Joan Mir è stato il centro di un vortice di insulti sotto i suoi post social in seguito al Gran Premio di San Marino sul circuito Marco Simoncelli World Circuit. La sua colpa? Essere arrivato sul terzo gradino del podio.

IL MOTIVO DELLA VICENDA SOCIAL

Dopo il Gran Premio di San Marino e della Riviera i canali social di Joan Mir sono diventati un’arena di tifosi senza peli sulla lingua. Lo spagnolo ha conquistato a Misano il terzo gradino del podio dopo una gara molto combattuta e accesa fino all’ultima curva. Ma il trofeo color bronzo alzato in alto dal pilota del team Suzuki non è stato di gradimento proprio per tutti. I post con i quali Mir ha condiviso la sua gioia per il successo conquistato si sono riempiti nel giro di poche ore con centinaia di insulti e non solo. La sua colpa? Aver conquistato la terza posizione escludendo automaticamente Valentino Rossi. La tensione era molto alta durante il Gran Premio stesso. Le migliaia di persone a cui è stato consentito di prendere parte fisicamente al Gran Premio in Italia erano per la maggior parte vestite di giallo, colore simbolo del Dottore. E non avrebbe potuto essere altrimenti! Per Rossi e per la più alta percentuale dei piloti italiani questo è stato il Gran Premio di casa. Sarebbe stato patetico credere il contrario o aspettarsi una tifoseria diversa.

LA PASSIONE DEVE ESSERE ALTRO

Ciò che non ci si sarebbe mai aspettato è stato il seguito della vicenda. Non si può fare di tutta un’erba un fascio e non sarebbe giusto farlo, ma la situazione creatasi può essere ricondotta ad un solo motivo: il sorpasso di Mir su Rossi. Centinaia di commenti non replicabili e certamente non ammissibili. Non è pensabile che il tifo per un pilota, indipendentemente da chi esso sia, oscuri il significato e l’obiettivo dello sport stesso. Non è accettabile che la delusione per la posizione finale di un pilota si trasformi in odio nei confronti di chi lo ha passato in gara. Le gare dovrebbero essere competizione ma soprattutto passione. Tifo per il pilota del cuore, lacrime e brividi per una vittoria. In nessun caso però dovrebbero generare odio o colpe. Attribuire ad un pilota la colpa di aver lottato in pista per i suoi obiettivi è contro la natura stessa di questo sport. Proprio per questa ragione la passione per un pilota, un numero, una moto non dovrebbe mai superare la passione stessa per il mondo della MotoGP.

Nicole Facelli

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