Il Gran Premio d’Italia lascia alle proprie spalle alcune domande irrisolte ma anche diverse certezze. Il primo dubbio, se si vuole ancora definire tale, è d’obbligo: dopo il dominio espresso a Monza da Vettel, il Mondiale è già chiuso? Molto probabilmente sì per Hamilton e Raikkonen, molto probabilmente no per Alonso. Se da un lato, infatti, Mercedes e Lotus hanno messo in mostra una preoccupante involuzione sui lunghi rettilinei dell’autodromo brianzolo, dall’altro la F138 ha confermato il proprio trend di crescita già manifestato a Spa, dando l’impressione di essere tornata a rivestire il ruolo di seconda forza del campionato. Non è solo la classifica a dirlo (con la Ferrari che ha scavalcato la Mercedes tra i Costruttori), ma anche le prestazioni mostrate nelle ultime due gare. Se la Red Bull, dunque, appare (almeno con Vettel) ancora irraggiungibile, i progressi mostrati dalla F138 dimostrano come a Maranello si sia imboccata, dopo qualche tentennamento di troppo, la strada giusta. Ora si tratterà di vedere se questo percorso di crescita sarà in grado di consentire ad Alonso di avere una vettura in grado di poter lottare ad armi pari con Vettel. Anche perchè la Ferrari ha già annunciato di avere un nuovo step evolutivo in serbo per Singapore, ma il problema è che poi seguiranno altre sei gare. Affrontarle senza ulteriori novità tecniche, optando dunque di concentrarsi sulla monoposto 2014, implicherebbe automaticamente alzare bandiera bianca nei confronti del binomio Vettel-Red Bull. D’altro canto, però, proprio il fatto che manchino ancora tante gare alla conclusione (siamo, difatti, soltanto a 2/3 del campionato) significa che tutto può ancora accadere. Basterebbe anche un solo stop inaspettato di Vettel (come avvenuto a Silverstone) per rimettere tutto in gioco. E la storia degli ultimi campionati, ci insegna a doversi tenere preparati per possibili ribaltoni nel finale di campionato. Il “problema”, stavolta, è che la RB9 sembra davvero una vettura praticamente perfetta e, soprattutto, in grado di essere competitiva su ogni tipo di tracciato. Dagli stretti tornanti di Budapest alle medie elevate di Spa e Monza, la monoposto di Newey è sempre lì, a correre per la vittoria o al limite per un posto sul podio, con un Vettel che ha imparato a capitalizzare al meglio la gestione delle gare in chiave iridata. Il tedesco continua a raccogliere successi, e di questo passo presto record importanti potrebbero iniziare a vacillare. Dall’altra parte, Alonso si è confermato il solito “animale da gara”: dopo il misunderstanding con la Scuderia di sabato, ha tratto il massimo dalla propria vettura in gara. Il problema è che la classifica dice -53 e l’impegno dello spagnolo da solo di certo non può bastare, se si vorranno ancora coltivare sogni di gloria. Per quanto riguarda la gara degli “altri”, va sottolineata la seconda gara consecutiva senza punti per Kimi Raikkonen. Per uno che è solito basare sull’affidabilità e la costanza la propria arma migliore, è di certo una notizia che non può passare inosservata. Sarà un caso, ma da quando sono iniziate le voci di mercato riguardanti un suo possibile approdo in Ferrari, Kimi sembra un tantino distratto e più incline all’errore. Chi ha compiuto, invece, un week-end da incorniciare è stato Nico Hulkenberg. Il tedeschino è riuscito nell’impresa di portare nelle zone alte della classifica la Sauber, dimostrando di meritare il ruolo di uomo-mercato per il 2014. Ne sapremo certamente di più dopo la riunione che si svolgerà questa settimana a Maranello, nel corso della quale verranno presumibilmente prese decisioni importanti riguardo alla futura line-up di piloti.

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