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Nella giornata di ieri si è spento Vic Elford, un pilota che nella sua carriera ha dimostrato di saper essere competitivo in tutte le categorie in cui ha corso. I suoi trionfi spaziano dal rally al mondo endurance, fino ad arrivare alla mitica Targa Florio.

GLI INIZI NEL MONDO DEI RALLY

Il suo amore per le corse comincia nel 1949, quando suo padre lo porta a vedere una gara nella natìa Inghilterra: “Nel 1949 mio padre mi portò a vedere il primo British Grand Prix del dopoguerra. Fu lì che decisi che quella sarebbe stata la mia vita. Avevo 13 anni”.

Elford fa il suo debutto nei Rally nel 1961, dopo un anno di esperienza come co-pilota, correndo con una Mini e passando l’anno successivo alla DKW. Tre anni più tardi, il londinese ottiene il suo primo podio in carriera con una Ford Cortina. Questo sarà il primo passo che lo porterà ad ottenere il titolo europeo nel 1967, con tre vittorie ottenute. Nello stesso anno, Elford ha la sua prima esperienza nel mondo del rallycross, vincendo la prima gara da debuttante assoluto a bordo di una Porsche 911.

Decide di non fermarsi solo al rallycross e in quell’anno debutta anche nel mondiale endurance. Insieme al tedesco Jochen Neerpasch conquista due terzi posti con la Porsche 910 nella Targa Florio e nella 1000 km del Nürburgring.

IL 1968, UN ANNO PIENI DI SUCCESSI

Elford comincia il 1968 con la vittoria al Rally di Montecarlo, per poi trionfare il 4 febbraio alla 24 ore di Daytona, su una Porsche 907LH. Questa sarà inoltre la prima vittoria assoluta della casa tedesca in 24 ore. Due successi prestigiosissimi nell'arco di una settimana: un record che spiega molto della sua classe. 

Ottiene anche una bella vittoria alla Targa Florio in coppia con Umberto Maglioli, dove recupera 18 minuti persi nel primo giro a causa di problemi legati a una gomma. "Avrebbero potuto bendarmi, mettermi su un elicottero e lasciarmi in qualsiasi punto della Targa e avrei saputo orientarmi". Queste le sue parole, a testimonianza del feeling creatosi con il Piccolo delle Madonie. A queste tre vittorie, Elford aggiunge anche il trionfo alla 1000 km del Nurburgring, in un circuito che ha sempre amato.

In questo anno pieno di successi, Elford prova anche la Formula 1 correndo con la Cooper sette gare valide per il campionato. Il suo miglior risultato sarà il quarto posto ottenuto a Montecarlo.

Elford corre alcune gare anche nel 1969 prima con la Cooper e poi successivamente con la McLaren. Con questa scuderia ottiene due piazzamenti a punti in Francia e Gran Bretagna. In Germania, però, è vittima di un brutto incidente che gli provoca una frattura al braccio e danni alla colonna vertebrale.

Tornerà in Formula 1 solo nel 1971 per correre il Gran Premio di Germania con la BRM, terminando la gara con un undicesimo posto.

IL RITORNO ALLE CORSE E LA 24 ORE DI LE MANS

Dopo l’incidente, Elford torna a correre nel 1970 vincendo una gara valida per il campionato Trans-Am e la 1000 km del Nurburgring. L’anno successivo ottiene la vittoria alla 12 ore di Sebring e fa il suo debutto nel mondo del cinema. Il londinese, infatti, viene scelto come controfigura da Steve McQueen, che sta girando il suo film ” Le 24 ore di Le Mans”.

Elford è protagonista anche della Maratone della Sarthe nel 1972, ma non solo come pilota. Mentre guida la sua Alfa Romeo vede la Ferrari 365 avere un brutto incidente con la Lola di Jo Bonnier. Elford scende subito dalla propria auto e si lancia nelle fiamme per salvare i due colleghi. Il pilota londinese, però, trova la macchina vuota perché il pilota già si era messo al sicuro. Solo dopo Elford, nota la Lola di Bonnier, ma ormai non può fare più nulla per salvarlo.

L'intera scena venne riprese dalla telecamere ed Elford riceve, grazie a questo gesto eroico, il titolo di Cavaliere dell'Ordine Nazionale al Merito dal presidente francese Georges Pompidou. Corre ancora qualche gara prima di ritirarsi e diventare direttore sportivo della squadra tedesca ATS.

Non è finita, però, perchè nei primi anni '80 Vic ha un vero e proprio ritorno di fiamma,  e prende parte a due edizioni del Safari Rally con una Subaru Leone, partecipando anche a due gare in Belgio.

Nel 1984 si trasferisce negli USA per occuparsi della gestione sportiva di Renault–Jeep, appendendo definitivamente il casco al chiodo. Una carriera unica, quella di Elford, un vero e proprio asso del volante d'altri tempi, che ha saputo destreggiarsi con successo in mondi apparentemente distanti, ma accumunati dalla velocità, che poi, in fin dei conti, è quello che avvicina tutti i piloti e gli appassionati di corse del mondo. 

Chiara Zaffarano