Moto2

Il 2020 della Moto2 è finito domenica 22 novembre con l’ultima bandiera a scacchi della stagione in quel di Portimão. Il Mondiale appena trascorso si è rivelato vivo e sorprendente per un equilibrio mai così accentuato nella Classe Intermedia, anche nelle doppie gare svoltesi negli stessi tracciati dove ci si poteva aspettare una sorta di “copia e incolla” tra una domenica e l’altra.

ITALIANI PROTAGONISTI

A farla da padrone in questo 2020 sono stati gli italiani. L’unica insidia è stato l’inglese Sam Lowes, tutt’altro che arrendevole nonostante l’infortunio di Valencia 2. Enea Bastianini, Luca Marini e Marco Bezzecchi hanno acquisito indirettamente il ruolo di registi, regalando agli appassionati momenti di alto divertimento, lancinante tensione ed assoluta competizione.

Dall’altra parte della bilancia, però, incontriamo tutti gli altri italiani che vorranno dimenticare in fretta il 2020 per concentrare le energie sull’anno venturo. In questa lista di piloti inseriamo Lorenzo Baldassarri, Fabio Di Giannantonio, Niccolò Bulega, Stefano Manzi e Simone Corsi, rigorosamente citati seguendo la classifica piloti.

Discorso a parte, invece, per il debuttante Lorenzo Dalla Porta e Mattia Pasini, chiamato a sostituire Jorge Martin (positivo al Covid-19) nella doppia gara di Misano.

ENEA BASTIANINI: Costanza da Campione

Il 22enne riminese ha iniziato il secondo anno in Moto2 con lo splendido podio del Qatar, giunto sul traguardo alle spalle della sorpresa Nagashima e Lorenzo Baldassarri. Terminato il lungo periodo di pausa, si ritorna in pista a Jerez de la Frontera, quest’anno scenario di due Gran Premi.

La ripresa del Mondiale mostra un Bastianini più in difficoltà del previsto. Bastianini chiude la gara in 9^ posizione a circa venti secondi da Luca Marini, vincitore del GP di Spagna.

Pochi giorni dopo, la stessa pista accoglie nuovamente i piloti del Motomondiale per la prima edizione del GP d’Andalucia. Il tracciato è identico e si prevedono equilibri simili al fine settimana precedente. Bastianini sorprende e sbaraglia la concorrenza, vincendo la prima gara Moto2 in carriera, bissando la vittoria nell’appuntamento successivo di Brno.

Una settimana dopo il GP della Repubblica Ceca, il portacolori ItalTrans affronta il momento più difficile della stagione. Nello stesso circuito in cui ha subito un pesante infortunio nel 2019 (coinvolto nella caduta di Luca Marini), Bastianini perde il posteriore in curva 1 e la Kalex #33 rimane in piena traiettoria. Hafizh Syahrin non fa in tempo a reagire ed impatta contro la moto del riminese a velocità sostenuta, spiccando il volo ed atterrando pesantemente molti metri dopo.

Quello del GP d’Austria sarà l’unico ritiro in campionato di Enea Bastianini. Da quel momento in poi perfetto nel dosare aggressività e costanza di rendimento. Stupendi i suoi salvataggi nei secondi in cui l’anteriore si chiude (Misano, Aragon, Valencia) ma ulteriori rischi non se ne intravedono.

La stagione fenomenale di Bastianini è arricchita dal terzo ed ultimo successo raggiunto nel secondo appuntamento di Misano. All’inizio del GP dell’Emilia Romagna inizia a piovere. Bastianini prende coraggio e nella situazione più rischiosa, quella in cui la pista inizia ad offrire meno aderenza, scala la classifica e raggiunge la 1^ posizione, mai più lasciata  dopo la bandiera rossa.

Il Titolo Piloti conquistato a Portimão è accompagnato da un altro importante obiettivo completato: il passaggio in MotoGP. Nel 2021, infatti, Avintia Racing accoglierà il neo-Campione Moto2 nella Top Class. Un anno, verrebbe da dire, “Bestiale”.

LUCA MARINI: Sconfitto a metà

Una seconda parte di stagione tutta da gestire attendeva Luca Marini, dopo il Gran Premio della Catalunya in vetta alla classifica piloti con un vantaggio di 20 punti su Enea Bastianini.

Ogni piano, però, si è sgretolato insieme alla Kalex #10 nel violento incidente verificatosi nei primi minuti delle FP2 del GP di Francia. In quel preciso istante la corsa verso il titolo del pilota di Urbino ha subito un netto rallentamento per via di una condizione fisica non adatta a confermare il livello prestazionale mantenuto fino al Montmeló.

