Arrivata sulle rive del Santerno con l'onda dell’entusiasmo dei cinque podi complessivi nelle prime tre gare, la Ferrari sperava in un ulteriore trionfo in casa propria per rafforzare la propria leadership nel Mondiale F1. E invece non è stato così e già dal venerdì ci si è resi conto che non sarebbe stata affatto una passeggiata contro una Red Bull ed un Verstappen in grandissimo spolvero e pronta ora a recuperare dopo le difficoltà dei primi tre weekend.

IL PRIMO VERO ERRORE DI LECLERC

Se nella Sprint Race di ieri Charles ha cercato di andare oltre i problemi di graining che lo hanno afflitto nel finale, dovendosi accontentare al penultimo giro del secondo posto in griglia, oggi si è piegato agli episodi sfavorevoli e alla foga di voler recuperare. Uno scatto non eccezionale lo ha relegato al quarto posto dietro Pérez e Norris. Un Verstappen che davanti volava via mentre lui si è ritrovato dietro il messicano a lottare. Un pit stop troppo lungo che gli è costato un possibile sorpasso al messicano ai box, relegandolo ancora dietro gli scarichi della seconda RB18 con un tentativo estremo di montare la soft nel finale che si è rivelato controproducente.

Tutto ciò è sfociato nell’errore alla variante Gresini, il primo vero sbaglio del monegasco in questo 2022. Una grossa sbavatura scaturita dalla voglia di non accontentarsi e di cercare di ottenere 3 punti in più per limitare i danni contro un Max implacabile. “Onestamente in questa stagione ho guidato bene sin da subito, oggi credo di aver guidato bene fino a un errore che mi è costato 7 punti potenziali”, ha spiegato Leclerc dopo la gara. “Penso che il terzo posto fosse nostro, finendo sesto ho perso 7 punti che saranno importanti a fine campionato”. Non è la prima volta che Charles fa errori di questo tipo per andare oltre i limiti della vettura. Questa volta però il peso è molto più grosso dei precedenti e, come ha ammesso anche lui, non ci sono scuse.

DISASTRO SAINZ

Se Leclerc ha cercato di riprendere per i capelli negli ultimi 10 giri una situazione difficile con un recupero disperato dal nono al sesto posto, il vero deluso in casa Ferrari come in Australia, risponde al nome di Carlos Sainz. Giunto a Imola fresco dell’ufficialità del rinnovo biennale del contratto con scadenza 2024, lo spagnolo non è stato capace di convertire in pista l’entusiasmo scaturito dalla notizia di inizio weekend. In primis con l’incidente della qualifica di venerdì, che lo ha costretto al 10° posto sulla griglia della Sprint Race (dove ha limitato i danni), e in secondo luogo con il contatto con Ricciardo che lo ha fatto finire incolpevolmente nella via di fuga al Tamburello per il suo secondo zero consecutivo.

“Non è un momento facile, mi sentivo molto bene sul bagnato, ma per qualche ragione non siamo stati fortunati”, ha ammesso lo spagnolo. “In questi momenti serve essere positivi perché i momenti positivi torneranno”. È chiaro che, per il Mondiale, il doppio zero tra Australia e Imola è pesantissimo. La classifica Piloti di Carlos ora inizia a essere preoccupante visti i 48 punti che lo separano dal compagno di squadra e, sul lungo periodo, ciò può costringere Binotto & Co a relegare lo spagnolo a comprimario di Leclerc nella lotta per il titolo. È necessario che Sainz, se vuole essere protagonista, torni ad essere quel pilota costante e veloce visto fino all'Arabia Saudita per supportare al meglio la rincorsa Rossa alla vetta.

ORA LA RED BULL METTE PRESSIONE

Anche perché Imola ha sconvolto l’anatomia di questo Mondiale F1: Red Bull, da terza tra i Costruttori e dietro la Mercedes, si ritrova in un colpo solo a -9 dalla Ferrari (124 a 113) con Verstappen e Pérez primi inseguitori di Leclerc. Imola deve rappresentare un reset per la Scuderia: va bene essere consapevoli della propria forza in questo 2022, ma è necessario che la Ferrari non metta in mostra già alla quarta gara del 2022 l’atteggiamento fin troppo conservativo che si è notato nelle ultime uscite. La F1-75 è la stessa da inizio anno mentre la Red Bull sta spingendo fortissimo sulla RB18.

Come detto da Leclerc, Ferrari deve “rimanere sul pezzo perché Red Bull avrà una grande progressione”. La Scuderia deve quindi cercare di far crescere il prima possibile una monoposto nata bene e che in queste prime fasi si è rivelata essere una vettura che può far sognare per obiettivi importanti. “Gli equilibri possono cambiare di gara in gara, la differenza anche qui è stata minima e l’hanno fatta i dettagli" ha commentato il team principal della Rossa Mattia Binotto dopo la gara. "Non dobbiamo abbatterci, è andata così, eravamo qui per lottare, potevamo farlo e non ci siamo riusciti”. Imola è un passaggio a vuoto e se si vuole lottare contro un team (e un Verstappen) più abituato alle zone nobili della Formula 1 serve ben altro: a Miami vedremo se la Ferrari ha imparato la lezione.

Mattia Fundarò

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