Nella splendida cornice del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano si è svolto nei giorni scorsi un importante incontro con Yamaha e Magneti Marelli per parlare dell’evoluzione dell’elettronica nella MotoGP attuale.

Sul palco allestito nel padiglione aeronautico erano presenti la Yamaha YZR-500 del 2002 del grande Norick Abe, la Yamaha M1 2014 con livrea 2015 di Valentino Rossi e il telaio della M1 2006. Oltre a questi 3 esempi di tecnologia erano presenti anche Nico Cereghini, ex pilota e ora giornalista nel ruolo di conduttore dell’incontro, Marco Riva di Yamaha Motor Italia e Riccardo de Filippi di Magneti Marelli. In più, sorpresa per tutti, collegamento via Skype con il team Movistar Yamaha impegnato ad Aragon.

Al centro dell’attenzione è stata posta la grande evoluzione che ha subito l’elettronica in MotoGP nel corso degli anni, da quando cioè è stata introdotta la classe nel 2002 a soppiantare le vecchie 500 cc: veri mostri di potenza e con poca elettronica a bordo, dove la differenza era spesso fatta dal pilota. Con le MotoGP attuali, invece, l’elettronica gioca un ruolo fondamentale: basta un settaggio sbagliato e la moto non si comporta come dovrebbe. Come dimenticare quello che è successo a Pedrosa proprio ad Aragon nel 2013 senza il sensore del traction control: dopo un contatto con Marquez, che involontariamente gli aveva tagliato proprio il sensore, Dani volò per terra non appena prese in mano il gas.

Nella MotoGP attuale, l’elettronica ricopre un ruolo primario nel set up della moto. Nel suo intervento, Riccardo De Filippi ha mostrato di volta in volta particolari interessanti per il controllo di tante funzioni della moto stessa. Dal sensore che controlla il flusso della benzina alla piattaforma inerziale, una piccola scatoletta in grado di controllare ogni singolo parametro della moto in partenza e durante la gara: anti-wheeling, traction control, angolo di piega, velocità della ruota posteriore. Tutti dati che servono poi agli ingegneri elettronici ai box per correggere quelle piccole imperfezioni della moto, al fine di poter dare al pilota un mezzo in grado di essere efficace su ogni tracciato e tarato al punto giusto. Oltre ai sensori mostrati al pubblico, sul megaschermo sono stati mostrati esempi di quello che controlla la piattaforma inerziale: prendendo come riferimento il tracciato di Misano, è stato mostrato un suo esempio di funzionamento nel controllo di giri del motore, traction control, anti-wheeling, anti-spin della ruota posteriore e ovviamente i grafici con le curve dei vari sensori della moto.

Non sono mancati i collegamenti con il team ufficiale Yamaha impegnato ad Aragon per il Gran Premio di Aragona. Via Skype si sono visti gli uomini delle crew di Lorenzo e Rossi parlare tra di loro. Per problemi di audio, si è dovuti ricorrere alla chiamata telefonica con William Favero, responsabile della comunicazione del Team Movistar Yamaha e Maio Meregalli, direttore sportivo del team ufficiale ovviamente per parlare dell’atmosfera nel box e di quello che succederà in pista nelle prossime gare.

A fine serata c’è stato anche spazio per qualche domanda ai presenti e le foto di rito con i capolavori di ingegneria presenti sul palco per questa serata tra sport e tecnologia, con l’invito da parte di Yamaha e Magneti Marelli a far visita alle due aziende.

Marco Pezzoni

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