Nella giornata di ieri, 24 febbraio, Netflix ha rilasciato la nuova stagione della serie TV totalmente dedicata al Circus della Formula 1, "Drive to Survive", che offre l'opportunità di osservare la massima categoria automobilistica con occhi diversi, sicuramente più esclusivi e inediti.

MA...VALE DAVVERO LA PENA GUARDARLA?

Dal momento dell'uscita dei primi episodi, la Formula 1 ha accusato un incremento impressionante in termini di pubblico, con annesso grande cambiamento anche per quanto riguarda l'età media dello spettatore, che dal 2019 ad oggi si è abbassata notevolmente, evento che rappresenta un valore aggiunto immenso per questo sport.

Sicuramente "Drive to Survive" ha aiutato gli "estranei" ad avvicinarsi al mondo del Circus, scoprendo una parte diversa da quella conosciuta, ma la più grande critica rivolta ai produttori (da parte di alcuni appassionati) riguarda la poca attinenza alla realtà, un racconto fin troppo romanzato e drammatico, troppo poco un documentario, ovvero quello che in realtà dovrebbe essere. Così molti degli appassionati, dopo aver guardato la prima stagione, si sono rifiutati di godersi i racconti riguardanti le successive annate. Le critiche sono state molte, in tanti ne hanno parlato subito dopo l'uscita della "season 4" nel febbraio 2022 e la domanda che, dopo aver osservato con attenzione la nuova stagione, ci poniamo è...

AVRANNO IMPARATO LA LEZIONE?

La risposta, secondo noi, finalmente è affermativa, dato che in questi nuovi episodi possiamo vivere un racconto che può essere definito a tutti gli effetti un documentario, molto più attinente alla realtà e molto più improntato su quello che è il vero "focus" della Formula 1, cioè la pista, le auto, i piloti e i team. I fatti, le immagini ed i racconti che arrivano da essi sono aumentati e soprattutto migliorati, con i protagonisti che nelle interviste si limitano, nella maggior parte dei casi, a raccontare le proprie emozioni e sensazioni prima, durante e dopo le sessioni.

Migliorata sì, ma non del tutto, va detto. Se dovessimo metterci nei panni di un appassionato a cui interessa vedere il lato più esclusivo del Circus, probabilmente chiederemmo di limitare anche il lato estremamente drammatico.

DI COSA SI PARLA NELLA NUOVA "SEASON 5"?

Nella nuova stagione di "Drive to Survive" possiamo assistere all'avvicinamento della nuova era della Formula 1, con il cambio regolamentare imposto proprio per la stagione sportiva 2022, con il primo episodio che racconta di Ferrari e Haas, due team in cerca di riscossa dopo annate difficili. Possiamo assistere a tutta la telenovela Mercedes, con il grave problema del "porpoising" che culmina con la gara di Baku, in cui Hamilton soffre fisicamente di questo fenomeno.

Il racconto passa anche dagli errori strategici commessi dalla Ferrari e dal futuro incerto di Mick Schumacher, episodi questi, in cui è la pista la più grande protagonista. Ma non mancano di certo passaggi in cui si ripercorrono vicende "off-track", come l'effetto domino del mercato piloti, fatto scatenare dall'annuncio del ritiro di Sebastian Vettel e con grandi protagonisti Fernando Alonso ed Oscar Piastri. Un dietro le quinte davvero affascinante, in cui il pilota di Oviedo si autodefinisce "the dark side of this sport", il cattivo, colui che va temuto, sia dentro che fuori la pista.

Non mancano vicende come il caos creato dallo sforamento del budget cap da parte di Red Bull, con Cristian Horner che passa dalla felicità dei titoli ottenuti, al nervosismo per il limite dei costi e alla tristezza per la scomparsa del grande capo Dietrich Mateschitz. Il racconto passa anche tra le parole di Yuki Tsunoda, chiamato a diventare il team leader dopo la firma di Pierre Gasly con Alpine e termina con la battaglia per la seconda posizione nel mondiale tra Ferrari e Mercedes.

LA CRITICA

Se vogliamo muovere una critica, forse ci sono troppi passaggi sul circuito di Silverstone, nonostante il racconto dell'incidente tanto spettacolare, quanto pericoloso, di Zhou, sia molto interessante. Probabilmente fin troppe storie, di troppi piloti diversi, hanno luogo sul circuito britannico.

CONCLUSIONI

Insomma, una stagione godibile, anche per tutti gli appassionati datati di questo sport, una serie TV che quest'anno si rivolge non più soltanto a chi questa disciplina non la segue oppure nemmeno la conosce, ma che finalmente si rivolge anche a chi, per questo sport, darebbe tutto.

Matteo Figini

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