Si erano fatti un sacco di pronostici, dopo le qualifiche di sabato, sul risultato della gara di Termas de Rio Hondo. Il favorito? Marc Marquez, ovviamente. “Colpa” delle Yamaha sempre lontanissime in prova dal “cabroncito”, con Rossi visibilmente in affanno con il cronometro. Ma “il dottore”, come spesso succede, ancora una volta se n’è fregato altamente, trasformando il circuito argentino in un palcoscenico ideale per la sua vittoria numero 110.

La cronaca. Partenza regolare, con il poleman Marc Marquez che perde due posizioni, a vantaggio di Aleix Espargaro subito al comando e Jorge Lorenzo ad insidiare la seconda posizione. Seguono Crutchlow e Dovizioso. Ottimo spunto anche per Valentino Rossi (partito in ottava casella), capace di recuperare posizioni alla prima curva e “riperderle” praticamente subito a causa di un’involontaria “sportellata spietata” di Andrea Iannone.

Primissime curve con scambio continuo di posizioni, con Espargaro molto “allegro” e Lorenzo deciso a provare a mettersi davanti. La lotta però dura soltanto un giro, con Marc Marquez che si mette subito al comando, obbligato a tentare di fuggire per via della sua scelta di gomme. Lo spagnolo infatti, corre montando la mescola più morbida a sua disposizione, che consente dei tempi sul giro molto veloci all’inizio ma che potrebbe iniziare a scivolare sul finale di gara.

Dietro, intanto, inizia la sua rimonta Valentino Rossi, superando prima Lorenzo, poi Iannone, quindi un inaspettato Cul Crutchlow, apparso finalmente competitivo in gara. Il pesarese, avendo scelto le gomme di “marmo” (extra hard dietro, hard davanti), a fronte di un sacrificio a inizio di gara dovrebbe poi soffrire meno il calo prestazionale delle mescole previsto per il finale: ed infatti cosi accade.

A 15 giri dal termine, il fenomeno di Tavullia, una volta agguantata la seconda posizione ai danni del Dovi, attiva la modalità cacciatore. La preda Marquez, con 4 secondi di vantaggio, è piuttosto lontana, è vero. Ma a Rossi non sembra interessare, e con il profumo di possibile vittoria sotto il naso inizia ad inanellare una serie di giri da qualifica, con dietro di sé un Dovizioso dal cuore desmodromico a cercare di seguirlo.

Più passano i giri e più il dottore rosicchia decimi a Marc Marquez, il quale inizia ad apparire visibilmente in affanno. Al penultimo passaggio, Rossi arriva. Per qualche curva gira in tandem con lo spagnolo, ma non ha intenzione di andare per il sottile. Lo attacca subito, tirandogli una staccata contro la quale Marquez, in crisi di gomme, non può difendersi. Il cabroncito però si sa, è un guerriero, e cerca subito di rispondere, dando una “ruotata” a Valentino Rossi.

Per la gioia dei rispettivi box, il “crash” sembra evitato per un pelo. Ma alla curva successiva, nel momento di inserire la moto, Marc Marquez (forse ingenuamente) rimane troppo vicino a Rossi, che essendo già davanti chiude la traiettoria. La conseguenza è inevitabile: Marquez, toccando la ruota posteriore di Rossi, finisce a terra, terminando cosi la sua corsa. La direzione di gara giudicherà l’incidente come un normale episodio da Gran Premio, permettendo così a Valentino Rossi di festeggiare la sua vittoria numero 110 e di consolidare la leadership in classifica.

Sul podio con Rossi, Andrea Dovizioso (ormai una certezza in sella ad una Ducati competitiva in tutte le piste) e Cul Crutchlow, che sul finale compie un vero e proprio “furto” ai danni di Andrea Iannone, rubandogli il podio proprio all’ultima curva e festeggiando poi con un gesto che “assomiglia” a quello dell’ombrello (ma siam sicuri che per Cul avrà un significato diverso).

Quinta posizione per Jorge Lorenzo. Lo spagnolo, ancora una volta fuori dal podio, più che un “martillo” sembra un vecchio chiodo, piegato dalle “mazzettate” di un Valentino Rossi che appare ormai sempre più padrone del box Yamaha.

Per concludere, avendo corso in Argentina, è doveroso segnalare l’omaggio di Valentino Rossi per Diego Armando Maradona. Il pesarese è salito sul podio indossando la maglia della nazionale de “el pibe de oro”, scatenando le urla di gioia della folla sudamericana. In più, volendo farci caso, c’è una “strana” coincidenza: sulla maglia di Maradona indossata da Rossi, c’era ovviamente il numero 10. E, casualmente, il pilota Yamaha con i titoli è fermo a quota 9…pura coincidenza?

 

MotoGP – GP Argentina – Ordine di arrivo:

1 Valentino ROSSI

2 Andrea DOVIZIOSO

3 Cal CRUTCHLOW

4 Andrea IANNONE

5 Jorge LORENZO

6 Bradley SMITH

7 Aleix ESPARGARO

8 Pol ESPARGARO

9 Scott REDDING

10 Maverick VINALES

 

Daniel Limardi

 

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