Al termine di una lunga stagione come quella 2012, stilare una classifica dei piloti promossi e bocciati potrebbe, a prima vista, apparire quasi ingeneroso: alle prese con il livello di competitività della propria vettura, con difficoltà tecniche di svariato tipo, o con problematiche comunque non dipendenti dalla propria volontà, i venticinque protagonisti del campionato 2013 meriterebbero senza distinzione alcuna un attestato di stima. Ma proprio tenendo conto della molteplicità di queste variabili, e della loro influenza avuta sulle prestazioni di volta in volta mostrate dai piloti, abbiamo provato ad assegnare loro un voto ed un giudizio complessivo, consapevoli che le pagelle rappresentano esclusivamente l’opinione di LiveF1.it: ci auguriamo pertanto che i lettori vogliano fare altrettanto esprimendo i loro giudizi in merito. E allora, semaforo verde ai voti!

Sebastian Vettel: voto 10. Campione del mondo per la terza volta consecutiva: solo questo basterebbe a giustificare il voto. E’ vero, si potrebbe obiettare, ancora una volta ha avuto la monoposto complessivamente più competitiva. Ma nei momenti topici della stagione, quando c’era da tirare fuori gli artigli dovendo, ad esempio, rimontare dal fondo, il tedesco ha sfoderato grinta da vendere. Sarebbe interessante rivederlo in condizioni d’inferiorità tecnica.

Mark Webber: voto 5. Due vittorie, certo, ma con la Red Bull. Forse ha davvero ragione Helmut Marko, quando dice è almeno in un paio di gare all’anno è imbattibile, ma poi crolla alla distanza. Il confronto con Vettel si è confermato imbarazzante. Ed in Brasile non ha certo agevolato il compagno. Sembra destinato all’ultima stagione in Red Bull e, forse, in Formula 1.

Jenson Button: voto 7,5. Dopo la vittoria all’esordio in Australia, sembrava destinato ad un’altra grande stagione: invece lo è stata solo in parte. Per una buona parte dell’anno è letteralmente sparito, salvo poi sfoderare tutta la sua classe in circostanze e piste da piloti veri, come in occasione deglia altri due successi conquistati a Spa e Interlagos. Conclude a soli due punti da Hamilton, ma deve tornare ad essere più costante in gara e soprattutto più performante in qualifica.

Lewis Hamilton: voto 9. Quanto a termini di velocità pura, l’inglese eguaglia Alonso e Vettel. Meno irruento rispetto al 2011, quest’anno ha pagato la scarsa affidabilità della sua McLaren, che lo ha privato in almeno due circostanze di una possibile vittoria, escludendolo di fatto dalla lotta al titolo finale. Ma i numeri parlano chiaro: 4 vittorie e 8 pole position. Adesso verrà il difficile, dovendo dimostrare le proprie doti di sviluppo ai tecnici Mercedes.

Fernando Alonso: voto 10. Stoico. Contende fino all’ultima curva il mondiale a Vettel, nonostante la Ferrari non sia stata quasi mai la vettura più veloce del lotto. Coglie al volo ogni occasione per racimolare punti, massimizzando sempre il risultato: la sua costanza è impressionante, come dimostrano i tredici podi ottenuti. Solo nel finale dimostra di non essere più lucidissimo, quasi raggiunto dalle prestazioni del compagno: ma è davvero troppo poco per negargli il massimo.

Felipe Massa: voto 6. La media tra la prima disastrosa parte di stagione, da 4, e la seconda metà, da 8. All’inizio è imbarazzante: la Ferrari sembra correre con una sola macchina, è lontano anni luce dal compagno. Poi riesce, spinto anche dalle voci di mercato, a darsi una mossa: si adatta alla vettura, utilizza meglio le gomme, riuscendo a cogliere una buona continuità di risultati e dimostrando anche cattiveria agonistica: vedasi sorpasso su Senna a Singapore.

