Lorenzo Savadori, classe '93, è un giovane talento italiano delle due ruote attualmente in sella all'Aprilia del team Ioda Racing nel Mondiale Superbike. E' nato a Cesena, ovvero in una zona che è stata culla per molti piloti italiani protagonisti in tutte le competizioni su due ruote. La sua carriera è iniziata con la Red Bull Rookies Cup nel 2007 e da quel momento non si è fermato un attimo, passando dal CIV alla 125, fino a vincere il Campionato Superstock 1000 FIM Cup nel 2015 con l'Aprilia, segno di un fortunato binomio tra italiani.

Quest’anno col salto in SBK si è confermato un pilota sul quale puntare gli occhi per il prossimo futuro, perché c’è da scommettere che dopo un anno di esperienza sarà uno dei riders in lotta per il top. Gli abbiamo fatto qualche domanda sulla stagione e sul futuro con Aprilia, che lo vedrà dal 2017 (notizia dell’ultim’ora) nel team Milwaukee al fianco di Eugene Laverty.

Per prima cosa, come ti senti dopo le cadute al Lausitzring dello scorso weekend?

Molto bene, sono state due scivolate senza conseguenze quindi non ho avuto problemi, grazie.

In prova sei stato molto veloce, poi in gara cos’è successo? Non avete raccolto quanto sperato…

E’ un peccato perché anche in gara in realtà ero veloce, ma domenica era un terno al lotto, con una pista molto scivolosa dove bastava poco per cadere. Abbiamo visto anche piloti che vanno molto forte sul bagnato come Sykes e West non terminare la corsa: le condizioni erano molto critiche, noi eravamo veloci ma purtroppo c’è stata la scivolata, peccato perché avremmo potuto fare una bella gara. Sabato invece molto è dipeso dal fatto che eravamo fermi da tempo, ovvero quando due mesi fa abbiamo fatto i test a Laguna Seca. Siamo arrivati su una pista nuova dove il meteo non ci ha aiutato, visto che abbiamo girato solo venerdì su pista asciutta, mentre sabato mattina era bagnato quindi è stato un po’ difficile… ma nel complesso direi che il fine settimana è stato positivo ed in crescita, nonostante le gare non siano finite bene.

Parlando della crescita dell’Aprilia: state migliorando gara dopo gara, ma cosa pensi che vi manchi ancora rispetto alle rivali? 

Credo che l’Aprilia sia una moto molto competitiva, ma abbiamo iniziato la stagione all’ultimo quindi ci mancano test e chilometri da fare.

Avete avuto una lunga pausa estiva, com’è stato mantenere la concentrazione e allenarsi durante i mesi senza gare?

Noi siamo stati gli unici ad avere una pausa così lunga perché gli altri hanno fatto dei test, quindi ti alleni, fai palestra… sono andato a fare motard ma non è come scendere in pista, quindi sicuramente questo, anche quando sono arrivato al Lausitzring, ha influito. Mi sono dovuto riabituare un pochino alla velocità e ai punti di frenata, ma comunque mi alleno ogni giorno.

Tu hai iniziato nella Red Bull Rookies Cup per poi passare al CIV, al Campionato Europeo fino a vincere la Superstock e arrivare in Superbike: pensi mai ad un futuro in MotoGP?

Credo che la MotoGP sia l’obiettivo e il sogno di tutti i piloti, perché come categoria rappresenta il top! Quindi ci penso, ma per adesso mi trovo benissimo in Superbike e mi concentro sul nostro lavoro qui.

In questa stagione ci sono state delle polemiche per la perdita di spettatori in SBK. Secondo te cosa manca alla formula? E cosa pensi invece delle due gare disputate in giorni diversi? 

Faccio fatica a rispondere perché sono al mio primo anno in Superbike quindi non posso dare un giudizio, anche perché il format è cambiato proprio quest’anno e lo stesso per quanto riguarda le due gare. Di sicuro giriamo meno perché correndo il sabato abbiamo meno tempo per provare. I turni liberi dello scorso anno permettevano di girare di più e quindi il tempo per sistemare la moto era maggiore, ma non avendo mai corso due gare la domenica non è facile dare un giudizio.

Passiamo a qualche domanda per farti conoscere meglio ai nostri lettori: perché hai scelto di fare il pilota? Era una passione che avevi fin da bambino?

Si, fin da bambino avevo questa passione. Mio babbo correva a livello amatoriale con le moto da cross ma quando sono nato aveva già smesso, poi per caso una volta ho visto una gara di minimoto in televisione e da lì è nata la curiosità di provare e poi non ho più smesso.

Che tipo di pilota ti definiresti?

Non è semplice rispondere… forse uno molto metodico, anche se è più facile chiederlo agli altri. Potrei dire anche aggressivo, ma metodico è l’aggettivo migliore. 

Domanda di rito: hai un circuito preferito?

Ne ho diversi, uno bello che mi piace molto è Assen (momento di silenzio, ndr) a parte il Mugello. Il Mugello è il Mugello…

Ultima domanda: oltre alle moto, hai altre passioni?

Quando fai questo mestiere gira tutto intorno alla moto e ai vari tipi come Motocross, Motard… ma mi piace anche sciare, andare con lo snowboard; in più faccio arrampicata, quindi ho molti interessi.

Lorenzo Savadori scenderà di nuovo in pista il 14 ottobre a Jerez sulla sua Aprilia: non possiamo che riconfermargli il nostro “in bocca al lupo” per la fine della stagione e per il 2017.

Alice Lettieri

 

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