Dakar 2026 | Auto, Stage 3: Guthrie trionfa e si prende la leadership nella generale
L'americano della Ford trionfa nella speciale odierna prendendosi la leadership della generale davanti al ceco Prokop

È stata una giornata che ha scosso gli equilibri della classifica generale, quella appena andata in archivio alla Dakar 2026. A trionfare è stato, infatti, Mitch Guthrie, che con un’eccellente parte finale si è aggiudicato anche la leadership nella classifica generale. Alle spalle dell’americano, con un margine di 2’27”, ha chiuso Martin Prokop, migliore dei piloti privati, davanti a un sorprendente Guy Botterill con la Toyota.
Guthrie domina e balza in testa
Mitch Guthrie ha firmato una prestazione da applausi nella terza tappa della Dakar 2026, imponendosi con autorità e conquistando la leadership nella classifica generale. L’americano ha chiuso la prova con un vantaggio di 2 minuti e 27 secondi su Martin Prokop, dominando il tratto finale e tagliando il traguardo davanti al pilota ceco. Una vittoria che non solo gli ha regalato la prima posizione assoluta nella sua carriera al rally più duro del mondo, ma ha confermato anche il momento di forza assoluta della Ford.
Con il successo di tappa, Guthrie si è portato al comando della generale con un margine di 27 secondi su Prokop, una distanza risicata che promette una lotta serrata nei giorni successivi. La prestazione dell’americano ha rappresentato il culmine di una strategia impeccabile e di un ritmo costante su una tappa tutt’altro che semplice, dove ogni chilometro ha fatto la differenza.
La classifica generale ribaltata
La tappa 3 ha avuto effetti sorprendenti sulla classifica generale. Il veterano Nasser Al-Attiyah, partito con il ruolo di leader e grande favorito, è scivolato improvvisamente verso il fondo della top 10. Un colpo di scena che ha confermato come la Dakar sia una gara in cui nulla è scontato, dove la gestione del passo e degli imprevisti può cambiare in un attimo il destino dei protagonisti.
Tra gli altri piloti in top 10, sono spiccati Lucas Moraes, sesto, la compagna di squadra Dacia Cristina Gutiérrez, settima, e Mathieu Serradori su Century, ottavo. Una classifica che ha evidenziato non solo la competitività dei singoli, ma anche l’equilibrio tra costruttori e team privati.
Ford in stato di grazia
Se c’è stata una certezza in questa Dakar, quella ha risposto al nome di Ford. La terza tappa ha visto la squadra americana dominare con precisione chirurgica: cinque Raptor nelle prime cinque posizioni. Una prova di forza senza precedenti, che ha confermato l’ottimo inizio di stagione della Casa statunitense.
Guthrie guida per la prima volta nella sua carriera la classifica generale, seguito da Martin Prokop, miglior pilota privato, con un ritardo di soli 26 secondi. Più staccati, ma comunque in piena lotta, sono rimasti i piloti ufficiali: Mattias Ekström (+1’08”), Carlos Sainz (+3’34”) e Nani Roma (+4’02”). Un dominio che ha lasciato intuire quanto la battaglia tra le Raptor avrebbe potuto infiammare le tappe successive, con ogni frazione pronta a regalare colpi di scena.
Le difficoltà dei big
Non tutti i protagonisti hanno vissuto una giornata tranquilla. Sébastien Loeb, dopo essere rimasto indietro di 25 minuti nella tappa precedente, ha dovuto affrontare due forature nei primi 100 chilometri. Senza ruota di scorta, il pilota alsaziano ha gestito con attenzione gli pneumatici, cercando di preservare il materiale fino al traguardo. Nonostante le difficoltà, Loeb ha chiuso al 12° posto, a 16 minuti e 50 secondi dal nuovo leader. Una prova di resilienza che, in una gara come la Dakar, ha avuto lo stesso valore di una vittoria di tappa.
Finale spettacolare per Botterill
Il finale della tappa ha regalato emozioni fino all’ultimo chilometro. Guy Botterill, a circa 100 km dal traguardo, ha firmato un assolo memorabile con il suo Toyota Hilux, risalendo posizioni con una performance straordinaria. Il pilota della Toyota Gazoo Racing SA ha chiuso al terzo posto, dietro alle Ford di Guthrie e Prokop, regalando al pubblico un finale da brividi.

Stage 4: Alula-Alula Marathon (451 km)
La prima delle due Tappe Marathon mette alla prova la resistenza e l’autosufficienza dei concorrenti: auto, buggy e camion seguiranno un percorso specifico, mentre moto e quad ne percorreranno un altro. La speciale, di oltre 450 chilometri, attraversa lo spettacolare paesaggio di Alula, conducendo i piloti fino a un bivacco remoto, isolato nel cuore del deserto.
Qui, anche i più grandi campioni del mondo dovranno cavarsela da soli: montare la tenda, preparare un letto e cucinare sotto il cielo stellato. “Ogni concorrente avrà a disposizione un sacco a pelo con un piccolo materasso sotto la tenda,” spiega David Castera, direttore della Dakar. “Questa volta le razioni sono più sostanziose: zuppa, verdure, pasta, caffè al mattino, dolci… tutto il necessario. Ma starà ai piloti riscaldare i cibi e aggiungere l’acqua. Questa è la Dakar. Questa è l’avventura.”
Vincenzo Buonpane