Credits: ducati.com

Ducati ha presentato quella che sarà la moto che verrà utilizzata a partire dalla prossima stagione nel FIM MotoE World Cup, ecco come è fatta la Ducati V21L. Una moto nata in sinergia tra Ducati e Ducati Corse che ha permesso alla casa bolognese di creare una vera moto da corsa elettrica. Gli ingeneri hanno lavorato per creare una moto molto simile alle sorelle endotermiche, anche come sensazioni in sella, parola di Michele Pirro.

Sono stati tolti ufficialmente i veli alla Ducati V21L, la prima moto elettrica della casa di Borgo Panigale. Nessuna grande novità rispetto al prototipo visto in pista a Misano, Mugello e Vallelunga. Quando la moto venne presentata questa primavera per la prima volta a Misano provammo a raccontarvi come era fatta la MotoE by Ducati. Oggi Ducati ha tolto ogni dubbio sezionando la V21L per la prima volta.

COME E’ NATA

La Ducati V21L è nata dalla collaborazione tra i progettisti Ducati e quelli Ducati Corse. Una squadra in grado di affrontare tutte le sfide che sarebbero sorte nel creare la prima MotoE bolognese. Il team ha lavorato come per ogni prodotto Ducati destinato alla rete commerciale. Il reparto R&D Ducati si è occupato di tutte le attività di Project Management, insieme alla progettazione e alle simulazioni sul powertrain elettrico. Il Centro Stile Ducati ha invece lavorato sulla linea e sul design della moto mentre in Ducati Corse hanno lavorato su tutta la parte elettronica, del powertrain e del lavoro in pista durante lo sviluppo.

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COME E’ FATTA

Telaio monoscocca in alluminio, batteria da 18 kWh dal peso di 110 chili, una potenza di 110kW per 140Nm ed un peso di 225kg. Questi i numeri principali della prima MotoE di Ducati. Con una velocità di punta di circa 275 km/h toccati sul rettilineo del Mugello la V21L si appresta a diventare la nuova moto del FIM MotoE World Cup. Saranno diciotto le V21L che verranno schierate in pista dai team il prossimo anno. Nel nuovo corso della categoria che lascia il marchio modenese Energica per spostarsi leggermente più ad est.

LA BATTERIA

Ad oggi la moto in assetto da gara come detto pesa 225kg, non è certo un peso piuma ma è ben 12kg sotto il limite imposto da FIM. Il pacco batteria che ha ruolo portante, pesa 110kg. Ducati ha incastonato la batteria che può contare su 1.152 celle di forma cilindrica del tipo “21700” all’interno di un involucro di fibra di carbonio. Questo per poterlo meglio collocare al centro della moto cercando di non sconvolgere la linea della moto. Il pacco batteria che ha una capacità di 18kWh si può ricaricare con una presa da 20 kW nel codone. A sorreggere questo guscio di carbonio troviamo un telaio front frame in alluminio, soluzione già nota al mondo Ducati che pesa solamente 3,7kg. Per scaricare a terra la potenza Ducati ha collegato la parte centrale ad un forcellone in alluminio dal design simile a quello della MotoGP dal peso di 4,8kg.

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IL POWERTRAIN

Siamo abituati a sentir parlare di powertrain guardando le gare di F1, un po’ meno quando si parla di moto, ma con l’arrivo della MotoE questo sta cambiando. Il powertrain della V21L può contare su un inverter dal peso contenuto di 5 chili ed un efficienza del 99%. Il motore elettrico prodotto da un partner di Ducati è in grado di arrivare fino a 18.000 giri/min e pesa solamente 21kg. Il tutto lavora in condizioni di batteria completamente carica a 800V massimizzando così prestazioni ed autonomia. Il motore come detto ha una potenza di 110kW ossia 150cv ed una coppia di 140Nm.

Ducati ha avuto un occhio di riguardo anche al sistema di raffreddamento che è sdoppiato in modo da poter raffreddare separatamente il pacco batteria dal powertain. Questo permette alla moto di raffreddare meglio ed autonomamente i due sistemi garantendo anche la possibilità di ricarica pochi secondi dopo l’utilizzo. Per ricaricare l’80% della batterai sono infatti necessari solo 45 minuti.

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LA CICLISTICA

Abbiamo già parlato del telaio fron frame in alluminio e del forcellone di derivazione MotoGP. Sono invece di derivazione “stradale” le sospensioni Öhlins che vedono una forcella pressurizzata NPX 25/30 a steli rovesciati dal diametro di 43mm. Al posteriore invece troviamo sempre un’unità Öhlins, ma l’ormai storico monammortizzatore TTX36. Affidato al marchio svedese anche l’ammortizzatore di sterzo. E’ invece tutto italiano l’impianto frenante: Brembo fornisce sia i dischi da 338,5mm di diametro dallo spessore maggiorato che le pinze, nello specifico le GP4RR M4 32/36 abbinate ad una pompa radiale, anche quella marchiata Brembo PR19/18. Brembo anche l’impianto posteriore con un disco da 220mm e la possibilità sia di azionamento a piede che a leva sul semimanubrio sinistro.

