Francesco Cecchini, Misano, Aprilia rs 660
Francesco Cecchini, Misano, Aprilia rs 660

Cosa ci fa Francesco Cecchini, pluricampione del mondo di Flat Track, a Misano in occasione del quarto appuntamento del CIV? Corre. E realizza il suo sogno.

Ma facciamo un passo indietro. Francesco Cecchini, classe 1997, è ben sei volte campione del mondo di Flat Track e figlio d’arte di quello che è il capotecnico storico del Motomondiale del Team Gresini: Fabrizio Cecchini. Quello che non tutti sanno e che “Cecco”, fin da piccolo, ha sognato di diventare un pilota di velocità. Avvicinato alle corse grazie al ruolo del babbo nel motomondiale, Francesco Cecchini inizia l’iter classico di un classico pilota romagnolo: in moto già a 3 anni. Ma il sogno della velocità svanisce abbastanza presto per le incompatibilità degli orari con il lavoro di Fabrizio, impegnato in giro per il mondo molti mesi all’anno. Cecco opta così per il flat track, un po’ per gioco, un po’ per caso, e un po’ per fortuna perché, dati alla mano, è stata una scelta vincente. E chi ha visto Francesco Cecchini girare col flat track sa di cosa stiamo parlando.

Ed eccoci qui che torniamo a Misano dove il sogno di Francesco si sta per realizzare, o meglio si è già realizzato poiché lo abbiamo già visto scendere dalla sua Aprilia numero 21 battezzando la prima uscita in pista in una competizione ufficiale.

Al suo fianco non poteva mancare Fabrizio Cecchini, nelle vesti di babbo, pronto a dare sostegno, forza, sorrisi ma soprattutto consigli. Ma capiamo meglio cosa ha portato Francesco Cecchini qui a Misano.

Cecco raccontaci cosa ti ha portato qui a Misano come “super” special guest del weekend di Misano. 

Tutto è nato ad una giornata Aprilia dove mi dilettavo a provare le moto. Si avvicinò a me Massimo Rivola – CEO di Aprilia Racing – e mi chiese se volevo fare la gara del trofeo Aprilia come guest. Io accettai subito, un po’ di riserba poiché essendo un pilota di flat track, uno sport completamente diverso, volevo prima fare un paio di test per capire se realmente si potesse fare. Alla prima uscita mi è subito piaciuta molto e quindi ho deciso di partecipare a questa gara a Misano che è letteralmente dietro casa mia.

Qual è stata la tua prima volta in autodromo per una uscita con una moto da velocità? 

La primissima uscita è stata nel 2018 ad Imola con Iannone con l’Aprilia 1100 rsv4. Poi sono stato a Vallelunga con Poggiali. Con l’Aprilia RS 660 il primo test è stato lo scorso mese proprio qui a Misano, poi abbiamo svolto un’ulteriore presa di contatto al Mugello per adattarmi un po’ meglio al concetto di velocità molto lontano dai traversi del flat track. 

Un sogno che si avvera. Su Aprilia poi. Quali sono state le tue prime sensazioni? E cosa ti aspetti da questa gara?

Punto ad arrivare davanti Safety Car. A parte gli scherzi sono tante emozioni tutte insieme: la gara, la pista, l’ambiente…  Aprilia e Massimo hanno fatto realizzare davvero uno dei miei sogni nel cassetto. Sono ancora sono un po’ teso, ora vediamo se da qui a sabato riesco a sciogliermi un po’. Le sensazioni sulla moto invece, fin dal primo test, sono state subito positive. La moto si è dimostrata subito molto confortevole, molto agile perché non ha una potenza esagerata quindi ti concentri molto sulla guida ed è quello che mi serviva per imparare molto meglio a girare dentro ad un Autodromo. La difficoltà maggiore in questo momento è prendere confidenza con la pista e riuscire a sfruttarla tutta. Nel flat track invece è diverso e hai una diversa concezione degli spazi e della pista. E poi devo lavorare sui miei automatismi perché, proprio per lo sport che ho sempre fatto, mi viene spontaneo intraversare la moto ma ho capito che così facendo perdo troppo tempo. 

Sarà per te questa una parentesi o un futuro concreto nella velocità?

Per adesso è una parentesi poi… chi lo sa.

E con questa parentesi che profuma di speranza, non ci resta che documentare il suo esordio nella velocità e attendere la prima del mondiale di flat track in programma il 21 agosto in Germania.

Benedetta Bincoletto

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