Il margine accumulato con le tre vittorie ed i cinque podi archiviati da Jerez in poi, viene annullato in tre gare: Francia, Aragon e Teruel. Non aiuta nemmeno il telaio con il quale Marini ha corso due gare, piegato proprio nella caduta di Le Mans.

Anche nei due Gran Premi nel circuito Ricardo Tormo la fatica è evidente. Si limitano i danni grazie ad un Bastianini mai in lotta per la vittoria, ed un Sam Lowes sofferente per la caduta nelle FP3 di Valencia 2.

Lottando con le unghie e con i denti, Luca Marini giunge in Portogallo con 18 punti da recuperare su Bastianini, una missione quasi impossibile. Il “Maro” ritorna sui ritmi della prima metà di stagione ma vince Gardner. Bastianini, 5°, si laurea Campione del Mondo.

La delusione è visibile poiché il Mondiale sembrava davvero alla portata, mai così vicino come in questo 2020. Eppure l’amarezza per il titolo sfiorato potrebbe attanagliare Luca Marini per poco tempo. Ad attenderlo, infatti, c’è la Ducati Desmosedici dell’Avintia Racing: la moto permetterà al classe 1997 il passaggio in MotoGP nel 2021, guarda caso come compagno di squadra di Enea Bastianini.

MARCO BEZZECCHI: Provaci ancora Marco

Alla vigilia del Gran Premio del Qatar una nuova sfida attende Marco Bezzecchi, alla seconda stagione nella Classe Intermedia. Si chiude la difficile avventura con KTM Tech3 (il costruttore austriaco abbandona la Moto2 a fine 2019) e Bezzecchi firma con Sky Racing Team VR46, squadra che utilizza i più collaudati telai Kalex.

A Losail Bezzecchi non va oltre il 12° posto e quattro mesi dopo, nel GP di Spagna, il classe 1998 cade nel corso del 7° giro. Un inizio non ideale quindi, ma il primo acuto arriva pochi giorni dopo.

Nelle qualifiche del GP d’Andalucia, Bezzecchi firma il record e conquista la prima Pole Position in Moto2. In gara chiude in 3^ piazza, miglior risultato nella categoria, dietro a Bastianini e Marini.

Fino al GP d’Austria il ritmo è costante ma mai tanto veloce per puntare alla vittoria. L’occasione si presenta nello stesso tracciato di Spielberg, sede del Gran Premio di Stiria, sesta tappa del Mondiale Moto2.

È la domenica giusta per sbloccarsi ma tra Bezzecchi e il gradino più alto del podio c’è Jorge Martin, vincitore della gara precedente. Bezzecchi dà il meglio di sé e recupera terreno sullo spagnolo, incollandosi allo stesso nell’ultimo giro di gara.

Martin si difende come meglio può e passa per primo sul traguardo. La Direzione Gara, però, nota un impercettibile passaggio sulla zona verde all’uscita di curva 8. Il pilota KTM Ajo viene spostato in 2^ posizione e Marco Bezzecchi vince ufficialmente la gara.

Alla vittoria austriaca seguono due secondi posti a Misano, risultati che lo includono nettamente nella corsa al titolo. Ciò nonostante, Il proseguo del campionato non si rivela così felice per il riminese. Il podio di Le Mans, tralasciando il sorpasso di Gardner alla penultima curva, crea delle speranze iridate disilluse poche settimane dopo.

Nel primo round di Aragón, Fabio Di Giannantonio cade ad undici giri dalla fine cedendo il comando a Bezzecchi. Quest’ultimo regola Sam Lowes, ormai troppo lontano per provare l’attacco. Ma all’inizio del penultimo giro Bezzecchi subisce una chiusura di sterzo che lo lancia nella via di fuga posta all’esterno di curva 2. La vittoria sfuma e la delusione si fa nitida nel volto del “Bezz”.

C’è però tempo di vincere un’altra gara, arrivando a Portimao matematicamente in lotta con 23 punti da recuperare su Bastianini. Servirebbe un miracolo per laurearsi Campione del Mondo, soprattutto vista la 12° posizione ottenuta in qualifica. La gara viene gestita sapientemente da Bastianini, Marini spinge ma non vince, Lowes chiude 3° nonostante un avambraccio dolorante e Bezzecchi 4°.

Niente titolo di Campione, ma in cuor suo Marco Bezzecchi può consolarsi. Nel 2021 rimarrà  sempre con SkyVR46, per affinare lo stile di guida ed il metodo di lavoro puntando definitivamente al Mondiale.

