Credits: IndyCar Official website
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L’inverno della IndyCar è come sempre lunghissimo; la fine del campionato, infatti, risale ormai all’ultima domenica di agosto, e il quarto titolo di Alex Palou pare già lontano. In realtà, tra test e notizie varie, non manca tanto all’accensione dei motori, che avverrà in maniera ufficiale nel corso del weekend del 27 febbraio- 1° marzo sulle strade di St. Petersburg. Nel frattempo, abbiamo selezionato cinque dei piloti della griglia da tenere particolarmente d’occhio in questo 2026.

Mick Schumacher

Il passaggio del figlio d’arte tedesco dall’altra parte dell’Oceano Atlantico ha sicuramente suscitato l’interesse di tanti tra addetti ai lavori e appassionati. Terminata l’esperienza con Alpine nel mondiale Endurance, Mick ha deciso di guardare verso l’America, e il team Rahal ha optato per la scelta di dargli una seria opportunità di fare bene in IndyCar dopo una giornata di test disputatasi sullo stradale di Indianapolis che, evidentemente, ha dato i riscontri attesi, e forse anche qualcuno in più. 

È evidente e fuori da ogni dubbio che la scelta effettuata sia dal pilota che dal team sia una di quelle coraggiose, che per forza di cose comportano rischi importanti per entrambe le parti in causa. Da una parte, Schumacher si troverà di fronte a sfide nuove, gli ovali su tutte, piste sconosciute e un modo di correre al quale dovrà adattarsi nel minor tempo possibile. Dall’altra, però, avrà finalmente la possibilità di liberarsi da quella mole di pregiudizi che lo hanno accompagnato durante tutta la carriera, andando ad impegnarsi in un mondo totalmente nuovo in cui non sarà “il figlio di Michael”, ma semplicemente un pilota con tutte le sue abilità da dimostrare. Inoltre, lavorare all’interno della struttura di Bobby Rahal gli consentirà di essere inserito in un team di ottimo livello ma senza la pressione di dover vincere per forza subito; insomma, il modo migliore per affrontare una nuova e imponente sfida. 

Pato O’Ward

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Pato O'Ward, il 2026 sarà il suo anno?

Sul messicano e sul team Arrow McLaren le aspettative sono alte, ormai, da diverso tempo. Il suo talento è cristallino ed è riconosciuto da tutti nel paddock, ma la sensazione è che ancora manchi quel qualcosina che gli possa far fare il salto necessario ed essere consacrato tra i grandi. Potrà questa situazione verificarsi finalmente nel 2026? Abbiamo analizzato la situazione qualche tempo fa sulle colonne di Livegp.it; dipenderà sicuramente da tanti fattori, a partire dalle prestazioni del team stesso, ma la sensazione è che la stagione che sta per iniziare dovrà per forza essere quella di Pato O’Ward

Il messicano ha dimostrato di essere sicuramente tra i migliori; purtroppo per lui, in troppi casi non è stato assistito dal team e dalle power unit Chevrolet. La stella di Alex Palou, poi, ha costretto gli avversari ad accontentarsi delle briciole, e lo stesso O’Ward ne ha patito le conseguenze. La sensazione, però, è che nel 2026 il pilota di Monterrey si troverà a dover a tutti i costi lottare fino alla fine per qualcosa di importante, in modo tale da poter poi giocarsi le proprie carte al meglio per il futuro. La famiglia McLaren, infatti, potrebbe portarlo verso altre mete, a partire dal WEC nel quale entrerà nel 2027; quale biglietto da visita migliore se non una stagione al top in IndyCar? 

David Malukas

Il passaggio del pilota di Chicago in Penske era uno dei più attesi sin dall’inizio della stagione 2025. David Malukas nel prossimo campionato si troverà a dover raccogliere la pesante eredità di una delle bandiere della squadra del Capitano, Will Power. Il legame tecnico del team di AJ Foyt, nel quale ha militato nell’ultima stagione, con la struttura Penske avrà certamente un peso specifico importante in vista delle prime gare del 2026, in cui tanti occhi saranno puntati sulla vettura #12. 

