classifica iridata dal diretto inseguitore. 

Piero Ladisa

 

Gran Premio di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) – 4 novembre 2012

Distanza: 55 giri, 305.355 km

ORDINE D’ARRIVO:

1) Kimi Räikkönen (Lotus-Renault) 1h45m58.667s

2) Fernando Alonso (Ferrari) +0"852

3) Sebastian Vettel (Red Bull Racing-Renault) +4"163

4) Jenson Button (McLaren-Mercedes) +7"787

5) Pastor Maldonado (Williams-Renault) +13"007           

6) Kamui Kobayashi (Sauber-Ferrari) +20"076

7) Felipe Massa (Ferrari) +22"896

8) Bruno Senna (Williams-Renault) +23"542          

9) Paul di Resta (India Force India-Mercedes) +24"160  

10) Daniel Ricciardo (Toro Rosso-Ferrari) +27"463         

 

Pole position: Lewis Hamilton (McLaren-Mercedes) 1’40”630

 

Giro veloce: Sebastian Vettel (Red Bull Racing-Renault) 1’43”964

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