MotoGP | VR46, Rossi lancia la sfida: "Sarebbe bello vincere"
VR46, con le parole di Valentino Rossi e dei suoi piloti - Fabio di Giannantonio e Franco Morbidelli -, fissa i suoi obiettivi in vista del 2026.

Dopo la presentazione della Pramac Yamaha, avvenuta nella serata di ieri a Siena, nella giornata odierna è stato il turno del Pertamina Enduro VR46 Racing Team, che nella splendida cornice di Villa Miani a Roma ha svelato la nuova livrea della stagione 2026 affidandosi di nuovo alle capacità di Fabio di Giannantonio e Franco Morbidelli, che - come da desiderio del team owner Valentino Rossi - avranno la pressione di dover riportare al successo la struttura di Tavullia nella Classe Regina.
Rossi, obiettivo vittoria: “Si può fare meglio”
A margine della presentazione, il Dottore - che ha ampiamente gradito la nuova scelta cromatica adottata ritenendola migliore del 2025 - ha confermato come il primo obiettivo principale per questa stagione sia quello di provare a migliorare e di cercare di tornare al successo che manca ormai da India 2023 quando a vincere fu Marco Bezzecchi, unico capace di trionfare in MotoGP con la struttura fondata nel 2014.
La scorsa stagione abbiamo avuto cose positive e cose negative. Si può fare meglio, soprattutto ci piacerebbe essere un po’ più costanti che è la chiave in MotoGP. E poi sarebbe bello vincere, abbiamo già vinto in passato, con Bez nel nostro secondo anno; vincere una gara in MotoGP è il top, i podi sono belli, però il gradino più alto è speciale.
Secondo Rossi, il 2026 rappresenterà una stagione di transizione dal punto di vista tecnico, vista l'introduzione del nuovo regolamento nel 2027 con la 850cc che vedrà meno aerodinamica e le gomme Pirelli. Allo stesso tempo, tuttavia, questo sarà un anno importante per tutti i piloti che dovranno decidere il loro futuro visto che, dei 22 piloti sullo schieramento, ben 19 hanno il contratto in scadenza.
Dal punto di vista tecnico cambia poco, questa è una stagione di transizione, tutte le case stanno guardando al 2027 e stanno già lavorando sulle moto nuove, quindi, quelle di quest’anno sono molto simili a quelle dell’anno scorso. Però ogni stagione ha la sua storia: l’anno scorso ci sono stati dei piloti che sono stati sotto performanti rispetto al loro potenziale, soprattutto Pecco, ma anche Martin. Speriamo che siano tutti al massimo, speriamo che Franco e Diggia riescano a fare un ulteriore step e a essere più forti. Quindi, si correrà con moto diverse, la Ducati è stata la moto migliore degli ultimi 5 anni quindi aspettano di recuperare il gap, tutte le altre case sono molto cariche di poter colmare il gap con il nuovo regolamento. Io mi fido della Ducati e penso che siano già avanti con la moto 2027. L’altra cosa grande, che però si vedrà quest’anno, sarà il mercato per il 2027, perché scadono i contratti di tutti e sarà un bel polverone da maggio, quindi bisognerà restare concentrati sulle gare di quest’anno, le prime saranno fondamentali, e poi ognuno inizierà a vedere quale sarà il suo futuro.
Mercato e risultati: la risposta di Diggia e Morbido
Interpellati quindi sul mercato, i due piloti del team non si sono fatti trovare impreparati. Per Morbidelli, che ha firmato a settembre un rinnovo annuale per questo 2026, il mercato rappresenta un fattore “eccitante” che può scombinare la stagione.
Direi che il fatto del rinnovo dei contratti è un po’ di pepe nell’insalatona MotoGP, sarà nella testa di tanti piloti. Vedremo in che modo giocherà come fattore, io personalmente sono eccitato di vedere questa variabile in più, anche i fans si divertiranno di più.

