Siete pronti per Sepang? No? Sicuramente però lo saranno in casa Yamaha. Il team del diapason infatti sarà certamente curioso di vedere come se la caveranno le proprie moto sul torrido circuito asiatico, in cerca di conferme dopo la splendida vittoria australiana che ha interrotto un digiuno durato più di un anno. Fermento anche in casa Ducati, alle prese con una pista talmente amica da convincere Jorge Lorenzo a provare a guidare. Moltitudini di premesse dunque per questo appuntamento mondiale: benvenuti al Gran Premio della Malesia.

L’impianto è collocato a pochi chilometri dalla capitale malese Kuala Lumpur, nel distretto di Sepang dello stato di Selangor. E’ stato inaugurato nel 1999 in occasione della gara di Formula Uno e nel tempo si è guadagnato il diritto di essere considerato un punto di riferimento tra i tracciati mondiali. Il progetto è firmato dall’ormai noto architetto tedesco Hermann Tilke, alle prese qui con quella che forse è la sua migliore opera. A convincere, oltre ad un layout variegato con tanti punti di sorpasso, anche le strutture che contornano il tracciato, ovvero tribune, aree stampa, sale comuni e altro, che con il passare degli anni hanno plasmato quello che oggi è il concetto di “autodromo”.

Passando ai dettagli più tecnici, un giro di pista è lungo 5543 metri, caratterizzato da 15 curve, di cui 11 piuttosto veloci e 4 che spezzano decisamente il ritmo. Tante le grandi staccate, specialmente quelle di curva 1 e curva 15, dove in pochi metri si passa da oltre 300 orari a 90. Da notare che tante di queste curve sono molto lunghe e pronunciate e non mancano ben due rettilinei di quasi 1 km, collegati fra loro da un tornante molto lento che agevola le manovre d’attacco. Per la corsa saranno previsti un totale di 20 giri, da percorrere in senso orario su quella che è la carreggiata più ampia del calendario (circa 25 metri contro uno standard di 15).

Dando qualche sguardo alle edizioni più recenti, non si può non affermare che la favorita assoluta sarà la Ducati. Da Borgo Panigale, infatti, negli ultimi anni a Sepang sono sempre arrivate delle moto apparentemente progettate proprio per questo circuito, capaci di tenere un ritmo inarrivabile per chiunque altro. Se pensiamo poi che quest’anno il gioiello di Dall’Igna è andato forte anche dove sulla carta non doveva (vedi Phillip Island), viene fuori che sarebbe difficile immaginare vincitori diversi. E questa cosa ovviamente la sa anche Jorge Lorenzo, il quale pare proprio intenzionato a tornare in pista nonostante i suoi acciacchi non siano ancora del tutto guariti. Certo però, è che non bisogna dimenticare il “folle spagnolo” Marc Marquez che ovviamente sarà della partita, e che un beneficio di dubbio va concesso anche alla Yamaha, che come detto è reduce da un successo in gara che ha innalzato il morale, nonchè alle prese con un mezzo che a Sepang si è sempre trovato bene.

Sul versante gomme, i tanti dati in possesso di Michelin (risalenti non solo alle stagioni precedenti, ma anche ai tanti test invernali che si svolgono in Malesia) affermano che siamo su un tracciato che spinge al limite gli pneumatici. Ricordiamo infatti che le temperature sono “desertiche”, ma in men che non si dica il meteo instabile della zona può farle crollare vertiginosamente. A ciò si aggiunge anche che la tipologia di asfalto è altamente abrasiva e che le curve lunghe sono tante e costringono i piloti a rimanere appoggiati sulla “spalla” della carcassa per lungo tempo. Alla luce di tutto questo, i gommisti francesi opteranno per delle costruzioni (soft, medium e hard) asimmetriche sul posteriore, con il lato destro più duro. Che poi è la stessa soluzione adottata anche per le gomme rain che verranno utilizzate in caso di pioggia (e qui, come noto, la pioggia è quasi scontata).

Passando alle interviste di rito, alla conferenza del giovedì si sono presentati Marquez, Dovizioso, Vinales, Lorenzo, Iannone e il pilota di casa Syahrin. Inizia Marc Marquez, già campione del mondo, ma con voglia di riscatto dopo lo zero australiano: “Il mio passo a Phillip Island era buono, quindi è un peccato non aver terminato la gara. Siamo stati comunque fortunati a non esserci fatti male, dato che l’incidente è stato molto strano. In questo sport ci sono tante variabili che influenzano quello che succede, come il vento, il clima, la scia… Penso infatti che Zarco non sia riuscito a fermare la moto per una di queste cause, e in più io mi sono allargato per impostare la curva non pensando che me lo sarei ritrovato in quel punto. Per fortuna stiamo bene. Lui comunque mi ha chiesto scusa, anche se per me non era necessario perchè lo considero solo un incidente di gara. Sono contento comunque che anche in Australia eravamo messi bene, e spero succeda anche qua. Anche se qui le condizioni sono diverse e la moto è cambiata. Non è il nostro miglior circuito, e in più sappiamo che Ducati qua va molto forte. Vedremo se potremo lottare per vincere o per il podio”.

