Nella giornata del 5 settembre ricorrono due anniversari tristemente famosi nella Storia del Motomondiale e di Misano: il 5 settembre 1993 l’incidente al Curvone, che di fatto chiuse la carriera del grande Wayne Rainey e 8 anni fa l’incidente multiplo, sempre al Curvone, che ci portò via per sempre il giapponese Shoya Tomizawa, nell’anno del debutto della Moto2, la categoria che sostituiva la 250. Due piloti accomunati dalla stessa parte del tracciato, il Curvone, percorso in due modalità differenti 25 anni fa e 8 anni fa...

La data del 5 settembre 1993 rimarrà per sempre scolpita nella mente del grande pilota californiano Wayne Rainey. Sono passati 25 anni eppure quella data fa sempre effetto perché quel giorno la carriera di Wayne Rainey arrivò al capolinea, cortesia di una caduta all’uscita del Curvone del tracciato di Misano. Caduta nella quale Rainey andò a sbattere con la schiena sul cordolo provocandosi la frattura della colonna vertebrale e la paralisi delle gambe.

Prima di arrivare alla stagione 1993, è doveroso fare un salto indietro a ripercorrere la carriera del grande Wayne Rainey, 3 volte campione del Mondo della 500 dal ’90 al ’92. Come tutti i piloti americani, la carriera parte dall’AMA Superbike (ora MotoAmerica). Vince 2 volte il campionato Superbike, nell’83 con una Kawasaki e nell’87 con una Honda.

Nel 1984 Kenny Roberts Senior lo chiama nel Motomondiale in classe 250, mettendolo in sella ad una Yamaha del suo stesso team. Centra un podio, 3° posto, al GP delle Nazioni sul circuito di Misano (croce e delizia del pilota californiano) sommando altri 4 piazzamenti a punti e chiudendo all’8° posto il mondiale.

Dall’85 all’87 è di nuovo protagonista nell’AMA Superbike, dove vince di nuovo il titolo nell’87 bissando quello ottenuto 4 anni prima. Nell’88 si ripresenta nel Motomondiale, questa volta in 500, sempre con Yamaha e sempre con la squadra di Roberts (Marlboro Yamaha). Centra il suo primo successo mondiale a Donington Park, al quale aggiunge altri 6 podi per una 3a posizione finale nel Mondiale. 

Nel 1989, sempre in sella alla Yamaha del team Roberts, coglie 3 successi (Usa, Germania, Assen), conditi da altri 10 podi, per un totale di 13 podi complessivi su 15 gare stagionali, bottino che gli vale però la seconda posizione a fine stagione 17,5 punti dietro ad Eddie Lawson.

Ma è a partire dal 1990 che si abbatte il tornado Rainey sulla 500. Nel 1990 le vittorie sono 7 (Giappone, Usa, Nazioni, Yugoslavia, Svezia, Repubblica Ceca) per un totale di 14 podi su 15 gare, con l’unito ritiro in Ungheria. Il Mondiale ’90 si chiude con 255 punti ed il titolo di campione del Mondo.

Titolo che poi replica nel 1991 con 6 vittorie su 14 gare ed un totale di 233 punti, e nel 1992 con sole 3 vittorie (Europa, Francia, Brasile), 140 punti totali a fine stagione, 3 ritiri ed una gara saltata per infortunio e soli 4 punti di vantaggio su Doohan, anche lui infortunato e costretto a saltare 4 gare. Rainey sembra dunque inarrestabile con 3 titoli mondiali all’attivo, ma la minaccia è sempre dietro l’angolo…

Nel 1993 parte subito forte con 5 podi nelle prime 5 gare, frutto di 2 successi (Malesia e Giappone), 2 secondi posti in Australia e Spagna ed un terzo in Austria. Il grande avversario del ’93 per Rainey è il texano Schwantz, che nelle prime 5 gare coglie 3 successi contro i famosi 2 di Rainey. Nella seconda parte di stagione si inseriscono anche Beattie e Doohan, ma sono solo comparse nella stagione che vede Rainey e Schwantz primeggiare per il titolo. Rainey torna al successo in Europa e Repubblica Ceca, mentre Schwantz si ferma ad Assen come conto vittorie. A tre gare dalla fine Rainey è dunque lanciatissimo verso il 4° titolo mondiale consecutivo.

La sorte però gli tira un brutto scherzo il 5 settembre 1993. Wayne si sta giocando la vittoria della gara contro il suo compagno di squadra Luca Cadalora, quando scivola all’uscita del Curvone di Misano (quando ancora si girava in senso opposto ad oggi) lasciando campo libero al modenese. Una banale scivolata pensano tutti, ed invece no perché Rainey non si rialza. Nella sfortuna della caduta, Wayne ha picchiato con la schiena sul cordolo rialzato andando a fratturarsi la colonna vertebrale e perdendo di conseguenza l’uso delle gambe. 

Quando si pensa a Misano si pensa sì all’incidente di Rainey, ma anche a quello che nel 2010 durante la gara della Moto2 si è portato via il giapponese Shoya Tomizawa, scivolato anche lui al Curvone ed investito da Redding e De Angelis, che sopraggiungevano e non hanno fatto nulla per evitarlo. Destino beffardo che il luogo dell’incidente di Tomizawa sia stato proprio il Curvone, questa volta percorso in senso opposto a 25 anni fa, che nel ’93 aveva spezzato la carriera del grande pilota californiano.

Due piloti, Rainey e Tomizawa, due incidenti, fatale il secondo, brutto perché pone fine ad una carriera il primo, ed una pista che li accomuna, Misano Adriatico, nel giorno in cui si celebra anche il compleanno del frontman dei Queen, Freddy Mercury…

Marco Pezzoni – @marcopezz2387

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