Secondo alcune recenti speculazioni, quattro scuderie avrebbero fatto richiesta per entrare come nuovi team in F1: due di queste (Andretti Autosport e Hitech Grand Prix, sempre secondo i rumors) dovrebbero passare la fase di scrutinio e quindi avere il via libera da parte della FIA. Ma la questione potrebbe non esaurirsi con questo "semplice" passaggio: scopriamo perché.

I quattro candidati

Al momento della stesura di questo articolo, non abbiamo l'ufficialità sui nomi di chi ha sottoposto la candidatura. Secondo Auto Motor und Sport, che riporta le voci raccolte da radio box, oltre al noto interesse di Andretti Autosport e Hitech Grand Prix, "Lucky Sun" e Rodin Motorsport avrebbero risposto positivamente alla raccolta di candidature. Se i primi due nomi non hanno bisogno di presentazioni, "Lucky Sun" rappresenta un progetto con capitali cinesi, mentre Rodin Motorsport ha alle spalle il miliardario australiano David Dicker, attivo nel campo dell'informatica.

Questi quattro nomi hanno sottoposto la propria candidatura in Febbraio. Dopo lo scrutinio formale, in FIA stanno controllando che tali strutture dispongano del necessario background tecnico e finanziario per entrare nel mondo della F1. L'intento di queste attività rimane quello di tagliare fuori dal Circus tutte quelle candidature...fondate sull'ottimismo che, in ultima analisi, causerebbero un sostanziale danno di immagine alla F1.

Secondo la tabella di marcia il processo di revisione delle candidature, da parte della FIA, tirerà le proprie conclusioni a fine Luglio. Nonostante tutto, il paddock rumoreggia: i nomi di Andretti Autosport e Hitech Grand Prix sembrano i due destinati ad ottenere la "luce verde" alla fine della revisione. Ammesso e non concesso che questa sia la decisione della FIA, una volta che verrà sciolta la riserva, la questione passerà alla F1 e Liberty Media potrà opporsi all'ingresso nel Patto della Concordia dei player selezionati se lo riterrà necessario.

Dichiarazioni con spessori diversi

Con i rumors piuttosto insistenti, le varie dichiarazioni, recentemente raccolte dagli esponenti delle due potenziali new entry, assumono spessori differenti. Hitech ha confermato l'interesse per la F1 e ufficializzato un investimento nella Hitech Global Holdings da parte del miliardario kazako Vladimir Kim, attivo nel mondo delle miniere. A Silverstone, Oliver Oakes (Team Principal di Hitech) ha dichiarato che la scuderia continuerà a "fare quello che attualmente fa" (nelle formule propedeutiche in cui è attiva, quindi F2 e F3), perché quella è la visione del team. Molti hanno letto nella dichiarazione un impegno a mantenere comunque attivi i programmi in F2 e F3 qualora Hitech dovesse entrare in F1.

In occasione dell'ultima tappa di Extreme E, Michael Andretti ha dichiarato di aver provato a comprare una scuderia già esistente sullo schieramento, ma nessuno, per ora, pare intenzionato a vendere. Oltre a questo ha anche corretto il tiro su una precedente dichiarazione rilasciata in merito alla questione: "Ognuno ha le proprie ragioni [per non vendere, ndr] e cerca di proteggere i propri interessi, per cui non puoi biasimarli. Ne ho già parlato e probabilmente ho usato la parola sbagliata, non avrei dovuto dire 'avidità'. (...) Se fossi nella loro situazione, probabilmente farei la stessa cosa."

Il Vaso di Pandora

Come sappiamo, il regolamento sportivo prevede spazio in griglia fino ad un massimo di ventiquattro vetture (due per scuderia). Al momento la F1 presenta in pista dieci team, per cui esiste spazio per due nuovi nomi. L'ingresso delle due nuove scuderie, tuttavia, costituisce uno dei temi dietro ai quali troviamo numerosi attriti e situazioni potenzialmente "esplosive".

Da un lato le scuderie già in griglia non hanno intenzione di spartire la "torta" finanziaria del business F1. Genericamente, lo sbarramento trova un argomento "caldo" nella "generazione di un adeguato valore aggiunto" per i nuovi team, visto che nessuno riesce a descrivere o quantificare tale vantaggio. In altre circostanze, le scuderie hanno parlato di problematiche a livello logistico e/o di sicurezza legate all'ingresso di nuovi player.

Liberty Media sposa l'ostracismo delle scuderie, per quanto il fronte non sia così compatto. Alpine, infatti, vede di buon occhio l'ingresso di nuovi team: visto il carico degli altri fornitori, i transalpini troverebbero facilmente dei partner a cui vendere PU o pacchetti tecnologici basati sul modello Ferrari con Haas.

FIA vs F1

Poi dobbiamo tenere conto del clima teso tra FIA e F1 targata Liberty Media, una lotta poco intellegibile per mostrare i muscoli e far vedere chi comanda sull'altro nel Circus.

La FIA può far valere la propria forza nel concedere il benestare alle nuove scuderie. La F1 e Liberty Media non potranno porre il veto alla decisione della FIA, ma potranno esercitare il diritto di tagliare fuori le nuove scuderie dal Patto della Concordia attuale (quello nuovo entrerà in vigore nel 2026), così da escluderle dai diritti relativi alla spartizione della torta finanziaria generata dal Circus. Liberty Media cerca di tutelare il volere delle scuderie per mantenere lo status-quo e il giro finanziario generato dal prodotto stesso.

Esistono poi problemi che fluttuano a mezz'aria, trasversali rispetto ai protagonisti in campo. Rigettare la candidatura di Andretti Autosport significherebbe impedire l'ingresso in F1 di un grosso nome, tra l'altro americano, come General Motors. Per quanto riguarda Hitech GP, invece, notiamo una problematica piuttosto spinosa legata all'effettiva provenienza dei nuovi capitali, perché dietro al flusso finanziario proveniente dal Kazakhistan potrebbero presentarsi dei nomi russi.

La situazione, a circa due settimane dalla chiusura dei lavori sulle candidature, è piuttosto calda e sono elevate le probabilità che si vada verso un nulla di fatto. O, in ogni caso, verso un grosso problema da gestire da parte del Circus.

Luca Colombo

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