Durante la puntata numero 283 di Circus abbiamo ascoltato una doppia intervista, quella al neo campione di F1 Esports David Tonizza, su Ferrari, ed al team leader FDA Alessio Cicolari. Nelle parole dei protagonisti troviamo il racconto di tutte le particolarità di questa disciplina, la gioia di vincere il campionato, gli allenamenti duri e la giornata di David.




David, come hai vissuto il tuo successo londinese, battendo avversari tosti?

E’ stata un’esperienza abbastanza particolare, perché per tutto il campionato sono sempre stato in testa alla classifica. Quando siamo arrivati alla finale mi sono ritrovato ad inseguire il diretto rivale, che mi aveva scavalcato in classifica, perciò l’esperienza è stata abbastanza particolare. Siamo arrivati molto preparati e determinati a vincere, però dopo le prime due gare non eravamo in una situazione ottimale: grazie alla nostra grinta e cattiveria siamo riusciti a recuperare all’ultima gara e dopo la gara finale c’è stata un’esplosione di gioia da parte di tutti. Dopo un anno di duro lavoro, vedere appunto questo bel risultato è stato davvero magnifico.

Come ti sei avvicinato a questo mondo? C’è un consiglio che vuoi dare ai ragazzi più giovani di te e che vogliono cominciare?

Io ho cominciato per divertimento, giocando fin da piccolo ai videogiochi e nel gennaio 2017 ho deciso di iscrivermi ad un campionato, poichè ho scoperto che c’erano vari portali dove venivano organizzati campionati di Formula 1. Mi sono comprato il simulatore di Formula 1, ho cominciato a fare qualche gara con il controller: non avevo nemmeno un volante e da lì ho visto che mi divertivo molto, mio padre mi ha supportato e mi ha comprato il volante, uno di quelli molto economici. Ho cominciato a ottenere bei risultati su vari portali e nel 2018, a luglio, mi sono qualificato al primo Pro Draft, dove sono andato a Londra. Lì ero ancora un po’ grezzo, in quanto mi allenavo da solo, nessuno mi dava allenamenti da seguire; dopo il Pro Draft ho fatto campionati più famosi e da lì, quando il team è entrato a fare parte della Pro Series ha creduto in me e nel secondo Pro Draft sono stato scelto. Il consiglio che do è quello di cominciare per divertimento, vedere se si è talentuosi, iniziando con qualcosa di economico e di mettersi in mostra. Il resto verrà da solo.

Alessio, raccontaci come viene gestito un team a questi livelli, ricordando la presenza di Amos Laurito: è presente in squadra anche un coach che segue i ragazzi in ogni fase?

Esatto. Il team è composto anche da Amos Laurito e Gianfranco Giglioli. Abbiamo il nostro coach driver, Stefano Presenti, il quale ha il ruolo di allenare i ragazzi, di fare le schede di preparazione e di fare tutto quel programma che settimanalmente i ragazzi devono studiare. Il lavoro è molto simile a quello di una squadra di qualsiasi sport, anche più grosso, siccome in uno sport normale il limite massimo della preparazione è nel fisico: se fai il corridore non è che puoi correre 10 ore al giorno, mentre negli Esports hai questa opzione di modificare il tipo di allenamento per lavorare costantemente e tante ore al giorno. Salvo David, che va anche a scuola, hanno un programma sulle 8 ore al giorno per 5-6 giorni a settimana, perciò è un lavoro che si concentra molto sulla preparazione, non soltanto di guida: ovviamente i ragazzi non guidano 8 ore, ma vengono fatti anche allenamenti propedeutici sul tipo di giuda, di video review e anche dell’allenamento fisico, poiché è importantissimo per distrarsi, ma anche per avere un corpo sano. Si cura, non estremamente, ma in modo preciso l’alimentazione: è una cosa valutata dal team nell’ottica della preparazione della gara.