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David Malukas pronto per la nuova avventura targata Penske

Sin dal suo debutto nel 2022, Malukas ha avuto su di sé gli occhi di buona parte del paddock. Veloce, grintoso e capace di mettere in atto manovre molto coraggiose, soprattutto sugli ovali, la permanenza nella squadra Penske potrà farlo crescere anche nella gestione e nella visione di gara, che fino ad oggi è forse l’aspetto in cui ha avuto più difficoltà. Essere in squadra con due campioni come Scott McLaughlin e, soprattutto, Josef Newgarden potrà essere uno stimolo e una grande occasione in più per imprimere un’accelerazione ulteriore alla sua crescita. David ha tutte le carte in regola per essere la stella nascente della IndyCar e uno dei punti di riferimenti per il futuro; il 2026 potrà essere l’anno della svolta per lui.

Dennis Hauger

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Dennis Hauger durante i test post stagionali di Indianapolis

Il vincitore della categoria cadetta, che debutterà in IndyCar nel 2026 in casa Dale Coyne, merita per forza di cose una menzione tra i drivers da tenere sott’occhio. Dennis Hauger ha dimostrato una certa dose di coraggio nel momento in cui si è trovato a dover fare una scelta importante per la sua carriera. Al termine del 2024, infatti, la sua storia da corsa, perlomeno in monoposto, sembrava giunta al termine; il norvegese non si è perso d’animo e, trovato l’appoggio del team Andretti, ha deciso di trasferire armi e bagagli in IndyNXT. Era la sua ultima chance di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel mondo delle vetture scoperte, e bisogna ammettere che Hauger l’ha colta nel migliore dei modi. 

Un inizio di stagione impressionante il suo, che ha messo subito in chiaro che per gli avversari si sarebbe messa male. Il team Andretti ha così deciso di dargli fiducia, facendolo debuttare nel team di Dale Coyne, con il quale esiste una stretta collaborazione dal punto di vista tecnico. Una situazione perfetta per lui, per tanti aspetti paragonabile a quella di Mick Schumacher, con la possibilità di imparare, crescere e anche sbagliare senza troppi patemi. Certo, l’attesa di vedere un talento annunciato come il suo finalmente in una categoria top è grande, e Hauger è sicuramente chiamato a dimostrare che in diversi si sono sbagliati sul suo conto. Una rivincita con i fiocchi, ecco quello che vorrà ottenere il norvegese; le possibilità ci sono, l’importante è trovare il giusto equilibrio sin da subito. 

Will Power

Uno dei “grandi vecchi” del Circus a stelle e strisce vivrà un 2026 che avrà il sapore di una novità assoluta. Il passaggio di Will Power da Penske e Andretti è stato sicuramente uno degli highlights della cosiddetta silly season, iniziata non appena i motori si sono spenti a Nashville. Se il suo addio alla casa del Capitano dopo 17 stagioni di un binomio entrato nella storia era ormai nell’aria, il suo passaggio alla corte di Michael e Ben Towriss in sostituzione di Colton Herta ha colto di sorpresa in tanti. 

Credits: Andretti IndyCar Official FB page
Prime immagini di Will Power in “divisa” Andretti

In questi giorni il team ha diffuso le immagini del “primo giorno di scuola” di Power in Andretti, con il seat-fit e la presa di contatto con gli uomini di Andretti. Cosa aspettarsi dal suo 2026? Difficile dirlo, in realtà. Will resta uno dei piloti più veloci e uno dei migliori nella lettura di gara che al momento popolano la griglia, questo è fuori discussione. La grande esperienza accumulata nel corso degli anni gli sarà sicuramente utile per assorbire l’impatto del cambio casacca, e potrà d’altro canto aiutare la squadra a colmare alcune lacune apparse evidenti nel corso delle ultime stagioni. Nel suo caso, la sensazione è che debba giocarsi le proprie carte nel migliore dei modi per poter continuare ad essere parte della compagnia anche nei prossimi anni, perché la concorrenza è tanta. Una sfida intrigante la sua, non c’è che dire; per questo rientrerà sicuramente nella rosa dei piloti da osservare con maggiore attenzione in questo 2026 che si preannuncia veramente entusiasmante. 

Nicola Saglia