L'Aprilia ha abbandonato anni fa la forma ufficiale in Superbike per seguire la strada del Motomondiale, che tra le varie classi le ha riservato 19 titoli piloti ed altrettanti titoli costruttori. Ma la scelta si sta rivelando un passo nettamente più lungo della gamba, ed i risultati ad oggi scarseggiano. Durante il GP del Mugello Aleix Espargarò ha lamentato problemi di grip, ma il bandolo della matassa è molto più intricato.

 

NON SI VEDE LUCE. Subito prima del weekend del Mugello, fine settimana atteso dalle case italiane come la gara più importante della stagione, Romano Albesiano si diceva non solo convinto della moto, ma sicuro che il motore della RS-GP avrebbe garantito alla squadra un risultato di tutto rispetto. Risultato che però si è tramutato nell’ennesimo doppio ritiro, avvenuto durante il primo giro per Scott Redding e a tre tornate dalla fine per Aleix Espargarò. Non meglio specificato il problema per l’inglese, Aleix ha dichiarato invece che la sua gomma posteriore ha avuto problemi di tenuta da subito e che la situazione si era fatta ingestibile. Risultato finale: doppio 0.

UN CONFRONTO IMPIETOSO. A questo punto della stagione, e soprattutto considerando che la Aprilia è tornata in MotoGP da ormai 3 anni con un vero prototipo e non con una RSV4 riadattata, un bilancio delle prestazioni è d’obbligo: sulla RS-GP hanno corso piloti come Melandri (che ha chiesto dalla prima metà della stagione di tornare in SBK), Bautista (che con la Ducati sta ottenendo comunque risultati discreti), Aleix Espargarò (vincitore della 8H di Suzuka) e Scott Redding (che la stessa casa di Borgo Panigale teneva in gran considerazione). Al momento, il miglior risultato è composto dalle due seste piazze di Espargarò in Qatar e a Barcellona, quindi lungi dal puntare al podio. Ad Aprilia manca anche solamente un piazzamento nei primi 5, oltre ad avere uno standing costellato di ritiri.

CAMBIARE SI DEVE! Il palmares sportivo di Aprilia Racing rende tutto ancora più complicato. Tra i titoli vinti da Biaggi, Capirossi, Rossi e Poggiali, la casa di Noale può far conto di 52 titoli, di cui 10 piloti in 125, 9 in 250 e 19 costruttori solamente nel Motomondiale. Una storia costellata di successi rende ancora più chiaro che la direzione presa è sbagliata, ed il Team Gresini, a cui la casa si appoggia, poco può fare. Lo sviluppo della moto procede troppo a rilento e Suzuki è già un passo avanti, mentre arriva di gran carriera anche KTM. Urge un cambiamento rapido dalle stanze dei bottoni, onde evitare di sporcare ulteriormente uno tra i nomi più gloriosi delle case costruttrici italiane.

Alex Dibisceglia

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