Se fosse avvenuto in ambito calcistico, avremmo certamente parlato di un esonero in “stile Zamparini”. Ma a spegnere il sogno di Luiz Razia, licenziato dalla Marussia ancor prima dell’inizio della stagione 2013, ci hanno pensato i suoi sponsor. Quelli che avevano dato garanzie di pagamenti al team russo, rivelatisi poi aria fritta. E così, dopo foto ufficiali in casco e tuta, le classiche dichiarazioni di rito ed i buoni propositi per il prossimo campionato, il brasiliano è stato costretto, suo malgrado, ad alzare bandiera bianca. Spazio così a Jules Bianchi, che sicuramente non porta la dote di sponsor auspicata da Razia, ma se non altro garantisce rinnovata curiosità attorno al team ed una buona dose di talento. Attenzione che, in casi come questi, può voler significare innesto di nuovi sponsor, per un pilota fino a poche ore prima in lizza per il secondo sedile della Force India, poi assegnato a Adrian Sutil. Attenzione perchè Bianchi è un prodotto del Ferrari Driver Academy, ha come manager Nicolas Todt, è un giovane francese di belle speranze: insomma, ha tutti i requisiti per essere una scommessa vincente per il futuro. Che consente, tra l’altro, alla Marussia di poter strizzare l’occhio alla Ferrari: facendo fare esperienza al giovane rampollo del Cavallino in vista, chissà, di un possibile futuro approdo di Bianchi a Maranello. E ponendo soprattutto le basi una possibile collaborazione tecnica in vista del 2014, vista la rivoluzione motoristica che vedrà il ritorno dei V6 turbo. Insomma, Bianchi non possiede gli appoggi economici promessi da Razia ma il posto in Marussia, bisognosa di freschi contanti, se lo è comunque garantito. Fantamercato a parte, due conti in casa Marussia se li saranno pure fatti, e qualcuno il proprio tornaconto lo dovrà pur avere. Staremo a vedere. Nel frattempo, appare sintomatico l’incrocio di sensazioni contrastanti vissute da Razia e Bianchi nel corso degli ultimi giorni: il primo, passato dall’emozione di esordire in F1 alla delusione cocente per cause non dipendenti dalla propria volontà; il secondo, invece, dapprima deluso per l’esclusione dalla Force India e poi ripescato in extremis dalla Marussia. Storie di piloti, storie di uomini, storie di soldi: anche questa è la Formula 1 odierna.

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