Durante ogni evento live si corrono 3 gare, per un totale di 12 gare: mediamente abbiamo sempre avuto una preparazione di 3-4 settimane per ogni evento. In questo periodo devi preparare 3 circuiti, i quali vengono corsi in una maniera particolare: voi dal lato streaming vedete le gare una in fila all’altra, mentre per noi è diverso. Il primo giorno si fanno i set-up delle impostazioni, quindi i ragazzi controllano le postazioni e controllano che tutto sia funzionante. Il secondo giorno tocca alle libere e le qualifiche, si fanno due circuiti diversi: libere 1 e qualifica 1 e libere 2 e qualifiche 2. Il giorno dopo c’è warm up 1 e gara-1, warm up 2 e gara-2. Diventa molto difficile, anche per il pilota, correre in due circuiti diversi: concentrarsi su un circuito poi passare ad un altro e il giorno dopo tornare al primo circuito, fino ad arrivare all’ultimo evento, il live show, dove hai la terza gara in diretta commentata direttamente da chi è in studio con noi. Quello che la gente da casa guarda in 2 ore, per noi dura quasi 3 giorni, più tutta la preparazione.

C’è da sottolineare che è molto simile allo sport reale, perciò non c’è grande differenza in termini di allenamenti. E’ molto più intenso sotto certo un punto di vista, è molto importante anche il lavoro di squadra: David è campione del mondo, ma ha avuto il supporto dei compagni per tutto l’anno. Purtroppo con loro non siamo andati a punti, ma sono stati fondamentali sia in qualifica che in gara. La qualifica Esports è gestita diversamente dalla Formula 1 reale: hai solo 18 minuti di qualifica secca, dove però tutte le auto sono in pista, perciò tutti i team sono in scia.

Come si svolge la tua giornata, David?

Mi alzo la mattina, mi preparo, Amos mi accompagna a scuola e quando torna è già ora di mettersi al simulatore. Alle 14 esco, Amos mi viene a prendere, mangio, faccio una pausa di 20-30 minuti e poi comincio ad allenarmi. Mi alleno fino a sera, verso le 7-7.30, faccio una pausa, ceniamo tutti insieme. Per i primi eventi, il tempo che avevo libero lo usavo per studiare, fare i compiti o guardare qualche film, mentre per l’ultimo evento invece ci si allenava.

Alessio, ogni squadra reale di Formula 1 ha anche una squadra virtuale: quanto è importante il supporto al di la dei confronti agonistici?

E’ stato fondamentale, sia in termini di training, ma anche di personaggi pubblici. Si entra in un mondo che è tra lo sport reale e gli Esports, poichè si è a contatto con la Formula 1. Devi saper parlare in un certo modo, sapere molto bene l’inglese, devi sapere come comportarti con gli altri, rispettare i compagni e gli avversar. E’ un onore immenso fare parte di FDA: per chi fa parte ed è appassionato di Motorsport è entusiasmante anche solo l’idea.

David, due domande: abbiamo visto Laurito scendere in pista. Anche tu hai progetti in un prossimo futuro di scendere in pista con una monoposto vera? Chi è il tuo punto di riferimento tra i piloti di Formula 1?

Per quanto riguarda le opportunità di scendere in pista… non so ancora e se ce ne saranno, saranno per divertimento. Voglio far bene sul simulatore per il momento. Penso siano tutti un’ispirazione i piloti di Formula 1, non saprei nemmeno dire chi, quindi li stimo un po’ tutti in generale.

Alessio, il mondo delle sim-races è cresciuto a dismisura. Raccontaci il tuo percorso.

E’ un mondo in continua crescita. Io ci lavoro e investo da 6 anni, cominciando dal Motorsport reale, passando a quello virtuale. Ciò che mi aspetto è che ogni costruttore abbia il proprio posto nel campionato Esports o qualche altro campionato promosso da noi o da campionati Assetto Corse: tutti i costruttori si stanno buttando, questo è l’unico nel quale è uguale sia nel virtuale che nel reale. Un giocatore di FIFA non è detto che sia un bravo calciatore, mentre è più probabile che un buon sim driver sia un ottimo pilota. E’ anche più facile per il pubblico da capire.

Giulia Scalerandi

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