In Brasile è ancora super il neo-campione del mondo, Lewis Hamilton. Dalla pit lane al quarto posto, per una remuntada coi fiocchi dopo la conquista del Titolo. Un weekend partito in salita per il britannico: dopo la disfatta della qualifica e l’incidente al primo giro lanciato del Q1, l’inglese sembrava ormai in pieno clima vacanza. Un errore quasi da principiante che rischiava di danneggiare l’intero weekend brasiliano, una vera e propria passerella dopo aver messo la parola “fine” sul campionato già in Messico.

Nicolò Bulega, sulla sua KTM col numero 46 sulla carena, ha vinto il Campionato CEV Junior Moto3, coronando una splendida stagione ed arrivano nel Motomondiale con un eccezionale biglietto da visita. Bulega, emiliano classe 1999 è un figlio d’arte che corre in moto dall’età di 4 anni, dopo una breve esperienza con i go-kart; pur essendo giovanissimo ha ottenuto molti successi nelle categorie minori. Molto amato dal pubblico, fa parte del VR46 Riders Academy e nel CEV ha corso per il Team Junior TeamVR46 Riders Academy: gli appassionati hanno avuto la possibilità di vederlo correre come wild card proprio a Valencia per l’ultimo appuntamento della stagione Moto3 2015, dove l’italiano si è mostrato competitivo, riuscendo a portare a casa la dodicesima posizione.

Nel Motomondiale ha corso nel Team che lo seguirà anche il prossimo anno, cioè lo Sky Racing Team VR46, insieme a Romano Fenati e Andrea Migno. Bulega  è arrivato all’ultimo appuntamento del CEV primo in classifica, dopo la vittoria a Jerez in gara 2, impresa che gli italiani non erano più riusciti a ripetere dalla gara di Catalunya 2012, quando vinse Francesco Bagnaia.

Il CEV, campionato spagnolo propedeutico al Motomondiale, conta meno tappe rispetto alle categorie superiori, ma spesso i piloti devono correre 2 gare nella stessa giornata, come capitato nell’ultima tappa di Valencia, perciò i punti in palio questa domenica erano 50 e a giocarsela insieme a Bulega c’erano i tre spagnoli Canet, Mir e Arenas. Bulega partiva dalla prima posizione e in Gara 1 ha fatto una bella partenza, rimanendo al comando, ma un incidente al quarto giro, fortunatamente senza conseguenze, ha fatto fermare la gara, che è ripresa (con 9 giri al posto dei 18 consueti) dopo pochi minuti.

La seconda partenza non è stata altrettanto buona per l’italiano che si è trovato nel gruppo a dover lottare per recuperare posizioni, mentre davanti Canet era in lotta con Arbolino, Mir, Arenas e Dalla Porta. A sei giri dalla conclusione Bulega è riuscito a rientrare nella lotta al podio e la corsa si è fatta serrata; all’ultimo giro, uno dei molti sorpassi ha visto Dalla Porta toccare Canet, con la caduta di entrambi; Bulega ha quindi chiuso in quarta posizione alle spalle di Arenas, Mir e Sasaki, con il primo podio alla prima gara per il giapponese.

Si è arrivati in Gara 2 con Bulega sempre leader, ma Arenas al posto di Canet in seconda posizione: all’italiano bastava una quarta piazza per vincere, ma fin dalla partenza ha lottato per portare a casa il successo. Il gruppo di testa ha visto lottare Bulega, Mir, Arenas, Dalla Porta e Canet per tutti i 18 giri e il leader ha dimostrato di saper gestire bene la tensione, soprattutto quando, all’ultimo giro, Arenas e Canet lo hanno passato e lui non ha iniziato una bagarre, sapendo di poter gestire il vantaggio in classifica. L’ultima curva ha portato, purtroppo, anche la caduta di Mir e Dalla Porta per incrocio di traiettorie, mentre Arenas tagliava il traguardo seguito da Mir e Bulega, terzo in gara ma primo nel Mondiale.

Il giovane pilota ha festeggiato la vittoria con i sostenitori che lo aspettavano nel giro d’onore con la maglietta celebrativa ed ha dedicato a loro e a Valentino Rossi il raggiungimento del Titolo Mondiale. 

Alice Lettieri

 

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