Infine largo al carbonio che oltre a vestire l’intera carenatura della moto e fungere da involucro del pacco batteria è anche utilizzato per il telaio posteriore che integra codone e sella del pilota.

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L’ELETTRONICA

Ducati anche sulle proprie moto stradali può vantare una serie di aiuti elettronici efficacissimi. Non possono mancare sulla V21L quindi Ducati Traction Control, Ducati Slide Control, Ducati Wheelie Control e gestione mappe acceleratore/freno motore. Nella regolazione di questi parametri sono stati fondamentali Michele Pirro, Alex De Angelis e Chaz Davies con con il test team Ducati Corse. Fondamentale è stato il lavoro in pista che ha seguito le stesse metodologie del Test Team MotoGP. Tante prove in sequenza per riuscire ad accelerare il processo di crescita reso possibile anche dai veloci tempi di ricarica.

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LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Claudio Domenicali, CEO Ducati: “Qualche settimana fa ho avuto la straordinaria possibilità di guidare la Ducati MotoE in pista e mi sono reso immediatamente conto di star vivendo un momento storico. Il mondo sta attraversando un periodo complesso e la sostenibilità ambientale è un elemento che tutti gli individui e tutte le aziende devono considerare una priorità se si vuole preservare il delicato equilibrio del pianeta. Come Ducati abbiamo colto questa necessità e siamo andati alla ricerca di una sfida che ci consentisse di contribuire all’obiettivo comune di riduzione delle emissioni di CO2 e al contempo di tenere fede al nostro DNA legato alle competizioni.

Abbiamo accettato con determinazione di sviluppare la più performante moto elettrica da corsa che la tecnologia attuale renda possibile realizzare e di utilizzare questo progetto come un laboratorio in cui costruire il nostro futuro. Il risultato che abbiamo raggiunto è sorprendente. Appena mi sono seduto sulla moto ho realizzato la qualità del lavoro svolto dal team e nel momento in cui sono rientrato nel box ho sentito un grande senso di orgoglio per quello che ancora una volta siamo stati capaci di creare”.

Vincenzo De Silvio, R&D Director Ducati: “Per Ducati avere la possibilità di diventare fornitori della FIM MotoE™ World Cup non è soltanto un’impresa tecnologicamente entusiasmante, è anche la maniera migliore per interpretare le sfide del nuovo millennio. Le competizioni rappresentano il terreno ideale sul quale sviluppare nuove tecnologie che poi andranno sulle moto di produzione. Al momento le sfide più importanti in questo campo rimangono relative alla dimensione, al peso, all’autonomia delle batterie e alla disponibilità delle reti di ricarica. L’esperienza di Ducati nella FIM MotoE™ World Cup sarà un supporto fondamentale per l’R&D di prodotto, insieme alla fisiologica evoluzione della tecnologia e della chimica. Far crescere le competenze interne all’Azienda già oggi è fondamentale per farci trovare pronti quando sarà il momento di mettere in produzione la prima Ducati elettrica stradale”.

Roberto Canè, eMobility Director Ducati: “Ricordo bene la nascita del progetto MotoE e ogni fase della composizione del team di lavoro, con il coinvolgimento dei colleghi di Ducati Corse e la ricerca di contatti interni al Gruppo Volkswagen che potessero darci suggerimenti su come sviluppare questo progetto. Per realizzare questa moto abbiamo seguito lo stesso procedimento che abitualmente seguiamo su una moto di produzione. Siamo partiti con il definire il design della moto e in parallelo l’ufficio tecnico ha iniziato a progettare i vari componenti veicolo. Il brief iniziale era realizzare una moto da corsa che rispettasse le caratteristiche minime di performance richieste da Dorna. In realtà, questo progetto ha fatto e sta facendo innamorare tutto il gruppo di lavoro coinvolto e ci sta spingendo a realizzare una moto con caratteristiche migliori rispetto a quanto richiesto inizialmente dall’organizzatore”.

Michele Pirro, collaudatore Ducati:Provare in circuito il prototipo della MotoE è stata una grande emozione, perché segna l’inizio di un importante capitolo nella storia Ducati. La moto è leggera e ha già un buon bilanciamento. Inoltre la connessione del gas nella prima fase di apertura e l’ergonomia sono davvero molto simili a quelle di una MotoGP. Se questa è la base di partenza, penso che ci sarà da divertirsi!”

Mathias Cantarini

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