Vietti guida il gruppo delle Moto2. Credits: Facebook page Mooney VR46 Racing Team
Vietti guida il gruppo delle Moto2. Credits: Facebook page Mooney VR46 Racing Team

La gara di Moto2 all’Autodromo dell’Algarve a Portimão sarà ricordata come una giornata critica e fondamentale per il campionato: cadute multiple, bandiera rossa e gara sprint con più di 10 piloti out. In questo scenario apocalittico, Celestino Vietti è stato il più intelligente della classe chiudendo in seconda posizione e assicurandosi 20 punti decisivi per il mondiale.

GARA CRUCIALE PER IL CAMPIONATO

La gara di Moto2 parte in condizioni di asciutto, ma solo tre giri dopo iniziano ad apparire le prime bandiere che indicano la presenza della pioggia in pista. Al nono giro, all’improvviso i primi tre cadono nella curva due per l’acqua: Canet, Beaubier e Ogura. Subito dopo gli inseguitori cadono uno dopo l’altro allo stesso modo: Fernández, Arbolino, Chantra, Lowes, Arenas, Acosta e Corsi. Momenti di paura con ben 10 scivolate nello stesso punto e un caos incontrollato con moto che passavano a grande velocità a solo pochi millimetri dai piloti a terra.

Credits: sito web MotoGP

Immediatamente viene mostrata la bandiera rossa e inizia la corsa per rientrare ai box. I piloti presi dalla disperazione hanno cercato in tutti i modi possibili di arrivare a destinazione, anche con delle scorciatoie, e con la maggior parte delle moto distrutte. In questi casi però, il regolamento è chiaro: i piloti devono rientrare ai box attraverso la pit lane sulla propria moto in meno di cinque minuti da quando c’è la bandiera rossa e senza prendere scorciatoie, ma facendo il giro del circuito.

Allo stesso tempo si accendeva la polemica nella pit lane tra i team dei piloti caduti e la direzione gara. Quest’ultima comunicava ufficialmente che la maggior parte dei “caduti” non avevano rispettato il regolamento nel rientro ai box e non potevano ripartire per gara due. I team invece non consideravano giusta la decisione in quanto le cadute erano state provocate dalle condizioni dell’asfalto e non dai propri piloti. Una volta chiarito l’argomento con il regolamento in mano, la preparazione della gara due è iniziata.

NUOVA GRIGLIA, NUOVA OPPORTUNITÀ

La seconda gara si configurava come una gara sprint di sette giri e con solo 18 piloti in griglia di partenza. La griglia era composta dai piloti “sopravvissuti al caos” e davanti a tutti, in prima linea, Jake Dixon, Joe Roberts e Celestino Vietti.

Una volta spento il semaforo, Joe Roberts si assicurava subito la prima posizione dopo la caduta di Dixon. Roberts con un passo gara straordinario si porta a casa una vittoria per gli Stati Uniti che si faceva attendere dal 1990 con John Kocinski in Australia.

Alle spalle di Roberts però si stava svolgendo un’altra gara: quella per la leadership del mondiale. Con i primi sette piloti della classifica generale out, Vietti aveva una grande opportunità tra le mani per assicurarsi la prima posizione nel mondiale, soprattutto in una giornata così complicata: in gara 1 prima dell’incidente si trovava in undicesima posizione.

Celestino Vietti agisce da veterano e capisce che in una situazione del genere è importante guadagnare quanti più punti possibili, ma senza prendere dei rischi inutili che avrebbero complicato il campionato. E così, con grande furbizia e con delle condizioni veramente difficili, chiude la gara in seconda posizione traendo vantaggio dagli sbagli dei suoi rivali. Vietti è più leader del mondiale che mai con 90 punti e un vantaggio importante di 34 punti sul secondo classificato.

Credits: facebook page Mooney VR46 Racing Team

“Nella seconda gara ho provato a stare davanti e negli ultimi giri ho spinto quanto ho potuto per riuscire a portare a casa qualche punto. Abbiamo gestito bene la situazione, abbiamo capito bene quali erano le condizioni e torniamo a casa con questo importantissimo podio. Voglio ringraziare il mio team perché non è facile gestire una situazione così e sono riusciti a farlo veramente bene”, dichiarava Vietti dopo la gara.

In un mondiale così imprevedibile come quello di Moto2, la corona non è solo per il pilota che ha vinto più gare, ma anche per chi ha saputo essere costante. E se parliamo di costanza, Celestino Vietti è il nostro uomo: nelle prime tre gare non è sceso dal podio, con due vittorie e un secondo posto. E anche se era caduto nel GP delle Americhe, a Portimão è riuscito a tornare sulla strada della costanza e riconfermarsi come un ottimo concorrente per il titolo di Moto2.

Victoria Ortega Cabrera

 

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