Il nove volte campione del mondo non ha alcuna intenzione di rimanere a guardare mentre gli avversari si giocheranno il titolo MotoGP 2017. Nonostante la recente frattura rimediata a tibia e perone, Valentino Rossi partirà per Aragon seguito da Van Der Mark: nel caso in cui “Il Dottore” non riuscisse a passare le verifiche mediche toccherà a Michael difendere i colori Yamaha in Spagna.

“IO CI PROVO!”

Altro che vecchio, altro che 38 anni. Per dimostrare nuovamente che la data di nascita è solamente un numero, Valentino Rossi sta impacchettando tuta, casco e stivali e sta prendendo il volo verso Aragon, dove proverà a strappare ai medici l’ok per scendere in pista e continuare il sogno mondiale. Dopo i test svolti a Misano Adriatico sulla sua R1, Valentino ha dichiarato di aver raggiunto il suo obiettivo minimo per fare un tentativo in Spagna.

COME NESSUN ALTRO, E MEGLIO DI SE’ STESSO.

L’incidente del Dottore ha visto la frattura della stessa gamba infortunata al Mugello nel 2010, in quel suo celebre (proprio perché fortunatamente sporadico) volo ad alta velocità. La frattura inoltre si trovava molto vicina a quella già precedentemente infortunata, mentre quella del perone si trova nella prossimità del ginocchio. A differenza del 2010 però, la frattura in questo caso non era esposta, riducendo seppur di poco il danno totale che la gamba ha dovuto subire. Da qui il recupero lampo: con oggi sono 19 giorni che Rossi è stato operato, il gesso gli è stato rimosso quasi subito e il pilota Yamaha ha potuto saggiare il suo stato di salute proprio a Misano, dove ha compiuto 20 giri in moto e ha dimostrato che sette anni in più non lo hanno affatto indebolito.

VAN DER MARK SE NON DOVESSE ANDARE.

Il regolamento però parla chiaro: nessun team può lasciare scoperta una delle proprie moto per più di una gara, a prescindere dai titoli dell’infortunato. Quindi Yamaha, suo malgrado, deve correre ai ripari. In Spagna oltre a Valentino volerà anche Michael Van Der Mark, attuale pilota del team Crescent Yamaha in Superbike e tri-vincitore della 8 ore di Suzuka (due volte con Honda e una con Yamaha). A “Magic Mike” manca ancora la vittoria nella top class delle derivate di serie, ma concorre a questa assenza lo stato lontano dall’essere perfetto della R1 in SBK, che ancora non si trova al livello delle migliori della classe (Ducati e Kawasaki). Non resta che attendere il responso dei medici per sapere chi salirà dunque in sella alla M1 questo weekend, in quel di Aragon.

Alex Dibisceglia

 

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