Nella prima parte della puntata 136 di Motorbike Circus, il talk-show in onda ogni martedì alle 19 su Radio LiveGP, è stato nostro graditissimo ospite l’inviato (nonché insider) per le notizie di moto-mercato di Sky Sport MotoGP HD Sandro Donato Grosso, passato da qualche anno alle due ruote. Tra i possibili movimenti in vista del 2019 e varie curiosità dal paddock, ecco le risposte di Sandro alle nostre domande a tema Motomondiale.

Buonasera Sandro e benvenuto a questo speciale di Motorbike Circus post Qatar!

Ciao Marco e buonasera a tutti!

Partiamo subito con gli aspetti racing del weekend di Losail. La gara del Qatar, soprattutto dal lato MotoGP, ci ha fatto divertire anche grazie al terzo duello corpo a corpo Marquez-Dovizioso…

L’aspetto racing è stato interessantissimo. Nel post gara ho immaginato una domanda da fare a Dovizioso sul come abbia costruito il rapporto con la Ducati, su come sia riuscito a tirar fuori il 100% dalla moto, sulla costruzione della corsa e anche sull’aspetto del corpo a corpo. Nell’aspetto racing non manca nulla, è come avere voti alti in tutte le materie, se non ci fossero stati sorpasso e contro sorpasso qualcuno si sarebbe lamentato della mancanza del corpo a corpo. Il corpo a corpo c’è stato e Dovi l’ha vinto. Aspetto racing da 10 e lode.

Terzo corpo a corpo vinto, contando quelli di Spielberg e Motegi e sempre all’ultima curva dell’ultimo giro. 

Spielberg e Motegi erano piste dove la Ducati aveva qualcosa in più e Marquez ha cercato di sopperire a quella che era una “mancanza di prestazioni” della sua Honda che non ne aveva quanto la Ducati, mettendoci del suo e tentando il sorpasso impossibile.

A questo punto Marquez si sarà appuntato da qualche parte di non passare Dovizioso all’ultima curva…

Vero, ma questo dimostra anche una cosa bella. Marquez, candidato al Mondiale così come Dovizioso, avrebbe potuto accontentarsi, da grande campione qual è non si è accontentato ed ha onorato lo sport ed i tifosi.

Terzo gradino del podio per il “nonnetto” del gruppo, ovvero Valentino Rossi…

Valentino è stato bravissimo. Gli ho chiesto se era più in forma lui o la moto ed in gara ha dimostrato di essere più in forma lui. Con la moto che aveva a disposizione e con i mille problemi avuti nei test pre stagionali, riuscire a stare davanti a Crutchlow, Petrucci e tutti gli altri è stata una grandissima prova. Grande capacità di tirar fuori il 100% da una moto che dal punto di vista dell’elettronica non è ancora al livello di Honda e Ducati, gli altri sono cresciuti mentre Yamaha è rimasta sullo stesso livello dal punto di vista dell’elettronica.

Zarco passo del gambero dopo aver quasi dominato tutta la gara…problemi di gomme?

Confermo i problemi di gomme per Zarco. Lui sceglie sempre la soluzione più morbida anteriore e posteriore, per la gara aveva optato per una media all’anteriore. A Losail non si può partire e tirare come un matto per tutta la gara, bisogna fare anche strategia. Zarco ha tentato una strada diversa e ad un certo punto è crollato, non solo come gomme ma anche dal punto di vista fisico.

Tra i rookie invece benissimo Morbidelli davanti a Syahrin: buona la prova del malese, visto come lo bistrattavano all’atto della firma con Tech3…

Sinceramente mi ha sorpreso più Syahrin di Morbidelli. Syahrin ha quasi la stessa moto di Rossi, Vinales e Zarco…

A proposito di Tech3, sappiamo che l’anno prossimo andrà con KTM. Da questa mossa partirà l’effetto domino dei team satellite. Gira voce che potrà essere VDS ad andare con Yamaha…

Al 70-80% VDS andrà con Yamaha, non c’è ancora nessun accordo ma si stanno parlando. Ci sono due situazioni contingenti: la prima è che Marc VDS è un team strutturato che può pagare, è il team che attualmente schiera Morbidelli e che può garantire un supporto tecnico importante insieme a Yamaha per provare a trattenere Zarco, anche se lo stesso francese si è messo in testa che vuole una moto super ufficiale. Lin Jarvis ha detto che darebbe a Zarco una moto ufficiale, ma se Yamaha vuole avere un team di un certo livello deve affidarsi a VDS. La seconda alternativa era il team di Aspar, ora Angel Nieto Team, ma la squadra sta guardando molto a Suzuki considerando che anche loro cercano un team satellite.