LORENZO BALDASSARRI: Anno difficile da cui ripartire, ora tocca a MV

Un podio, il 2° posto del Qatar, un piazzamento in Top 5 (GP Europa) e nulla più. Questi i migliori risultati ottenuti dal classe 1996 di San Severino Marche.

Alla settima stagione in Moto2 ci si aspettava sicuramente di più, soprattutto dopo l’eccellente gara corsa a Losail. Dalla ripartenza post lockdown, però, quasi nulla è andato verso la direzione corretta. I risultati hanno rispecchiato le difficoltà manifestate soprattutto nella parte iniziale/centrale della stagione.

Nelle gare corse ad ottobre e novembre, Baldassarri si è affacciato con maggiore frequenza ai primi cinque della classifica, ma non sono mancati i momenti negativi.

Nel GP di Teruel “Baldattack” occupa una solida quinta posizione quando, approcciando la curva 5, entra la folle ed il marchigiano scivola. Quei punti, probabilmente, gli avrebbero permesso di chiudere la stagione al 10° posto piuttosto che al 12°.

Confermata la presenza in Moto2 nel 2021, non più con Pons bensì con MV Agusta Foward.

FABIO DI GIANNANTONIO: Stagione a due volti e addio a Speed Up

Quello di Fabio Di Giannantonio è effettivamente e statisticamente un anno a due volti. Il primo ha connotazioni del tutto negative, mentre il secondo è contraddistinto da sporadici sorrisi.

15° in classifica piloti con 65 punti, Di Giannantonio ha faticato a trovare la quadra con il nuovo pneumatico anteriore fornito da Dunlop. Un problema diffuso in tutta la Factory Speed Up, compreso Jorge Navarro, tant’è che la squadra di Luca Boscoscuro ha totalizzato solo 22 punti nelle prime sei gare.

Una volta compresa la zona su cui lavorare per limare le difficoltà, Di Giannantonio ha infilato una serie di risultati positivi capaci di rinvigorire il pilota romano, tante volte vicino alla vittoria.

Proprio quest’ultima sembra poter arrivare nel GP di Aragón, quando “Diggia”, conquista il 1° posto a dodici giri dalla fine per poi cadere in curva 2 per una chiusura dell’anteriore.

Si rifarà la settimana dopo, sempre nel Motorland, chiudendo il GP di Teruel in 2^ posizione alle spalle di un imprendibile Sam Lowes.

Il 2020 finisce con un altro risultato sprecato a Portimão, pista in cui “Diggia” sembra avere le carte giuste per correre verso la prima vittoria in Moto2.

Non sarà così: una partenza sbagliata ed una staccata troppo profonda in curva 1 portano a terra il romano, che a sua volta viene investito dall’incolpevole Niccolò Bulega, futuro compagno di squadra.

Tante occasioni da sfruttare ma altrettanti errori che pesano negativamente sulla classifica piloti. Nonostante ciò, Di Giannantonio ha intrapreso una solida strada verso la MotoGP, firmando a sorpresa con Gresini Racing. Nel 2021 correrà in Moto2 con la squadra di Fausto che, nel 2022, potrebbe portare il classe 1998 nella massima cilindrata.

NICCOLÒ BULEGA: Pochi sorrisi per un amaro 2020

Al sesto anno nel Motomondiale, secondo in Moto2, Niccolò Bulega si presenta in griglia con la Kalex del Gresini Racing dopo il 2019 corso insieme a SkyVR46.

Per il pilota di Montecchio la stagione si dimostra più difficile e sfortunata del previsto, così come per tutta la squadra gestita da Fausto Gresini.

Due le gare in cui Bulega ottiene piazzamenti in Top 10: Gran Premio d’Europa (8°) e Gran Premio della Comunità Valenciana (9°), le due gare corse nel Circuito Ricardo Tormo.

In questi due appuntamenti ha capito dove e come lavorare con la squadra per estrarre la massima prestazione in qualifica ed in gara, dunque potremmo aspettarci un 2021 più semplice.

Nel prossimo Mondiale non sarà più affiancato da Edgar Pons (ritiratosi dalle corse per preferire un ruolo dirigenziale nella squadra del padre) bensì da Fabio Di Giannantonio, con il quale potrebbe lavorare intensamente per alzare il livello complessivo della squadra.

STEFANO MANZI: La Pole che nasconde le difficoltà

Il riminese ha corso la quarta stagione in Moto2 confermando il proprio sostegno al delicato progetto MV Agusta – Forward Racing.