Michael Schumacher: voto 6,5. All’ultima stagione della carriera, il Kaiser paga la scarsa competitività della Mercedes. Ma, nelle occasioni in cui la vettura lo ha assecondato, il tedesco ha sfoderato sprazzi della propria classe, come la pole a Montecarlo ed il podio a Valencia. Certo, in classifica finale termina ancora lontano da Rosberg, e commette errori inspiegabili come a Barcellona e a Singapore: ma la sua stagione è stata dignitosissima. Chapeau alla carriera.

Nico Rosberg: voto 7. Ci si attendeva qualcosa di più dal tedesco, specialmente dopo il fantastico week-end cinese, dove ottiene la prima vittoria della carriera. Ma, alla distanza, i problemi tecnici della Mercedes lo soffocano, e lui sembra non riuscire a venirne a capo. Schumacher, nonostante gli anni di differenza, lo ha progressivamente raggiunto nelle prestazioni: adesso è atteso alla prova del nove contro Hamilton.

Kimi Raikkonen: voto 9. E chi se lo aspettava? Al rientro in Formula 1 dopo due anni dedicati ai rally, in molti pensavano che il finlandese avesse smarrito la propria classe, specie dopo l’opaca stagione di addio alla Ferrari. Invece Kimi è stato tra gli assoluti protagonisti del campionato, che ha visto dalla sua il record di giri percorsi ed il ritorno alla vittoria del marchio Lotus. Senza dimenticare il premio di sorpasso dell’anno: quello su Schumi all’Eau-Rouge.

Romain Grosjean: voto 5,5. Difficile esprimere un giudizio complessivo sul pilota francese, che ha dimostrato senza dubbio doti velocistiche di tutto rispetto, condite anche da tre podi. Ma la sua eccessiva aggressività è spesso sfociata in errori banali che ne hanno condizionato la serenità e, di conseguenza, le prestazioni. E’ stato probabilmente lui, suo malgrado, il vero arbitro del campionato, innescando la carambola di Spa. Da rivedere.

Paul Di Resta: voto 6,5. Lo scozzese paga, soprattutto nella seconda metà di stagione, il confronto col compagno Hulkenberg. Pilota comunque veloce e affidabile, ha probabilmente accusato il colpo di non essere entrato nell’orbita dei top team, come invece alcune indiscrezioni potevano lasciare supporre. Il 2013 sarà l’anno cruciale per la sua carriera.

Nico Hulkenberg: voto 7,5. Una delle sorprese della stagione. Rientrato titolare dopo un anno di collaudi in Force India, il tedesco si dimostra uno dei giovani più veloci e promettenti dell’intero Circus. Per il 2013 è già arrivata una sistemazione in Sauber, in attesa di poter fare il definitivo salto di qualità (Ferrari?) dall’anno successivo.

Kamui Kobayashi: voto 7. Spesso e volentieri pareggia le prestazioni del pluri-incensato compagno di squadra Perez, anche se come prestazioni velocistiche assolute forse è ancora un gradino sotto. Splendido il suo terzo posto in Giappone, vergognoso il fatto che non abbia trovato un sedile per il 2013. Lo aspettiamo presto.

Sergio Perez: voto 8. Tre podi per il giovane messicano, che sfiora la vittoria in Malesia e in Italia. Quando è in giornata, va come un treno, forte anche di una capacità di gestire le gomme fuori dal comune. Eppure, commette ancora errori banali: da quando è arrivata la chiamata in McLaren, poi, non ha più conquistato nemmeno un punto. La sua carriera è decollata anche grazie a Carlos Slim, ma d’ora in poi se la dovrà cavare da solo.

Daniel Ricciardo: voto 6. Si dice che potrebbe essere lui il nuovo uomo Red Bull dal 2014. Ma il simpatico italo-australiano ha ancora tanto da dimostrare. La Toro Rosso non è un granchè, e lui è ancora troppo incerto in fase di partenza. Ma la stoffa sembra esserci e spetta a lui acquisire sicurezza magari osando qualcosina in più.