Girava questa voce secondo la quale ogni Casa ufficiale deve avere il proprio team satellite… Ducati, Honda e Ktm sono già sistemate, gli altri stanno definendo…

Suzuki vuole un team e così anche Aprilia. Gli altri team Ducati, Avintia ed Aspar, soffrono la scarsa considerazione rispetto al team Pramac. Per un Aspar sarebbe meglio fare il secondo in Suzuki che il quinto in Ducati, questo è quello che si sta muovendo.

In Moto2 la prima vittoria di Bagnaia e dello Sky Racing Team nella categoria…

Se lo Sky Racing Team fosse stato solo in Moto2, sarebbe stata una cosa fantastica. Tanto è stato bello ed incredibile il primo gradino del podio per Bagnaia, tanta è stata la sofferenza per il team in Moto3. Bisogna dare tempo al tempo per la Moto3. Detto questo, Bagnaia è fortissimo e ci aspettiamo che possa essere il Morbidelli di quest’anno anche se non bisogna sottovalutare Alex Marquez, quindi Baldassarri con il team di Sito Pons, poi qualche gara può vincerla anche Pasini, poi c’è anche Corsi e Luca Marini. La stagione è lunga però Bagnaia corre libero da pensieri, sa già che l’anno prossimo sarà sulla Ducati di Pramac, avrà la stessa moto ufficiale di Dovizioso (ammesso che Dovizioso rinnovi), ha una bella carica.

Bagnaia avendo firmato già adesso può fare tutto con più “calma”, nonostante gli occhi ed una “pressioncina” di Pramac addosso…

E’ vero, ma non deve dimostrare nulla. Se vince è meglio per sé ed anche per lo stesso team Pramac che lo ha ingaggiato.

Dall’altro lato però Petrucci e Miller si sentono sotto pressione per ottenere risultati, sapendo di avere Bagnaia alle loro spalle che scalpita…

“Miller lo vedremo tra i protagonisti perché è uno forte, forse ha pagato il passaggio Moto3-MotoGP ma è uno forte. La situazione in Ducati è in divenire, dipende dagli accordi: Dovizioso, Lorenzo…

Com’è la squadra nuova di Sky? Ti manca un po’ Marco Selvetti?

E’ diversa. Conosco Antonio Boselli da tanti anni perché facevamo la F1 insieme, ottimo professionista. Con Antonio siamo abbastanza simili come approccio, sempre sul pezzo, sulla notizia, molto preparati. Con Marco c’era una alchimia che si basava su un discorso diverso, io e Antonio siamo giornalisti-inviati ma non grandi motociclisti, Selvetti è il motociclista che ti racconta anche le cose tecniche ed anche un po’ scherzose, ci completavamo. Però Marco ha una bella azienda, sta andando forte, fa tante belle cose, è giusto che abbia fatto questa scelta, ci manca e gli abbiamo fatto un grosso in bocca al lupo.

Chi è stato il più difficile da intervistare in questi anni nel paddock?

Non ce ne sono di difficili da intervistare, alla fine il paddock è quello e si riesce ad intervistare tutti. Ci sono dei personaggi un po’ più affabili con i quali riesci a stabilire un’empatia, altri invece sono un po’ più ostici, però sostanzialmente di difficili da intervistare non ce ne sono. Forse Iannone quando ha la luna un po’ storta perché la moto non va non è facilissimo da intervistare, ma siamo amici. Sono piloti, rischiano la vita a 300 km/h, sono molto professionali nelle interviste, però certe volte capita che non siano affabili come uno vorrebbe.

Gli up & down di Suzuki e Yamaha: peccato per la scivolata di Rins, Iannone poco aggressivo, di Yamaha abbiamo detto tutto nel discorso su Rossi…

Penso che se Iannone trovasse il feeling con la moto potrebbe andare bene ed andare sul podio un paio di volte, mentre Rins è una bella scoperta. Il fatto che Suzuki abbia ancora le concessioni è un bellissimo vantaggio, può fare tanto sviluppo sul motore. L’anno scorso avevano sbagliato proprio il motore. Gli up & down di Yamaha sono figli dell’elettronica e dello sfruttamento del pacchetto telaio-motore-gomme, è una moto molto sensibile alle variazioni delle temperature, certe volte la strada si trova, altre volte no.

Grazie mille Sandro, è stato un piacere averti con noi e appuntamento alla prossima!

Grazie mille ancora e salutissimi. Alla prossima!

 

Marco Pezzoni

 

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