Andrea Dovizioso vuole invece tornare al successo e difendere la seconda posizione iridata: “L’anno prossimo sarà meglio di questo, sono sicuro. La conferma dei nostri progressi è arrivata a Phillip Island, e ora devo migliorare anche io per riuscire ad andare forte anche su quelle piste dove fatico. Qui ho bei ricordi qui, a cominciare dal 2008 quando ottenni il primo podio in MotoGP dopo una battaglia durissima. Questa pista penso mi si addica, ma sull’asciutto non sono mai andato particolarmente forte, quindi spero in una gara senza pioggia per capire quanto siamo progrediti. Marquez sarà il pilota da battere nel 2019, ma ci sono tanti altri piloti forti”.

Raggiante e rasato Maverick Viñales, il quale a Phillip Island si è tolto un bel peso tornando a vincere ed interrompendo il digiuno Yamaha che durava dalla gara di Assen dello scorso anno: “Siamo tutti più rilassati, ci siamo goduti la vittoria. Spero che aiuti tutta la squadra a progredire ulteriormente. Avevo fatto una scommessa con i ragazzi, ovvero che mi sarei rasato in caso di successo, quindi eccomi qua in queste condizioni. Vengo in Malesia senza alcuna impostazione mentale, proverò a stare davanti ed essere competitivo, ma è importante anche avere motivazioni per il prossimo anno”.

Microfoni accesi poi per Jorge Lorenzo, che proverà a tornare in pista dopo un intervento fatto per risolvere gli infortuni rimediati qualche gara fa: “Rispetto a Motegi mi sento meglio, l’operazione è andata bene. La mobilità non è al massimo, ma stiamo cercando di velocizzare il recupero. Ho tolto il gesso proprio ieri. Non sarà semplice, ma ho preferito tornare qui perché in Australia sarebbe stato peggio. Sono quasi trenta giorni che non guido, e dato che ho paura di perdere il feeling con la moto ho deciso che volevo tornare il prima possibile. Spero di riuscire a correre per tutto il weekend, anche se mi preoccupano le condizioni fisiche dato che non sono riuscito ad allenarmi. Forse non lotterò per il vertice, ma mi aiuterà per arrivare più in forma a Valencia. Cosa penso per il prossimo anno? Io adesso sono uomo Ducati, penso al presente, dopo Valencia penserò al futuro. Cerco il feeling e voglio vedere se riuscirò ad essere competitivo”.

Reduce da un podio in Australia, Andrea Iannone vuole continuare a fare bene per lasciare un buon ricordo in Suzuki: “Nei momenti difficili succede di perdere la motivazione. Ma non ci siamo mai arresi, e lavorando duro, passo dopo passo ci siamo avvicinati alle moto più forti. Nella seconda parte di gara in Australia abbiamo rimontato molto bene e siamo arrivati nelle prime posizioni, e voglio continuare così. Voglio chiudere bene la stagione, sono contento del team e di cosa sto guidando attualmente. Quando sono arrivato in MotoGP, Ducati stava attraversando un periodo difficile, quindi negli anni la situazione non è stata facile ma credo di essermela cavata abbastanza bene. Voglio comunque continuare a migliorare, e speriamo che il futuro riservi belle sorprese”.

Chiude le interviste Hafizh Syahrin, per la prima volta alle prese con un Gran Premio di casa: “Dispiace non aver ottenuto un risultato importante in Australia. In Moto2 ho sempre avuto difficoltà su quella pista, invece quest’anno mi sono sorpreso di come riuscivo a guidare. Gia le qualifiche si erano svolte per il meglio ed in gara mi mantenevo in top ten, ma purtroppo non sono riuscito a concludere. Dispiace aver perso tanti punti nel confronto con Morbidelli, ma ho imparato molto dai piloti che avevo davanti. Dobbiamo continuare a lavorare così e cercare di ottenere risultati simili anche qui a Sepang. L’emozione di competere davanti alla mia gente è tanta, e visto che qui mi vedono come una sorta di eroe locale non voglio deludere i tifosi. Questo pubblico sarà una motivazione in più per me, e cercherò di fare del mio meglio”.

In conclusione chiudiamo questa preview scegliendo di non farvi le solite raccomandazioni di non mancare all’appuntamento. In questo caso infatti, sentiamo il bisogno di salutarvi rendendo solo omaggio ad un pilota che da 7 anni ci guarda da lassù, il quale proprio sul tracciato malese perse la vita in quella maledetta domenica del 2011: ciao Sic…

Gli orari del weekend per la MotoGP

Venerdì 2 novembre

03.55: Prove libere 1

08.05: Prove libere 2

 

Sabato 3 novembre

03.55: Prove libere 3

07.30: Prove libere 4

08.10: Qualifiche

 

Domenica 4 novembre

01.40: Warm Up Moto3, Moto2 e MotoGP

08.00: Gara (commento in diretta dalle 07.50 su Radio LiveGP e cronaca web su www.livegp.it)

 

Daniel Limardi

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