L’addio di Antonio Giovinazzi alla Alfa Romeo Sauber segna un passaggio importante per l’Italia da corsa. Nel 2022, infatti, non vedremo nessun alfiere tricolore sulla griglia di partenza del Circus. Un vero peccato, prima di tutto per il pugliese, e in seconda battuta per tutto il movimento italiano, che pure continua a sfornare talenti tutt’altro che di secondo piano. Cosa manca allora per fare il grande salto?

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Nannini, Deledda e Colombo: budget risicati, stagioni altalenanti

Purtroppo, come spesso accade, le sorti dei giovani talenti di casa nostra vengono decise non tanto dal talento, ma dal budget e dalla qualità dei team a loro disposizione. Emblematico è il caso di Luca Ghiotto, che dopo un’altra stagione al top in F.2 nel 2020, è stato costretto a rivolgere la propria attenzione al mondo delle ruote coperte, dal momento che nessuna opportunità gli si era aperta nelle categorie top per monoposto.

Il testimone del pilota veneto è stato raccolto per questa stagione da Alessio Deledda e Matteo Nannini, entrambi debuttanti in Bahrain tra le file del team HWA. Purtroppo, però, i risultati non sono stati quelli sperati. Il clima all’interno della squadra tedesca non ha certo aiutato: ingegneri e meccanici in continuo movimento e budget risicato hanno portato a prestazioni tutt’altro che brillanti, con il conseguente ritiro a fine stagione.

Il pilota forlivese, considerato da molti il sostituto naturale di Giovinazzi nel Circus, ha addirittura visto tagliato il proprio programma, che prevedeva di effettuare sia F.2 e F.3. Alla fine, la terza serie è quella che è riuscito a portare a termine, con una vittoria e diversi piazzamenti interessanti. In questi giorni, però, Matteo sta rivolgendo il suo sguardo oltreoceano, ottenendo tra l’altro ottimi riscontri nei test Indylights con il team Juncos.

Positiva anche la stagione, sempre in F.3, di Lorenzo Colombo. Il milanese ha disputato i weekend di gara con il team Campos, mettendo in mostra una crescita sintomo di una maturità impressionante. La bella vittoria ottenuta a Spa testimonia la sua qualità; potendo contare sull’appoggio di un team solido, Colombo potrà sicuramente lottare per qualcosa di importante.

Minì, Pizzi, Antonelli e Patrese: quanti talenti da crescere!

Ora, la situazione sembra essere molto più difficile rispetto a quella di altri paesi meglio rappresentati. Ma, se guardiamo anche ad altre categorie, come la F.Regional o, perché no, la F.4 Italia, ci accorgiamo che le possibilità per fare bene ci sono, eccome!

Nella serie continentale, la classifica finale ci restituisce quattro Azzurri nei primi venti: Minì è il meglio piazzato con il settimo posto, davanti a Delli Guanti, Rosso e Pizzi. Nota bene: tutti questi sono dei rookies, debuttanti alla guida di una vettura tutt’altro che facile. Meglio del siciliano, in questa speciale graduatoria ha fatto solo Isaac Hadjar; non male!

In F.4, invece, il 2021 ha visto il consolidamento di talenti come Leonardo Fornaroli e il figlio d’arte Lorenzo Patrese. La nota certamente più positiva, però, è stata sicuramente il debutto di Andrea Kimi Antonelli al volante della Prema. Il giovanissimo emiliano, fenomeno dei kart, è forse il nome su cui più occorre concentrarsi. Lo ha già fatto, da tempo, Toto Wolff, inserendolo all’interno del programma giovani della Mercedes. Un attestato di stima importante, ripagato con i tre podi del weekend conclusivo di Monza.

Federazione e Driver Academy, a voi la palla!

Come notato, i talenti non mancano di certo! Ora bisogna fare di tutto per farli lavorare in pace, permettendo loro di crescere nelle rispettive categorie. Ma, perché questo accada, è necessario che ci sia un sostegno forte e deciso da chi tiene in mano il pallino del gioco, Aci-Csai in primis. Non troveremo mai il prossimo Giovinazzi, senza un programma solido e ben strutturato.

Il presidente Angelo Sticchi Damiani ha dichiarato di essersi speso quanto più possibile per la permanenza del pugliese in F.1, e sicuramente questo risponde al vero, conoscendo la passione dell’uomo al comando della Federazione. Ora, però, serve concentrarsi sui giovani, facendo soprattutto in modo che abbiano il budget per coprire stagioni intere in team di fascia medio-alta, altrimenti diventa difficile coltivare un vivaio importante.

In questo, l’apporto della Ferrari Driver Academy potrebbe risultare decisivo; ultimamente, non è passato inosservato un certo “disimpegno” di Maranello in questo senso. Occorre assolutamente invertire la tendenza, anche per non sprecare il lavoro fatto fino a questo momento, che ha dato risultati a dir poco ottimi. Giovinazzi stesso ne è l’esempio più lampante, ma guardando anche oltre i nostri confini non mancano i top drivers, Leclerc e Schumacher in testa.

Insomma, non sarà un passaggio corto, ci vorranno alcuni anni, ma il valore in termini di “capitale umano” non manca nel nostro motorsport. Budget, serietà e una maggiore attenzione da parte delle istituzioni saranno ingredienti fondamentali, ma una cosa è certa: il futuro per i nostri giovani piloti è tutto da scrivere!

Nicola Saglia