Con l'inizio di febbraio le scuderie di F1 hanno cominciato a presentare le monoposto che scenderanno in pista nel campionato 2024: con questa prima puntata dell'analisi tecnica andiamo a condensare quanto visto con la VF-24 della Haas e la C44 dello Stake F1 Team.

Premessa

Innanzitutto una doverosa premessa: perché raggruppare l'analisi tecnica di due monoposto in un solo articolo? Partiamo dal fatto che nel 2024 ormai la F1 ha capito, con il regolamento tecnico praticamente congelato, dove orientare le proprie azioni quantomeno in campo aerodinamico. Red Bull ha fatto scuola e, come prevedibile, al terzo anno di monoposto dotate di canale Venturi sul fondo tutte le scuderie tendono a copiarne i concetti sulle pance e sulla "forma" generica delle monoposto. Secondariamente le scuderie hanno presentato le monoposto nuove o sotto forma di render o con delle presentazioni mirate a far vedere determinate cose, omettendone altre. Per questo i dettagli più significativi troveranno maggiore esposizione durante i primi test della stagione.

Haas VF-24

Credits: Haas F1 Team Media

Haas ha presentato la VF-24 per prima rispetto alle altre scuderie, cercando di sfruttare le luci della ribalta della "prima visione". Sfortunatamente per la scuderia di Kannapolis la vicenda Lewis Hamilton - Ferrari ha rubato tutto l'interesse dei media, relegando le immagini della presentazione su un piano (molto) secondario. Gli americani giocano la carta di un concetto ibrido tra Ferrari e Red Bull, seppure senza la vasca di scuola emiliana sopra le pance, che lascia spazio a uno scivolo (in ottica di aumento del downwash). All'anteriore troviamo nuovamente uno schema push rod con una geometria differente rispetto al 2023, che dovrebbe garantire un angolo di anti-dive superiore. Nella parte centrale notiamo l'abbassamento dei coni anti-intrusione, che permettono la "costruzione" di un sottosquadro più vistoso nella zona delle prese d'aria.

Credits: Haas F1 Team Media

La parte centrale dovrebbe portare dei flussi al posteriore meno influenzati dal tyre-squirt dovuto al rotolamento degli pneumatici, facendo funzionare meglio l'estrazione. Ridisegnata la zona dell'air-scope, per garantire un miglior "respiro" alla componente termica della PU, notiamo al posteriore l'ala mono-pilone di scuola Ferrari: come sappiamo questo elemento funziona meglio aerodinamicamente, tuttavia presenta problemi di tipo strutturale che dovrebbero aver trovato soluzione. In ogni caso ancora una volta la scuderia americana pare aver mutuato molte soluzioni di scuola Ferrari e il solito modello di business, che non ha grosse pretese in fatto di risultati, ha fatto sì che la VF-24 rimanga una monoposto piuttosto convenzionale.

Stake F1 Team C44

Credits: Sauber Media Hub

Stake F1 Team pare aver deciso di intraprendere una strada meno conservativa rispetto al recente passato. All'anteriore lo schema di sospensioni segna un taglio con il passato: in linea con Red Bull notiamo un arrangiamento di tipo pull-rod. Cambierà dunque la dinamica della vettura all'avantreno e l'interazione con l'aria "processata" da questa zona della vettura, che andrà a riverberare i propri effetti sul resto della monoposto. Il disegno della monoposto, nella zona centrale e posteriore, dovrebbe "creare" un effetto outwash che, di nuovo, andrà ad allontanare gli effetti del tyre-squirt. Ovviamente il maggiore sottosquadro nella zona delle prese dinamiche laterali aiuterà in tal senso.

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Anche per la scuderia elvetica notiamo un nuovo disegno per l'air-scope, per quanto l'elemento potrebbe subire cambiamenti. Fondamentalmente i vari ingressi dovrebbero raffreddare la parte termica della PU e altre zone della monoposto. Da un'analisi della parte posteriore della vettura e di quello che possiamo vedere del fondo, possiamo desumere che i tecnici abbiano lavorato per far arrivare nella zona del diffusore un flusso sempre meno influenzato dal tyre squirt. Effettivamente la discesa meno ripida della parte finale delle pance dovrebbe fare arrivare sul posteriore dei flussi d'aria più "ordinati". Sempre al posteriore notiamo uno schema push-rod. Probabilmente a Hinwill si pensa già alla partnership con Audi e dunque è arrivato il momento giusto per osare di più rispetto al recente passato, se non altro per avere una base più solida di conoscenze sull'attuale quadro tecnico-regolamentare.

Luca Colombo