Jean-Eric Vergne: voto 5,5. Termina il campionato conquistando più punti rispetto a Ricciardo, ma ancora non convince sino in fondo. E’ vero, era all’esordio assoluto in Formula 1, ma stando a sentire i bene informati costui dovrebbe essere il nuovo Prost. Bene, che ce lo dimostri, perchè finora il talento si è solo intravisto.

Pastor Maldonado: voto 7,5. Ancora troppe ingenuità, troppe penalizzazioni, troppi incidenti. Ma la velocità del venezuelano è fuori discussione. Domina il week-end in Spagna, sfoggiando doti da primattore assoluto con una Williams non certo formidabile. E poi spesso se la gioca con i primi, mentre il compagno arranca: a volte è anche la vettura a tradirlo. E’ diventato il punto di riferimento del team allontanando definitivamente la fama di pilota con la valigia.

Bruno Senna: voto 5. Per carità, vediamo se il brasiliano riuscirà adesso a comprarsi un altro sedile per il 2013. Se la Williams ha rinunciato ai suoi soldi per fare posto al giovane Bottas, un motivo ci sarà. Nel complesso la sua stagione non è stata così negativa, ma Maldonado ha sempre avuto un altro passo. Quei colori sul casco meritavano più rispetto.

Heikki Kovalainen: voto 5,5. Strana parabola, quella del pilota finlandese. Entrato in F.1 dalla porta principale, si è ritrovato poi per tre anni a guidare una Caterham sempre poco competitiva, sempre nelle stesse posizioni, sempre allo stesso modo. Con l’aggravante che Petrov è pure riuscito a stargli davanti, in qualche circostanza. Difficile rivederlo nel Circus in futuro.

Vitaly Petrov: voto 6. E’ probabilmente il pilota meno simpatico del giro, con la tipica supponenza dei russi facoltosi. Si è poi inimicato soprattutto i fan italiani, definendo il Mugello un circuito troppo (?) pericoloso. Dalla sua ha avuto però il merito di conquistare un prezioso 11° posto in Brasile, fondamentale per consentire alla Caterham di conquistare il decimo posto tra i Costruttori.

Pedro De La Rosa: voto 5. Dalla sua esperienza ci si attendeva un aiuto per sollevare le sorti della Hrt, ma niente da fare. Chiude la sua carriera in F.1 con una vettura costantemente da ultima fila, dalla quale era impossibile trarre qualcosa che non fosse girare stando attento a spostarsi nelle fasi di doppiaggio.

Narain Karthikeyan: voto 4. La prima domanda è che cosa ci faccia costui ancora in Formula 1. Ma la risposta appare scontata. Oltre ad essere inevitabilmente più lento di De La Rosa, a differenza del compagna non è nemmeno attento in fase di doppiaggio (chiedere a Vettel). Anche con una Red Bull farebbe fatica a stare nel gruppo.

Timo Glock: voto 5,5. La sua scelta sciagurata la fece tre anni fa, quando pur di rimanere in Formula 1 accettò l’offerta della Marussia, ai tempi ancora Virgin. Da allora, è sempre la stessa musica (vedi Kovalainen): guai a pensare di potersi prendere una minima soddisfazione. Eppure ai tempi della Toyota non era andato affatto male.

Charles Pic: voto 5,5. Con una macchina del genere, c’è poco da fare. Eppure il francese, a differenza dei suoi predecessori, riesce almeno a reggere il confronto con Glock, dandogli battaglia in più di un’occasione. Per il 2013 lo aspetta la Caterham: avanzerà di una fila sullo schieramento?

Jerome D’Ambrosio: s.v. Nella sua unica apparizione, a Monza chiamato a sostitutire lo squalificato Grosjean, non impressiona ma nemmeno combina danni. Impossibile dunque poter esprimere un giudizio, visto che in pratica era anche la prima volta che saliva a bordo della Lotus.

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