Diversamente, per Di Giannantonio, valutazioni sul suo futuro non rappresentano invece una distrazione ma uno stimolo per poter migliorare ulteriormente.
Personalmente non penso che sia un fattore che inciderà su di me in modo particolare, il mio focus è quello di continuare a migliorare e progredire come sto facendo. Il 2025 è stato il mio miglior anno di sempre, con più podi in MotoGP, quindi voglio continuare a migliorare, a salire sul podio il più possibile, a vincere gare
Sul tema risultati, mentre per Morbidelli è una questione principalmente di valori in campo e di gap ristretto tra i singoli piloti, per Diggia gli alti e bassi della scorsa stagione sono riconducibili principalmente a una GP25 di difficile lettura come già aveva avuto modo di sottolineare nel corso dello scorso campionato.
L’anno scorso è stato particolare, come factory team e rider, abbiamo trovato molte difficoltà con la moto che avevamo. Ha inciso molto. Sicuramente avere lo stesso staff è un passo avanti, non dobbiamo ricominciare a conoscerci ma abbiamo una buona base e Ducati sta lavorando per darci una moto più prevedibile. I massimi esponenti del team è giusto che richiedano costanza, ma ci vuole se si vuole stare nella parte alta della classifica.
GP25 che, quest'anno, avrà invece il Morbido, che a Valencia non ha potuto girare per via dell'infortunio rimediato al via dell'ultima gara e che da Diggia non ha avuto suggerimenti; tuttavia, Franco non si dice preoccupato rispetto al valore della moto in sé visti i risultati conseguiti lo scorso anno.
Non sono tanto preoccupato, sono curioso di provare la moto e di vedere le differenze, di percepirle in prima persona. Non mi viene da essere preoccupato, è una moto fantastica, ha vinto praticamente tutte le gare o quasi, sono curioso di sentire le differenze.
Gli avversari: Aprilia e KTM sott'occhio
Tra gli avversari, Morbidelli ha segnalato Aprilia e KTM - e nello specifico, Bezzecchi e Acosta - perché sono state le uniche case a inserirsi nel gruppone Ducati nella classifica Piloti dello scorso anno. Un parere accolto anche da Diggia, che ha però sottolineato come i valori in campo possono essere molto più ravvicinati visto anche il percorso tecnico approcciato da Honda e Yamaha che ha portato a dei miglioramenti anche per loro.
Nelle ultime gare si è visto che tutte le case si sono avvicinate molto, non c’è stata questa netta differenza tra le prime Ducati e gli altri. L’Aprilia con Bez ha fatto un salto incredibile, torna anche Martin. Le Honda stanno arrivando, forse l’ultima è stata la stagione con più punti tra le ultime 4, anche Yamaha con Quartararo abbiamo visto che spesso è stata davanti in qualifica, partiva sempre lì. Sicuramente sarà un anno agguerrito, poi ci sono anche le KTM con Acosta e all’inizio con Maverick. Il livello è altissimo, siamo tutti molto vicini. Come Ducati e come team dobbiamo cercare di migliorare e di mantenere il gap.

Mentre, in casa, il nome principale da tenere in considerazione è quello di Marc Marquez. Un aiuto per Diggia, secondo il quale la sua presenza è stata di aiuto per crescere, ma anche una sfida, e uno “stimolo”, per Morbidelli, ma non un fattore portatore di pressione aggiuntiva.
Avere un campione come Marc nella pattuglia Ducati è uno stimolo, perché è sempre davanti e perché fa cose davvero incredibili con la moto. Ti spinge a portarti oltre i tuoi limiti e a cercare di arrivare al livello che riesce ad esprimere. Se lui domina nel modo in cui ha dominato nel ’25, non rappresenta una pressione averlo vicino, perché è un’altra cosa. La pressione arriva nel momento in cui arrivi a lottarci, ma è un problema che l’anno scorso non abbiamo avuto, ha fatto un altro sport. Tecnicamente cosa rappresenta? A tutti noi piacerebbe avere la casa che sviluppa o prende contromisure tecniche secondo quello che ci piace di più, ma devo dire che Ducati sotto questo aspetto è democratica e aperta nei confronti di tutti e lo fa già, ma è giusto che segua anche le esigenze di chi è il più veloce e in questo caso è lui. È una filosofia che sposo e che accetto, semplicemente è così.
Rivivi la presentazione completa
Mattia Fundarò