Di nuovo in pista con il telaio F2, Manzi ha raggiunto la zona punti in otto occasioni mentre l’unica Top 10 risale al GP d’Andalucia (9°). Avendo sole due moto in pista è risaputo il fatto che Forward Racing ed MV debbano rincorrere chi possieda più riferimenti (Kalex e Speed Up), dunque era difficile aspettarsi di meglio dalla squadra diretta da Giovanni Cuzari.

Eppure Manzi una soddisfazione se l’è tolta, conquistando la prima Pole Position in carriera nel GP della Comunità Valenciana. Il miglior tempo nella Q2 ha consentito al riminese di riportare MV Agusta davanti a tutti in qualifica dopo 44 anni di digiuno.

È stata l’ultima gioia nel rapporto Manzi – MV. Il pilota di Santarcangelo ha infatti firmato col Team Pons per il 2021 per prendere il posto di Lorenzo Baldassarri, futuro pilota Forward.

SIMONE CORSI: Quando l’esperienza non basta

Simone Corsi ha partecipato a tutte le gare nella storia della Moto2, presentandosi in griglia di partenza dall’inizio della nuova Classe Intermedia. Un’esperienza utile e costruttiva allo sviluppo della F2 del Forward Racing, alla vigilia del primo appuntamento stagionale a Losail.

Alla fine dell’anno il bilancio offre sei arrivi in zona punti. Decimo posto del Gran Premio di Aragon come miglior risultato stagionale, 15 punti totali e la 24^ posizione in classifica piloti. A pesare sul giudizio complessivo sono i tre ritiri (Andalucia, Europa e Portogallo) e l’infortunio ad un dito del piede destro nel Warm Up di Brno.

Il romano ha confermato l’impegno con MV Agusta Forward per il 2021, ed è stimolato dai piccoli passi in avanti nella prima stagione corsa con la F2. Anche se per recuperare su Speed Up e soprattutto Kalex, le 287 gare all’attivo potrebbero non bastare, almeno per il momento.

LORENZO DALLA PORTA: Debutto progressivo

Il Campione del Mondo Moto3 2019 ha esordito quest’anno in Moto2 con ItalTrans, squadra che crede fortemente sul 23enne di Prato.

Alla chiusura della stagione Lorenzo Dalla Porta occupa la 27^ posizione in classifica piloti. Due le gare concluse tra i primi quindici, GP di San Marino (13°) e GP dell’Emilia Romagna (14°), ossia quegli eventi corsi in un circuito conosciuto a menadito.

In tutti gli altri Gran Premi, il toscano si è difficilmente avvicinato alla zona punti, confermando le perplessità iniziali riguardanti un debutto, quello in Moto2, rivelatosi ancor più difficile del previsto.

Le stesse ostilità sono state confermate da Dalla Porta prima del Qatar. Lorenzo aveva parlato dei due punti critici da gestire: peso e potenza, fattori con cui è difficile confrontarsi quando si è alti 163 cm e si pesa 58 kg.

Il confronto perso con altri due debuttanti di spessore, Aron Canet e Marcos Ramirez, è dovuto soprattutto alla fisicità del classe 1997: meno adatta allo stile di guida più fisico di moto che scatenano 140 cavalli e pesano altrettanti kg.

Il 2021 sarà fondamentale per Lorenzo Dalla Porta, nella speranza che il giovane portacolori ItalTrans possa migliorare nel giro secco e sulla costanza con il sostegno della squadra Campione del Mondo 2020.

MATTIA PASINI: Wild Card a chi?

Sembravano ormai finite le speranze di vedere Mattia Pasini in sella ad una Moto2 in questo 2020, ed invece il riminese ha colto un’importante occasione. Il 10 settembre giunge la notizia che sconvolge i piani alti della classifica piloti: Jorge Martin risulta positivo al Covid-19 ed è costretto a saltare le due gare di Misano.

Nella prima Red Bull KTM Ajo non ha il tempo di scegliere un sostituto. Nella seconda approfitta di un’importante presenza nel paddock offrendo la Wild Card a Mattia Pasini. Il “Paso”, dunque, scende in pista con la Kalex #54 e firma il diciottesimo anno di partecipazione ad un evento nel Motomondiale. Il tracciato lo conosce, per questo l’unico obiettivo è percorrere chilometri per recuperare le sensazioni ferme a Valencia 2019.

Il GP dell’Emilia Romagna è caotico. La pioggia costringe la Direzione Gara a fermare per due volte l’evento scompaginando i piani delle squadre. Al termine dei 16 giri complessivi Mattia Pasini si classifica 16° a pochi decimi dalla zona punti.

35 anni, 239 gare corse ed ancora tanta velocità da sfruttare anche in un contesto competitivo e dinamico come quello della Moto2.

Matteo Pittaccio

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