Dakar 2026
Credits: Dakar Official Website

La Dakar 2026 consegna definitivamente Nasser Al-Attiyah alla leggenda del rally raid. Il pilota qatariota ha conquistato la 48ª edizione della Dakar, firmando un successo che va ben oltre il valore sportivo del risultato: al volante della Dacia Sandriders, Al-Attiyah ha regalato al costruttore del gruppo Renault la prima affermazione assoluta di sempre nella competizione più estrema del motorsport mondiale, appena dodici mesi dopo il debutto ufficiale del progetto. Un trionfo che non nasce dall’esplosività pura o da una sequenza di vittorie di tappa, ma da una gestione chirurgica della gara, costruita giorno dopo giorno con lucidità, esperienza e una profonda comprensione delle dinamiche della Dakar moderna.

Una vittoria costruita sulla costanza

Nel corso delle tredici tappe in programma, Al-Attiyah ha vinto soltanto due prove speciali, un dato che racconta bene la filosofia con cui è stato affrontato il rally. Nessuna forzatura inutile, nessuna ricerca ossessiva del colpo ad effetto: il qatariota ha preferito mantenere un ritmo elevato ma sostenibile, evitando errori di navigazione e preservando la meccanica nei momenti più critici. 

La chiave del successo è arrivata nel momento più delicato dell’intera Dakar: la dodicesima tappa, penultima giornata di gara. In una frazione segnata da insidie di navigazione e distacchi pesanti, Al-Attiyah ha colpito nel momento giusto, scavando un solco decisivo nei confronti dei diretti avversari e ipotecando di fatto la vittoria finale.

Gestione totale nell’atto conclusivo

Con un margine solido accumulato alla vigilia dell’ultima prova, la frazione finale si è trasformata in un esercizio di gestione pura. Al-Attiyah ha amministrato il vantaggio senza prendersi rischi superflui, controllando la situazione fino al traguardo sul lungomare di Yanbu. 

Alle sue spalle, distanziati di 16 minuti e 23 minuti, hanno chiuso due dei principali antagonisti di questa edizione: Nani Roma e Mattias Ekström, entrambi al volante della Ford Raptor T1. Le vetture dell’Ovale Blu si sono rivelate le più competitive sul piano della velocità pura, ma non sono riuscite a scalfire la solidità del binomio Al-Attiyah–Dacia.

Il podio e i protagonisti

Il podio finale ha raccontato di una Dakar equilibrata e combattuta fino alle ultime tappe. Roma ed Ekström hanno completato una tripletta di altissimo livello tecnico, mentre ai piedi del podio ha chiuso Sébastien Loeb, quarto con la seconda Dacia Sandriders, confermando la competitività globale del progetto francese.

In quinta posizione ha concluso Carlos Sainz, ancora una volta protagonista con la Ford, capace di portare a termine una Dakar solida e priva di errori gravi, pur senza mai entrare realmente nella lotta per la vittoria assoluta.

Mathieu Serradori ha coronato un'ottima prestazione per Century , evidenziata dalla sua brillante vittoria nella tappa 10, quando la maggior parte dei suoi rivali ha vacillato. Il campione del mondo rally-raid in carica, Lucas Moraes, ha concluso settimo nella sua prima uscita competitiva con Dacia, a poco più di un'ora dal leader. Il due volte vincitore del campionato motociclistico, Toby Price ha preceduto di misura il suo compagno di squadra più esperto, Seth Quintero mentre la top 10 è stata chiusa dal sudafricano Saood Variawa.

Toyota, una Dakar da dimenticare

L’edizione 2026 è stata avara di soddisfazioni per Toyota. Il costruttore giapponese ha perso molto presto il campione in carica Yazeed Al-Rajhi, costretto al ritiro già dopo la quarta tappa a causa di problemi tecnici aggravati da tre forature consecutive.

Ancora più amara l’uscita di scena di Henk Lategan, rimasto intrappolato nella sabbia durante l’undicesima tappa mentre occupava la seconda posizione nella classifica generale. Un episodio che ha definitivamente spento le ambizioni Toyota nella corsa al successo finale.

Il sesto sigillo di un campione totale

Con questo trionfo, Al-Attiyah mette in bacheca la sesta Dakar della carriera, dopo i successi ottenuti tra il 2011 e il 2023 con Volkswagen e Mini. Un risultato che certifica la sua capacità di adattarsi a progetti tecnici diversi e a generazioni di vetture profondamente cambiate nel tempo.

La vittoria di Al-Attiyah rappresenta anche una pietra miliare per Dacia, capace di conquistare la Dakar al primo colpo vero, dimostrando che una strategia basata su affidabilità, metodo e competenza può battere anche i colossi più affermati del rally raid.

Dakar 2026
La classifica finale della Dakar 2026

Vincenzo Buonpane