MotoGP20

Prime impressioni, dopo poche ore dal lancio ufficiale, su MotoGP20, il nuovo capitolo dei ragazzi di Milestone dedicato al Motomondiale: tra ritorni eccellenti e succose novità, vediamo quanto di buono è stato fatto e dove si può ancora migliorare nei prossimi capitoli.

In un periodo nel quale le software house rinviano le loro produzioni causa Covid-19, i ragazzi di Milestone fanno un piccolo miracolo facendo uscire come promesso MotoGP20, ma, al tempo stesso, promettendo che ci saranno gli aggiornamenti relativi alla stagione 2020 nelle prossime settimane.

Aggiornamenti

Come accennato qualche giorno fa, il gioco ha sì tutti i contenuti promessi da Milestone, ma mancano gli aggiornamenti finali alla stagione 2020, che saranno così scaglionati: inizio maggio (in concomitanza con la terza Virtual Race) per la MotoGP con moto e livree aggiornate, fine maggio per le categorie minori Moto2, Moto3 e la RedBull Rookies Cup, e fine giugno per tutta la MotoE.

Al netto di questi aggiornamenti che arriveranno, il gioco è godibilissimo nei suoi contenuti principali, rinnovato nel gameplay con l’aggiunta di qualche chicca che rende il tutto più realistico e la carriera manageriale, che manca dal lontano MotoGP17.

Vediamo quindi come Milestone ha migliorato MotoGP20 rispetto al capitolo precedente, come anticipato nella nostra presentazione di qualche giorno fa.

Gameplay

L’essenza del gameplay di MotoGP20 è quella di guidare una moto sui più famosi circuiti del Motomondiale. Al gameplay di questo nuovo capitolo, vengono aggiunte tante piccole migliorie che aiutano ad immergersi maggiormente in una gara vera. A cominciare dalle grafiche, che sono identiche alle grafiche reali del Motomondiale, sia per i tempi che per i numeri di gara.

Frenata: con il nuovo sistema di frenata introdotto in MotoGP20 si può frenare più a fondo senza che la moto scappi via di anteriore come succedeva nel precedente capitolo.

Consumo gomme e consumo carburante: finalmente anche in MotoGP20 si possono mettere a punto le strategie di gara a seconda del tracciato sul quale si corre. Un dato non da poco visto che nel capitolo precedente si potevano solo cambiare le gomme e monitorare il loro stato attraverso la temperatura. In MotoGP20 si può monitorare il consumo delle tre parti della gomma ed anche il consumo di carburante cambiando la mappatura (power) del motore durante la gara per risparmiare benzina.

Cadute e respawn: altra introduzione nuova in questo MotoGP20 sono le animazioni delle cadute, ora molto più simili alla realtà. A seconda di come si cade, la prospettiva della moto passa dal cupolino al codino mentre il pilota continua a rotolare via. Il respawn invece è ancora identico, con il pilota che riparte già in sella alla moto.

Danni: rispetto al capitolo precedente, la moto si danneggia non solo a livello superficiale della carena, ma anche a livello esterno come la perdita delle appendici aerodinamiche che possono influire sulla guida.

Modalità veloci

Le modalità veloci in MotoGP20 sono le solite: Gran Premio, Prova a tempo e Campionato. La cosa interessante è soprattutto nella modalità “Prova a tempo”, perché si possono scegliere le livree delle moto, passando da quelle ufficiali a quelle carbon dei test invernali. A mio modo di vedere è una bella aggiunta, perché da la possibilità di usare la livrea carbon anche in prova e non solo nei test invernali.

Modalità storica

La modalità storica è profondamente cambiata rispetto al capitolo precedente. Se in precedenza le sfide storiche erano suddivise per periodo storico e completando le sfide i piloti si sbloccavano automaticamente, in MotoGP20 il funzionamento è un po’ diverso. Le sfide storiche si suddividono per difficoltà, dalle più facili alle più difficili, e con diversi livelli di premi a seconda della posizione in gara raggiunta. Con i crediti acquisiti vincendo le sfide si “comprano” i campioni storici e le moto. In pista ci sono quindi contemporaneamente moto di diverse epoche storiche, dalle 500 2 tempi alle MotoGP fino al 2012, in un tutti contro tutti sui circuiti reali. Possiamo anche scegliere liberamente di disputare una gara libera sui due tracciati più iconici, Laguna Seca e Donington Park.

Creazione pilota

Come negli altri capitoli, all’avvio del gioco viene chiesto di creare il nostro avatar che verrà poi utilizzato sia per la carriera manageriale che nelle modalità veloci e nelle gare online. Personalizzando il pilota si può notare che, oltre allo stile di guida, si può scegliere se o meno mettere fuori la gamba in staccata, con quali piedi partire e soprattutto con quante dita frenare, 2 o 4.

Carriera Manageriale 

La grande novità di MotoGP20 è la reintroduzione della Carriera Manageriale, che mancava dal capitolo 17 del videogame. Una reintroduzione davvero interessante che dA un nuovo volto alla solita carriera dei precedenti capitoli. Per quello che ho potuto constatare, la parte bella della carriera manageriale è la presentazione del team, con il nostro pilota insieme ai titolari della squadra che andiamo a scegliere all’inizio della nostra avventura, ovviamente scegliendo un team MotoGP. Possiamo prendere un team pre impostato dal sistema e partire ex novo con tecnici e meccanici solo per noi. Sia che si sclega un team ufficiale MotoGP, che un team pre impostato, avremo a disposizione un budget per firmare il nostro agente ed i tecnici migliori per progredire nella carriera e farci notare da un team ufficiale più competitivo.

Personalizzazione

Il livello di personalizzazione in MotoGP20 è ben più ampio rispetto al capitolo precedente. Si possono personalizzare le grafiche di tuta, casco e guanti del nostro pilota, customizzare l’adesivo del nostro soprannome, il numero di gara, creare grafiche ad hoc per il team privato che abbiamo scelto di creare nella Carriera Manageriale.

In definitiva, Milestone ha fatto un deciso salto in avanti verso la perfezione con questo nuovo capitolo della fortunata serie dedicata al Motomondiale. Aspettiamo che il gioco venga aggiornato come promesso dalla software house italiana nelle prossime settimane per dare un giudizio completo, ma già così è un titolo valido sul quale spenderci ore ed ore in attesa che cominci effettivamente la stagione 2020.

Marco Pezzoni

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